In occasione del keynote inaugurale della WWDC 2026, Apple ha presentato una nuova suite di strumenti pensati per aiutare i genitori a creare esperienze digitali più sicure per i propri figli. Il pacchetto di novità ruota attorno a tre domande fondamentali che ogni genitore si pone: quali contenuti può vedere mio figlio, con chi può comunicare e quando può accedere alle app.
La risposta di Apple si traduce in funzioni come Ask To Browse, Time Allowances e una versione completamente ridisegnata di Screen Time. Come ha spiegato Sumbul Desai, vicepresidente Health and Fitness di Apple, l’approccio dell’azienda parte dalla convinzione che ogni bambino sia unico, e che gli strumenti debbano quindi essere semplici e intuitivi ma anche personalizzabili in base all’età e alle esigenze specifiche. Le funzioni sono state sviluppate sulla base delle indicazioni di esperti della sicurezza online e di salute infantile, un dettaglio che Apple sottolinea più volte per essere identificata come piattaforma affidabile per le famiglie.
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L’account bambino come punto di partenza
Il primo e più importante passo, secondo Apple, resta la creazione di un account bambino. È la chiave che attiva tutte le protezioni a livello di sistema, calibrate sull’età del minore: limitazione dei siti per adulti, accessi ai soli contenuti multimediali appropriati e restrizioni basate sull’età nell’App Store. I genitori vengono guidati nella creazione di questo account durante la procedura di configurazione di un nuovo dispositivo. L’account bambino è obbligatorio per i minori di 13 anni ed è disponibile anche per ragazzi fino a 18 anni, anche se l’età minima per la creazione di questo tipo di account può variare a seconda del Paese.
Una volta creato l’account, i genitori possono scegliere con precisione quali app rendere disponibili sul dispositivo, partendo da poche app essenziali, da un set curato consigliato, oppure selezionando manualmente solo quelle ritenute appropriate. Le app possono poi essere aggiunte gradualmente nel tempo, mantenendo il controllo a ogni passaggio. A questa logica si affianca la funziona Ask to Buy, già esistente, che richiede l’approvazione del genitore prima che il bambino scarichi un’app, gratuita o a pagamento, o che effettui un acquisto in-app.
La vera novità su questo fronte è Ask to Browse. Funziona in modo analogo ad Ask to Buy, ma applicato alla navigazione web: con questa funzione i genitori possono richiedere che il bambino chieda il permesso prima di accedere a un nuovo sito in Safari. La richiesta arriva direttamente ai genitori tramite Messaggi, e la funzione opera in modo integrato su iPhone, iPad e Mac. È un livello di controllo granulare che finora mancava nell’ecosistema Apple.
Comunicazioni, tempo di utilizzo e contenuti violenti
Sul fronte delle comunicazioni, i genitori possono gestire fin dall’inizio chi può contattare i propri figli tramite Messaggi, FaceTime e Telefono. Quando il bambino vuole comunicare con un nuovo contatto, può essere richiesta l’approvazione preventiva del genitore. Qui Apple introduce un ampliamento significativo di Communication Safety, la funzione che già sfoca le immagini di nudo rilevate in Messaggi e nelle chiamate FaceTime, attiva di default per gli utenti sotto i 18 anni. Con il nuovo aggiornamento, Communication Safety interverrà anche per bloccare contenuti violenti o cruenti quando rilevati in immagini o video condivisi. È un’estensione importante, che amplia la protezione oltre il solo ambito del nudo per coprire anche la violenza grafica.
Per quanto riguarda il tempo di utilizzo, le Time Allowances offrono ai genitori modi più flessibili di gestire il tempo che i figli trascorrono nelle app, suddivise per categorie come Intrattenimento, Giochi e Social Media. Quando si impostano questi limiti, Apple fornisce indicazioni basate sulla ricerca di di esperti e calibrate sull’età del bambino, da usare come punto di partenza modificabile secondo le proprie valutazioni. I genitori possono inoltre impostare programmazioni giornaliere per gestire quali app sono accessibili nei diversi momenti della giornata e della settimana, utile per esempio a mantenere la concentrazione durante le ore di scuola.
Il rinnovato Screen Time, infine, offre ai genitori una visione d’insieme immediata dell’utilizzo medio del dispositivo da parte dei figli e delle app più usate. Le modifiche all’accesso ad app e web si possono fare al volo con un solo tocco: per esempio limitare l’accesso durante i pasti o il gioco all’aperto, oppure concedere qualche minuto extra se il bambino deve completare qualcosa. La gestione diventa quindi più dinamica e contestuale, meno rigida rispetto al passato.
A corredo di queste funzioni, Apple ha annunciato la collaborazione con l’American Academy of Pediatrics per adattare il suo Family Media Plan in una guida di riferimento, e ha lanciato un sito dedicato ai genitori, nel quale sono presenti strumenti, risorse e risposte alle domande più frequenti. Sul fronte degli sviluppatori, l’azienda mette a disposizione API come SensitiveContentAnalysis, PermissionKit e la Declared Age Range API, quest’ultima pensata per comunicare la fascia d’eta del bambino in modo rispettoso della privacy, senza condividere la data di nascita.
Tutte le novità saranno disponibili in autunno quando saranno rilasciati ufficialmente iOS27, iPadOS27 e macOS27.
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