Zepp Health ha lanciato Amazfit Bip Max il 20 maggio 2026, portando nella linea Bip un modello più grande, più potente e con un’autonomia superiore rispetto ad Amazgit Bip 6, uscito a marzo 2025 (qui trovate la nostra recensione). I due smartwatch condividono la stessa filosofia di base: display AMOLED, GPS integrato, monitoraggio della salute completo, chiamate Bluetooth e un prezzo che resta sotto i 100 euro. Ma Amazfit Bip Max allarga il formato in modo deciso, aggiungendo funzionalità che Bip 6 semplicemente non ha.

Amazfit Bip Max costa 99,90 euro, contro i 79,90 euro di Bip 6. Venti euro di differenza che, come vedremo, acquistano cose concrete: uno schermo più grande e più luminoso, molta più memoria, una batteria più capiente, il Wi-Fi e il Bluetooth 5.3. Se siete alla ricerca di uno smartwatch economico e state valutando questi due modelli, questo confronto vi aiuterà a capire quale dei due si adatta meglio alle vostre esigenze.

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Tabella di confronto tecnico

Caratteristica Amazfit Bip Max Amazfit Bip 6
Display AMOLED 2,07″ AMOLED 1,97″
Risoluzione 432 × 514 px 390 × 450 px
Luminosità massima 3.000 nit 2.000 nit
Protezione vetro Vetro temperato anti-impronta Vetro temperato anti-impronta
Dimensioni 49,58 × 42,76 × 10,93 mm 46,3 × 40,2 × 10,45 mm
Peso (con cinturino) 52,6 g 44 g
Materiale scocca Lega di alluminio + polimero rinforzato Lega di alluminio + polimero rinforzato
Larghezza cinturino 22 mm 22 mm
Memoria 4 GB 512 MB (~100 MB disponibili)
Batteria 550 mAh 340 mAh
Autonomia dichiarata Fino a 20 giorni Fino a 14 giorni
GPS Integrato, 5 sistemi satellitari + mappe offline Integrato, 5 sistemi satellitari + mappe offline
Bluetooth 5.3 5.2
Wi-Fi No
NFC No No
Microfono e speaker
Chiamate Bluetooth
Sensore biometrico BioTracker PPG (5PD + 2LED) BioTracker PPG (5PD + 2LED)
Resistenza all’acqua 5 ATM 5 ATM
Sistema operativo Zepp OS 5.0 Zepp OS 4.5
Prezzo 99,90 € 79,90 €

Schermo: più grande, più luminoso, più leggibile

Il display è la differenza più evidente tra i due smartwatch. Bip Max monta un pannello AMOLED da 2,07 pollici contro il 1,97 pollici di Bip 6. La differenza in millimetri sembra piccola, ma su un orologio dal design quadrato si percepisce chiaramente, soprattutto quando si guardano le statistiche di allenamento, le mappe durante un percorso outdoor o i quadranti con più informazioni visualizzate contemporaneamente.

La risoluzione cresce da 390 × 450 pixel a 432 × 514 pixel, un aumento che migliora la nitidezza del testo e dei widget. Ma il salto più significativo riguarda la luminosità massima: 3.000 nit sul Bip Max contro 2.000 nit di Bip 6. Cinquanta percento in più di luminosità si traduce in una leggibilità nettamente superiore sotto la luce diretta del sole, che è esattamente il contesto in cui un quadrante AMOLED tende a soffrire di più.

Entrambi i modelli usano vetro temperato con rivestimento anti-impronta, quindi non c’è differenza sulla protezione fisica della superficie. Bip Max non adotta un vetro di materiale più pregiato rispetto al Bip 6. La superiorità del display riguarda esclusivamente dimensioni, risoluzione e luminosità.

Bip Max è fisicamente più grande in ogni direzione: 49,58 × 42,76 × 10,93 mm contro 46,3 × 40,2 × 10,45 mm di Bip 6. È più largo, più alto e leggermente più spesso. Il peso passa da 44 grammi a 52,6 grammi con il cinturino. Non è un aumento enorme in valore assoluto, ma la differenza potrebbe farsi sentire durante un utilizzo prolungato, specialmente durante il sonno o nelle attività sportive.

Sul lato dei controlli fisici non ci sono differenze, due pulsanti fisici sul lato destro, niente corona ripresa da modelli più costosi. La larghezza del cinturino rimane la stessa (22 mm) su entrambi i modelli, il che significa che i cinturini sono intercambiabili tra i due.

Memoria, autonomia e connettività

Questo è il punto in cui Bip Max distacca Bip 6 nel modo più netto. Il nuovo modello porta 4 GB di memoria integrata, mentre Bip 6 si ferma a 512 MB totali, di cui solo circa 100 MB effettivamente disponibili per i file dell’utente.

La differenza non è solo quantitativa: è qualitativa in termini di quello che si può fare con lo smartwatch. Con 4 GB, Bip Max può memorizzare musica per allenarsi senza portare lo smartphone, scaricare mappe offline in modo più esteso e installare applicazioni sportive che arricchiscono le funzionalità del dispositivo. Bip 6 copre le esigenze base, ma con i suoi 100 MB disponibili si è inevitabilmente limitati nella quantità di contenuti memorizzabili.

Per chi non ha interesse a usare lo smartwatch come riproduttore musicale standalone o non ha bisogno di mappe offline estese, questa differenza pesa meno. Ma per chi vuole un orologio più autonomo rispetto allo smartphone, Amazfit Bip Max è la scelta obbligata.

Bip Max monta una batteria da 550 mAh, Bip 6 da 340 mAh. La capienza maggiore spiega in parte le dimensioni più generose del nuovo modello: una batteria più grande richiede più spazio nella scocca. In termini di autonomia dichiarata, si passa da 14 giorni di Bip 6 a 20 giorni di Bip Max, ovvero sei giorni in più tra una ricarica e l’altra.

Come per qualsiasi smartwatch, la durata reale dipende da molti fattori: luminosità del display impostata, frequenza degli allenamenti GPS, attivazione dell’always-on display, numero di chiamate Bluetooth e intensità del monitoraggio della salute. I valori dichiarati vanno sempre presi come riferimento ottimistico, ma la proporzione rimane: con un utilizzo simile, Bip Max dovrebbe durare significativamente più a lungo di Bip 6.

Per chi vuole dimenticarsi di ricaricare l’orologio per lunghi periodi, o semplicemente ridurre la frequenza con cui viene collegato al caricabatterie, Bip Max offre un margine confortevole.

Sul fronte della connettività, Amazfit Bip Max introduce il Wi-Fi, assente sul Bip 6. Questa aggiunta ha implicazioni pratiche che vanno oltre la semplice sincronizzazione più veloce: con il Wi-Fi attivo, Bip Max può trasferire file, aggiornare il firmware e sincronizzare i dati senza dover necessariamente avere lo smartphone nelle vicinanze entro il raggio Bluetooth.

Il Bluetooth avanza dalla versione 5.2 di Bip 6 alla 5.3 di Bip Max. Non è un salto generazionale rivoluzionario, ma la versione 5.3 porta miglioramenti nell’efficienza energetica e nella stabilità della connessione, due aspetti rilevanti per un dispositivo che rimane connesso allo smartphone per la maggior parte della giornata.

Entrambi i modelli sono privi di NFC, quindi nessuno dei due supporta i pagamenti contactless. È una limitazione comune in questa fascia di prezzo e non stupisce, ma vale la pena tenerla presente se i pagamenti da polso fanno parte delle proprie priorità.

Sensori, salute e funzioni smart

I sensori sono praticamente identici sui due modelli. Entrambi montano il BioTracker PPG biometrico con configurazione 5PD + 2LED, accelerometro, giroscopio, sensore di luce ambientale e sensore geomagnetico. Bip Max non porta nuovi sensori hardware rispetto al Bip 6, almeno stando alle specifiche dichiarate.

Questo significa che le funzionalità di monitoraggio della salute sono equivalenti: frequenza cardiaca continua, SpO2, monitoraggio del sonno con analisi delle fasi, stress, variabilità della frequenza cardiaca, punteggio di prontezza fisica e mentale, e stima della temperatura cutanea. Entrambi i modelli supportano oltre 150 modalità sportive, con Zepp Coach per i piani di allenamento personalizzati e la compatibilità con piattaforme come Runna e TrainingPeaks.

La differenza sta nel sistema operativo: Bip Max monta Zepp OS 5.0, mentre Bip 6 girava su Zepp OS 4.5. La versione più recente del software porta un’interfaccia rinnovata, nuovi quadranti, la gestione della dimensione dei caratteri su sei livelli e una navigazione più fluida.

Entrambi gli orologi condividono le funzionalità smart principali: notifiche dallo smartphone, risposta alle chiamate Bluetooth, comandi vocali tramite Zepp Flow e assistente AI integrato. La libreria di allenamenti di Amazfit è accessibile su entrambi, con uso di piani di allenamento professionali, analisi della tecnica di corsa e parametri avanzati come il tempo di contatto con il suolo.

Il monitoraggio dell’affaticamento avviene su base giornaliera, settimanale e mensile, mentre la funzione BioCharge aggiorna i livelli di energia fisica e mentale in tempo reale, aiutando a decidere se spingere durante un allenamento o concedersi più recupero. Queste funzionalità sono presenti su entrambi i modelli, il che rende Bip 6 ancora un ottimo acquisto per chi non necessita dei miglioramenti hardware di Bip Max.

A chi conviene Amazfit Bip Max e a chi Amazfit Bip 6

Amazfit Bip Max è la scelta giusta se il display grande è una priorità, se volete un’autonomia più lunga tra una ricarica e l’altra, se avete intenzione di memorizzare musica o mappe estese sull’orologio, o se il Wi-Fi per la sincronizzazione autonoma è una funzionalità che apprezzate. È anche il modello da scegliere se preferite le dimensioni più generose al polso.

Bip 6 mantiene la sua validità per chi cerca lo stesso ecosistema Amazfit in un corpo più compatto e leggero, con un risparmio di 20 euro che può fare la differenza. Disponibile in quattro colorazioni (Black, Charcoal, Red e Soft Grass), Bip 6 si è affermato come una delle migliori opzioni nella propria fascia di prezzo, e nulla cambia con l’arrivo di Bip Max: i due modelli si rivolgono a profili leggermente diversi senza sovrapporsi del tutto.

Chi non usa lo smartwatch per riprodurre musica in autonomia, chi non ha bisogno di mappe offline estese e chi preferisce un orologio più discreto al polso troverà nel Bip 6 tutto quello che serve, a un prezzo inferiore. Chi invece vuole il massimo in termini di display, memoria e autonomia, e non vuole spendere per un modello di fascia superiore, Amazfit Bip Max a 99,90 euro è probabilmente l’acquisto più sensato.

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