C’è una piccola, silenziosa guerra in corso nel mercato degli e-reader. Da un lato Amazon, con il suo ecosistema Kindle sempre più blindato e la sua integrazione nativa con Goodreads. Dall’altro Kobo, che da tempo cerca di convincere i lettori più esigenti che esiste una vita oltre l’orbita di Bezos. Ebbene, Kobo ha appena messo a segno una mossa intelligente: una partnership ufficiale con StoryGraph, la piattaforma di tracciamento libri preferita da chi ha abbandonato Goodreads.

A partire da giugno, gli utenti Kobo potranno collegare il proprio dispositivo direttamente a StoryGraph. Il funzionamento è esattamente quello che ci si aspetterebbe, e che si sarebbe voluto da molto tempo. Aprire un libro sul Kobo lo farà apparire automaticamente nello scaffale “Currently Reading” su StoryGraph. Man mano che si avanza nella lettura, la percentuale di progresso si sincronizzerà in tempo reale tra i due sistemi. Finire un titolo lo segnerà come “Read” senza bisogno di toccare nulla. Anche le valutazioni a stelle viaggeranno dal dispositivo alla piattaforma senza attrito.

Per chi ama avere controllo granulare, niente paura: sarà sempre possibile modificare manualmente le voci su StoryGraph. L’integrazione supporterà tutti i contenuti legati all’account Kobo, compresi gli audiolibri, non solo gli ebook.

Sul piano pratico, si tratta di un aggiornamento di qualità della vita che i lettori chiedevano a gran voce su Reddit da anni. Sincronia automatica, zero copie manuali di dati, nessun workaround macchinoso. Cose che su Kindle+Goodreads esistono da tempo, e che per gli utenti Kobo erano rimaste un miraggio.

Ma c’è qualcosa di più interessante qui, al di là della feature in sé. StoryGraph non è semplicemente un log di lettura: è una piattaforma con analytics approfondite, raccomandazioni personalizzate, streak di lettura, sfide e club del libro. Collegare tutto questo al dispositivo fisico trasforma Kobo in qualcosa di più coeso, un ecosistema che non ha bisogno di invidiare nulla ad Amazon.

E questa è esattamente la direzione che Kobo sembra voler percorrere. Mentre Kindle tende a rinchiudersi sempre di più nel proprio giardino recintato, Kobo gioca la carta dell’apertura: compatibilità, flessibilità, integrazioni con piattaforme terze. Non è una strategia che fa rumore nelle keynote, ma è una che conquista i lettori seri, quelli che tengono statistiche delle pagine lette, che partecipano a reading challenge e che vogliono che il loro e-reader parli la stessa lingua delle loro app preferite.

L’integrazione arriva a giugno. Se avete un Kobo e un account StoryGraph, il vostro scaffale digitale sta per diventare molto più intelligente.

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