BYD allunga ulteriormente il passo in Europa e ormai guarda al Vecchio Continente non più soltanto come mercato commerciale, ma come vera e propria base produttiva in cui espandersi.

Il costruttore cinese, ormai leader globale nella mobilità elettrica, ha confermato di essere in trattative con Stellantis e con altri gruppi automobilistici europei per acquisire stabilimenti sottoutilizzati in diversi Paesi, con l’Italia tra le opzioni considerate.

A confermare la notizia è stata Stella Li, vicepresidente esecutiva dell’azienda, ai microfoni di Bloomberg. Li ha spiegato come BYD sia alla ricerca di “qualsiasi impianto disponibile in Europa” per sfruttare la capacità produttiva inutilizzata dei costruttori tradizionali. L’obiettivo dichiarato è gestire direttamente le strutture, evitando joint venture e mantenendo il pieno controllo industriale delle operazioni europee.

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Una strategia dettata dalla guerra dei prezzi in Cina

Quesa mossa, spiega Li, mossa arriva in una fase di forte pressione sul mercato domestico cinese, dove la guerra dei prezzi tra produttori sta spingendo molti marchi ad ampliare la presenza internazionale per trovare margini migliori. In parallelo, l’aumento dei prezzi di gas e petrolio legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha riacceso l’interesse dei consumatori europei verso i veicoli elettrici, creando condizioni favorevoli per l’espansione.

I numeri confermano questa progressione. Ad aprile BYD ha venduto 135.000 veicoli all’estero, con una crescita del 70% rispetto allo stesso mese del 2025, registrando il miglior risultato internazionale della sua storia. Nei primi quattro mesi del 2026, le consegne fuori dalla Cina hanno raggiunto quota 456.253 unità.

Nel Regno Unito, BYD risulta già il marchio EV più venduto nei primi mesi dell’anno, davanti a Tesla, Kia e a numerosi produttori europei tradizionali. Un dato che evidenzia la necessità di una presenza manifatturiera locale per ridurre costi logistici, tempi di consegna e possibili barriere commerciali.

Ungheria e Turchia già operative, ora si guarda oltre

Sul fronte industriale, BYD ha già avviato la produzione sperimentale nel nuovo impianto in Ungheria, mentre in Turchia è prevista entro fine 2026 l’apertura di una fabbrica da 1 miliardo di dollari. L’acquisizione di ulteriori siti produttivi in Europa rappresenterebbe quindi un ulteriore tassello di una strategia decisamente più ampia.

Badate bene, non si tratta di una vera e propria novità: BYD ha sempre manifestato l’intenzione di localizzare la produzione sul territorio europeo, e ricorderete che poche settimane fa erano già emerse voci di una contrattazione con Volkswagen. Risultano invece quasi ironiche le discussioni con Stellantis, gruppo con il quale BYD si è scontrato più volte in passato sul mercato prendendo di mira il colosso italiane anche in alcune pubblicità.

In ogni caso, la convenienza economica nell’acquisizione di impianti preesistenti appare evidente ovvero stiamo comunque parlando di strutture già realizzate che non richiedono i costi e i tempi di costruzione di nuove fabbriche, anche se dovessero appartenere a un concorrente diretto come Stellantis.

Denza debutta in Europa con tecnologie di punta

In parallelo all’espansione produttiva, il gruppo spinge anche sul segmento premium con il debutto europeo di Denza, il marchio di lusso del gruppo.

Denza ha avuto il merito di introdurre tecnologie come la Blade Battery 2.0 e la ricarica flash da 5 minuti, mentre la Denza Z9 GT è già disponibile in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, con un’espansione prevista in 30 Paesi entro la fine del 2026.

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