Il marchio smart si prepara a tornare alle sue radici dopo la parentesi dei SUV compatti. La nuova smart #2 rappresenterà la rinascita della storica fortwo, quella citycar a due posti che ha definito l’identità del brand fin dalla sua nascita alla fine degli anni ’90 dalla collaborazione tra Mercedes e Swatch.
Una notizia che farà piacere soprattutto agli automobilisti delle grandi città italiane che da sempre sono tra i mercati più affezionati al marchio viste le difficoltà crescenti nel trovare parcheggio in tempi brevi in queste località.
Ebbene, da quando Smart è passata per metà sotto il controllo del colosso cinese Geely, molti speravano che le sinergie produttive asiatiche potessero finalmente risolvere l’eterno problema del rapporto tra dimensioni e prezzo. Perché, ricorderete, Smart non è mai stata economica quanto le sue misure “micro” avrebbero suggerito ma i prezzi sono sempre stati commisurati ai contenuti e all’esclusività del brand.
Un prezzo rivisto al ribasso, ma con dei “ma”
Le aspettative iniziali parlavano di un prezzo compreso tra 27.000 e 28.000 euro, come aveva ipotizzato Dirk Adelmann, CEO della divisione europea, in un’intervista di settembre 2025.
Oggi le indiscrezioni suggeriscono un ridimensionamento a circa 23.000 euro, una cifra che non è comunque trascurabile per un’auto lunga appena 2,79 metri con soli due posti.
Per fare un confronto, la concorrenza punta decisamente più in basso: la nuova Renault Twingo E-Tech Electric parte da 19.500 euro offrendo quattro porte e quattro posti, mentre la Fiat Grande Panda sfiora i 24.000 euro ma è lunga 4 metri. La smart #2, invece, punterà forte sull’esclusività del marchio e sui contenuti premium, come da tradizione del marchio.
Adelmann ha spiegato che il progetto nasce da una serie di indicazioni raccolte dal pubblico di alcuni mercati chiave, tra cui proprio l’Italia. Curiosamente, però, il prezzo non emerge come priorità assoluta.
I potenziali acquirenti mettono davanti altre caratteristiche: autonomia, raggio di sterzata, praticità, flessibilità e velocità di ricarica. Insomma, chi guarda alla #2 si aspetta un’auto all’altezza del nome smart, non un prodotto a basso costo.
Una piattaforma completamente rinnovata
Chi sperava in facili economie di scala grazie alle versatili piattaforme del Gruppo Geely dovrà ricredersi. Adelmann ha precisato che la piattaforma della piccola è completamente nuova, sviluppata internamente da Geely e Mercedes perché nessun altro partner era disposto a impegnarsi in un progetto di questo tipo. Una scelta che inevitabilmente comporta costi da ammortizzare.
Anche sul fronte delle batterie la situazione è complessa. CATL, partner di Geely, si sta preparando per la produzione di massa delle batterie agli ioni di sodio, che costano fino al 30% in meno rispetto a quelle al litio.
Sembrerebbero la soluzione ideale, se non fosse per il fatto che hanno una densità energetica più bassa, circa 175 Wh/kg contro i 250 Wh/kg del litio. Su un’auto con così poco spazio a disposizione, questo si tradurrebbe in un’autonomia ridotta, esattamente il contrario di ciò che i clienti hanno chiesto. Si parla infatti di un obiettivo di 300 km di percorrenza, un valore che richiederà probabilmente soluzioni più costose.
Insomma, trovare l’equilibrio tra costi contenuti e autonomia adeguata su una citycar elettrica così compatta non è scontato. Nelle prossime settimane, con l’avvicinarsi della presentazione ufficiale, ne sapremo di più su come smart intende risolvere questa equazione.
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