Il futuro della mobilità autonoma, quello fatto di corse senza conducente prenotabili direttamente da smartphone, continua a prendere forma, e lo fa con un nuovo passo in avanti che rappresenta una fase tanto intermedia quanto fondamentale: la collaborazione tra Uber, Nuro e Lucid Motors entra infatti in una nuova fase operativa, con l’avvio dei primi test su strada dei robotaxi destinati alla piattaforma Uber.

Parliamo, nello specifico, dei SUV Lucid Gravity equipaggiati con tecnologia di guida autonoma di livello 4 sviluppata da Nuro, che hanno iniziato a trasportare i primi passeggeri reali, anche se per il momento si tratta esclusivamente di dipendenti Uber selezionati.

Offerta

Apple iPhone 17 256 GB

899€ invece di 979€
-8%

Al via i test su strada dei robotaxi destinati alla piattaforma Uber

Dopo mesi di annunci, dimostrazioni e test su circuito chiuso, il progetto entra dunque in una fase più concreta. I test dei robotaxi sono partiti nella Bay Area di San Francisco, una delle aree più attive al mondo sul fronte della mobilità autonoma, e rappresentano il primo vero banco di prova in condizioni operative reali.

Come molti di voi potranno immaginare, non si tratta ancora di un servizio aperto al pubblico, a bordo è infatti presente un conducente di sicurezza, pronto a intervenire in caso di necessità; tuttavia, il fatto che i dipendenti possano già richiedere una corsa direttamente tramite l’app Uber (esattamente come farebbe un qualsiasi utente) segna un passaggio chiave nello sviluppo dell’intero ecosistema.

Per capire la portata dell’iniziativa basta tornare all’estate dello scorso anno, quando Uber, Nuro e Lucid Motors avevano annunciato una partnership con obbiettivi decisamente ambiziosi: portare sulle strade fino a 20.000 robotaxi basati su Lucid Gravity nell’arco di circa sei anni, espandendo progressivamente il servizio in diversi mercati globali.

Nel frattempo, il lavoro è andato avanti a ritmo sostenuto. Dopo i primi test su pista e le prime prove su strada pubblica con operatore di sicurezza (avviate tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026), le aziende sono riuscite a costruire una flotta di quasi 100 veicoli, utilizzati per raccogliere dati reali e migliorare continuamente il sistema di guida autonoma. Un percorso che, come sempre accade in questo settore, richiede tempo, iterazioni e inevitabilmente una lunga fase di validazione.

L’avvio delle corse di prova con i dipendenti introduce un livello completamente nuovo nel percorso di sviluppo, non si tratta più soltanto di verificare se il veicolo è in grado di guidare autonomamente, ma di valutare l’intera esperienza: dalla richiesta della corsa all’arrivo del veicolo, passando per il viaggio stesso fino alla discesa.

In altre parole, si stanno testando contemporaneamente tre elementi fondamentali: la piattaforma di guida autonoma, il veicolo e l’integrazione con l’app Uber. Ed è proprio questa integrazione, spesso sottovalutata, a rappresentare uno degli aspetti più complessi da perfezionare. Il feedback raccolto in questa fase sarà quindi cruciale per limare i dettagli e preparare il terreno al lancio commerciale.

Se tutto procederà secondo i piani, il debutto pubblico del servizio dovrebbe avvenire proprio nel corso del 2026, partendo ancora una volta da San Francisco; successivamente, l’obbiettivo è quello di espandere gradualmente la presenza dei robotaxi in altri mercati, sia negli Stati Uniti che a livello internazionale.

Detto questo, è bene mantenere aspettative realistiche, come spesso accade con queste tecnologie i tempi di diffusione potrebbero essere più lunghi del previsto, complice la complessità normativa e le inevitabili sfide tecniche.

In ogni caso, il passaggio ai test con utenti reali (seppur interni) rappresenta un segnale chiaro, i robotaxi non sono più soltanto un’idea futuristica, ma una realtà che si sta avvicinando, passo dopo passo, all’utilizzo quotidiano.

I nostri contenuti da non perdere: