Nelle ultime settimane la missione Artemis II ha senza dubbio aumentato l’interesse del pubblico nei confronti delle missioni spaziali, interesse che ora coinvolge non soltanto appassionati di spazio e addetti ai lavori, ma anche utenti comuni incuriositi da immagini sempre più spettacolari. Proprio per cavalcare (e per alimentare ulteriormente) questo entusiasmo, la NASA ha deciso di fare un piccolo regalo agli utenti: una raccolta ufficiale di sfondi per smartphone ricavati direttamente dagli scatti della missione.

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Le immagini di Artemis II diventano wallpaper per tutti

L’agenzia spaziale americana ha pubblicato una pagina dedicata che raccoglie alcune delle immagini più suggestive catturate durante il sorvolo lunare del 6 aprile, adattandole in formato verticale per essere utilizzate come sfondi sullo smartphone.

Si tratta, nello specifico, di wallpaper con risoluzione 1080 x 1920 pixel e rapporto 9:16, una scelta che non si adatta perfettamente a tutti i display moderni (spesso più allungati in formato 20:9), ma che consente comunque una buona resa visiva nella maggior parte dei casi; è possibile infatti che venga tagliata una piccola porzione laterale dell’immagine, ma il soggetto principale resta quasi sempre ben centrato.

La raccolta include alcune immagini già diventate iconiche nel giro di pochissimi giorni, tra queste spicca Hello World, uno scatto della Terra intera realizzato dal comandante Reid Wiseman, caratterizzato dalla particolarità di mostrare il pianeta con il Nord orientato verso il basso.

Non manca poi una versione della celebre Earthrise, che ritrae la Terra sorgere sopra l’orizzonte lunare, richiamando inevitabilmente lo storico scatto della missione Apollo 8 del 1968, un parallelismo che contribuisce a dare ancora più valore simbolico a queste immagini.

Spazio anche alle vedute del lato nascosto della Luna, tra cui il cratere Vavilov e il Mare Orientale (visibile solo parzialmente dalla Terra), oltre ad altri scatti che mostrano dettagli della superficie lunare con prospettive difficilmente osservabili dal nostro pianeta.

Un aspetto piuttosto interessante, e che molti utenti potrebbero trovare curioso, riguarda gli strumenti utilizzati per catturare alcune di queste immagini. Se gran parte degli scatti proviene da fotocamere professionali come Nikon D5 e Z 9, alcune delle foto più sorprendenti sono state realizzate direttamente con smartphone.

In particolare, alcune immagini della superficie lunare e perfino scatti del cratere Chebyshev sono stati ottenuti con un iPhone 17 Pro, sfruttando accorgimenti piuttosto semplici ma efficaci (come lo spegnimento delle luci della cabina per evitare riflessi e l’uso dello zoom). Un dettaglio che, ancora una volta, dimostra quanto la fotografia mobile abbia raggiunto livelli impensabili fino a pochi anni fa.

Tra i contenuti più affascinanti documentati durante la missione troviamo anche un evento decisamente raro: un’eclissi solare totale osservata direttamente dalla capsula Orion. Per circa un’ora, la Luna ha oscurato completamente il Sole, lasciando visibili soltanto i bagliori della corona solare e la luce riflessa dalla Terra.

In quell’occasione, gli astronauti sono riusciti a catturare anche altri corpi celesti, tra cui Marte, Venere e Saturno, immersi nell’oscurità dello spazio, oltre a una suggestiva immagine della Via Lattea pubblicata nei giorni successivi.

Tutti i wallpaper sono disponibili gratuitamente sul sito ufficiale della NASA, pronti per essere scaricati e impostati come sfondo del proprio smartphone. Per chi desidera invece le immagini nella massima qualità possibile, è disponibile anche una versione ad altissima risoluzione (fino a oltre 8000 pixel) tramite i canali ufficiali dell’agenzia.

Nel frattempo, la missione Artemis II si avvia verso la conclusione: dopo aver stabilito nuovi record di distanza dalla Terra, la capsula Orion è già sulla traiettoria di rientro; lo splashdown è atteso nella notte tra il 10 e l’11 aprile, intorno alle 02:07 ora italiana, con il consueto e spettacolare rientro atmosferico a temperature elevatissime, seguito dalla fase di ammaraggio nell’Oceano Pacifico.

Ancora una volta, dunque, la NASA riesce non solo a portare avanti l’esplorazione spaziale, ma anche a coinvolgere il grande pubblico, questa volta direttamente sugli schermi dei nostri smartphone.

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