Stellantis ha confermato che inizierà ad assemblare veicoli elettrici Leapmotor nel suo stabilimento vicino a Saragozza, in Spagna. Il primo modello a uscire dalla linea di produzione sarà il B10, un SUV compatto elettrico, nella seconda metà del 2026. Altri tre modelli Leapmotor seguiranno l’anno successivo.

La mossa arriva in un momento particolarmente delicato per il gruppo automobilistico. Stellantis ha perso oltre 20 miliardi di dollari lo scorso anno dopo aver ridimensionato in modo significativo il proprio piano di elettrificazione. Il Ram 1500 completamente elettrico è stato cancellato, così come tutti i modelli plug-in hybrid del gruppo negli Stati Uniti, incluso il popolare Jeep Wrangler 4xe, che aveva riscosso un discreto successo tra gli appassionati del marchio.

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Due strategie diverse per Stati Uniti ed Europa

Negli Stati Uniti, Stellantis sta ora concentrando gli sforzi di elettrificazione su pochi modelli selezionati: la Jeep Recon EV e le versioni range-extended del Ram 1500 REV e della Jeep Grand Wagoneer EREV. Un approccio più cauto rispetto ai piani iniziali, che prevedevano un’offensiva elettrica su larga scala.

Ma Stellantis è un gruppo enorme, con ben 14 marchi sotto il proprio ombrello, e in Europa la strategia è diversa. I brand europei come Opel e Peugeot hanno ottenuto discreti risultati con i loro modelli elettrici, ma il gruppo ha una carta in più da giocare nel segmento EV del Vecchio Continente, che diventa sempre più competitivo: Leapmotor International, la joint venture con il costruttore cinese Leapmotor.

La collaborazione con Leapmotor

La partnership tra Stellantis e Leapmotor non è una novità. Nel 2023 il gruppo aveva investito 1,6 miliardi di euro nel marchio cinese, acquisendo il 20% della società. Contestualmente era stata costituita Leapmotor International, la joint venture di cui Stellantis controlla il 51%.

La collaborazione ha già portato alla vendita di alcuni modelli in Europa negli ultimi mesi. La piccola T03, una city car elettrica dalle dimensioni contenute, ha avuto anche una breve parentesi produttiva nel continente: alcune unità sono state assemblate nello stabilimento Stellantis di Tychy, in Polonia, per aggirare i dazi sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi.

Produzione a Saragozza con componentistica europea

Il Leapmotor B10 entrerà in produzione nello stabilimento spagnolo nella seconda metà del 2026, affiancando sulla stessa linea modelli come Opel Corsa, Peugeot 208 e Lancia Ypsilon. Secondo quanto riportato da El Periodico de Aragon, altri tre veicoli elettrici Leapmotor saranno assemblati nello stesso impianto nel corso del 2027.

Per supportare la produzione locale dei modelli cinesi, è stata costituita una nuova società chiamata Lieder Automotive. Si tratta di una joint venture tra la cinese Duoli Technology e il fornitore basco Fagor Ederlan, con l’obiettivo di rifornire la fabbrica spagnola con componenti prodotti in Europa.

Le specifiche del Leapmotor B10

Il Leapmotor B10, attualmente importato in Europa dalla Cina, ha un prezzo di partenza di 29.990 euro (circa 34.800 dollari). È lungo circa 4,5 metri e si posiziona nel segmento dei SUV compatti, uno dei più competitivi del mercato europeo.

Sotto il cofano monta un singolo motore elettrico posteriore da 218 cavalli. Sono disponibili due opzioni di batteria: un pacco da 56,2 kWh che garantisce un’autonomia WLTP di circa 360 km, e una versione più capiente da 67,1 kWh che arriva a 435 km.

Numeri competitivi per la fascia di prezzo, anche se va detto che alcuni osservatori hanno sollevato dubbi sulla qualità costruttiva dei veicoli Leapmotor rispetto ai modelli europei di Stellantis nella stessa fascia. Chi ha confrontato il B10 con la Citroën ë-C5 Aircross, ad esempio, ha notato una differenza significativa nella qualità dei materiali e nella cura dei dettagli meno visibili. Il B10 vince su equipaggiamento e sistema di infotainment, ma la Citroën offre maggiore autonomia, dimensioni più generose e una costruzione che sembra pensata per durare più a lungo.

L’impatto sui prezzi e sui dazi

Non è ancora chiaro se la produzione locale influenzerà il prezzo del B10 in Europa. Assemblare in Spagna anziché importare dalla Cina comporta costi diversi, e molto dipenderà da quanto della catena di fornitura sarà effettivamente localizzata.

Quello che è certo è che la mossa proteggerà Stellantis dai dazi sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi, che negli ultimi mesi hanno complicato la vita a diversi costruttori. L’Unione Europea ha imposto tariffe aggiuntive sui veicoli elettrici prodotti in Cina, e produrre localmente è il modo più diretto per aggirare questo ostacolo.

Dopo le perdite miliardarie dello scorso anno, la collaborazione con Leapmotor sembra essere diventata uno dei pilastri della strategia europea di Stellantis per recuperare terreno nel mercato elettrico. Il gruppo ha bisogno di modelli competitivi a prezzi accessibili per contrastare l’avanzata dei costruttori cinesi, e produrre direttamente quei veicoli in Europa potrebbe essere la soluzione più pragmatica.

Resta da vedere se i consumatori europei accoglieranno con favore questi modelli o se preferiranno, per fidelizzazione o abitudine, i brand tradizionali del gruppo, anche a costo di spendere qualcosa in più. La risposta arriverà probabilmente nel 2027, quando la gamma Leapmotor prodotta in Spagna sarà completa.

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