Anche se la data potrebbe far pensare a uno scherzo, la NASA punta al 1° aprile 2026 per il lancio di Artemis II, la missione che riporterà l’uomo nelle vicinanze della Luna per la prima volta dal 1972.

Dopo settimane di verifiche tecniche e un rientro strategico al Vehicle Assembly Building (VAB), l’agenzia spaziale statunitense ha infatti risolto il problema che aveva bloccato il flusso di elio vero lo stadio superiore del razzo, aprendo la strada al ritorno sulla rampa di lancio del Kennedy Space Center in Florida.

Vediamo dunque cosa è successo, quali interventi sono stati effettuai e quali sono le prossime tappe verso quello che si preannuncia come uno dei lanci più importanti degli ultimi anni.

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Il problema dell’elio: cosa è andato storto

Il protagonista di questa fase è il mastodontico Space Launch System (SLS), il razzo alto 98 metri che porterà la capsula Orion e quattro astronauti in un volo attorno al lato nascosto della Luna.

Dopo aver superato con successo una prova generale di rifornimento il 21 febbraio, durante la quale il razzo è stato caricato con propellenti estremamente freddi, apparentemente senza ripresentare la persistente perdita di idrogeno che aveva causato problemi a inizio mese, un nuovo ostacolo si è presentato appena 24 ore dopo.

Le squadre di terra non sono riuscite a immettere elio nello stadio superiore del razzo. A differenza di altri collegamenti accessibili direttamente dalla rampa, i cavi ombelicali dello stadio superiore possono essere ispezionati soltanto all’interno del gigantesco Vehicle Assembly Building; la decisione è stata quindi rapida, riportare l’intero veicolo nel VAB per un’ispezione approfondita.

Una guarnizione fuori sede

Una volta rientrato nell’edificio di assemblaggio il 25 febbraio, gli ingegneri hanno individuato il problema nel giro di una settimana. Le ispezioni hanno rivelato che una guarnizione all’interno del sistema di sgancio rapido (quick disconnetc), attraverso cui l’elio fluisce dai sistemi di terra al razzo, ostruiva il passaggio.

Il team ha quindi rimosso il sistema di sgancio rapido, riassemblato l’intero meccanismo, testato il flusso con una quantità ridotta di elio e avviato le verifiche per confermare la risoluzione del problema.

Gli ingegneri della NASA stanno ora valutando le cause che hanno permesso alla guarnizione di spostarsi, così da evitare che il problema possa ripetersi durante il lancio o nelle fasi finali del conto alla rovescia.

Lavori extra in corso sul razzo

Come spesso accade in queste situazioni, il rientro al VAB è stato sfruttato per effettuare ulteriori interventi di refresh sul sistema di lancio.

Tra le attività in corso troviamo:

  • attivazione di un nuovo set di batterie del sistema di terminazione del volo (il sistema di sicurezza che distruggerebbe il razzo in caso di deviazione dalla traiettoria)
  • sostituzione delle batterie di volo dello stadio centrale, dello stadio superiore e dei booster a propellente solido
  • ricarica delle batterie del sistema di interruzione del lancio della capsula Orion
  • sostituzione di una guarnizione sulla linea di alimentazione dell’ossigeno liquido dello stadio centrale

Una volta completati questi interventi, il razzo della NASA verrà riportato al Launch Complex 39B per le fasi finali di preparazione. Non è ancora chiaro se la NASA effettuerà un’ulteriore prova completa del conto alla rovescia prima del tentativo di lancio.

Le finestre di lancio

La prima delle cinque finestre disponibili si aprirà il 1° aprile 2026 alle 18:24 EDT (00:24 da noi), con una finestra di due ore. Sono previste ulteriori possibilità il 3, 4, 5 e 6 aprile, ciascuna con vincoli legati alla traiettoria della missione, che porterà Orion e il suo equipaggio attorno al lato nascosto della Luna e di nuovo verso la Terra.

Queste finestre sono strettamente condizionate dalla meccanica orbitale, non si tratta semplicemente di scegliere una data, ma di rispettare una serie di parametri estremamente precisi per garantire un rientro sicuro.

Un momento storico per il programma Artemis

Artemis II rappresenterà il primo volo umano nelle vicinanze della Luna dal 1972, la prima missione del programma Artemis, nonché un passo fondamentale verso l’obbiettivo della NASA di riportare astronauti sulla superficie lunare entro il 2028.

Dopo la missione senza equipaggio Artemis I, questo nuovo volo segnerà un ritorno concreto dell’esplorazione umana nello spazio profondo, in un contesto tecnologico e geopolitico completamente diverso rispetto all’era Apollo.

Se i prossimi test confermeranno la piena funzionalità del sistema di alimentazione dell’elio e delle altre componenti aggiornate, la NASA potrà riportare SLS sulla rampa entro fine mese, aprendo ufficialmente il conto alla rovescia verso aprile. Non ci resta che attendere.

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