Il mercato dell’intelligenza artificiale continua a muovere cifre e strategie che, fino a pochi anni fa, sarebbero sembrate quasi fantascienza; nelle ultime ore infatti, AMD e Meta hanno annunciato un’espansione significativa della loro partnership strategica, con un accordo che prevede la distribuzione fino a 6 gigawatt di GPU AMD Instinct per alimentare la prossima generazione di infrastrutture IA del gruppo guidato da Mark Zuckerberg.

Un’intesa pluriennale e multigenerazionale che non si limita alla semplice fornitura di chip, ma che allinea in modo profondo roadmap hardware e software, con implicazioni potenzialmente enormi per l’intero settore.

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Cosa prevede l’accordo

Entrando nel dettaglio, Meta prevede di acquisire fino a 6 gigawatt di GPU AMD Instinct basate su un’architettura personalizzata MI450, ottimizzata specificamente per i carichi di lavoro della società. La prima distribuzione su scala gigawatt dovrebbe partire nella seconda metà del 2026, segnando uno dei più grandi rollout infrastrutturali IA mai annunciati pubblicamente.

Le GPU saranno integrate all’interno dell’architettura rack-scale AMD Helios (presentata durante l’Open Compute Project Global Summit 2025), sviluppata congiuntamente dalle due aziende per abilitare un’infrastruttura IA scalabile a livello di rack. Un approccio che punta a massimizzare efficienza energetica, densità di calcolo e ottimizzazione per workload proprietari.

Al centro della prima implementazione troveremo dunque:

  • GPU AMD Instinct basate su architettura MI450 personalizzata
  • CPU AMD EPYC di sesta generazione, nome in codice Venice
  • stack software ROCm ottimizzato per l’ecosistema Meta

Un’integrazione verticale che, come spesso sottolineato in questi casi, consente di lavorare non solo sul silicio ma anche su sistemi e software, riducendo colli di bottiglia e migliorando il rapporto prestazioni/watt.

L’accordo non riguarda esclusivamente le GPU, Meta, che già in passato ha distribuito milioni di CPU EPYC nelle proprie infrastrutture globali, diventerà cliente di riferimento anche per le nuove generazioni, inclusi i processori di sesta generazione Venice e il futuro Verano, progettato con ottimizzazioni specifiche per workload IA.

In uno scenario in cui l’infrastruttura IA cresce non solo in potenza ma anche in complessità, le CPU restano il pilastro strategico per orchestrazione, efficienza e scalabilità, e proprio su questo punto le due aziende hanno deciso si allineare le rispettive roadmap, creando una collaborazione che va ben oltre il semplice rapporto fornitore-cliente.

La CEO di AMD, Lisa Su, ha parlato apertamente di una delle più grandi implementazioni IA del settore, sottolineando come questa partnership posizioni AMD al centro dello sviluppo globale dell’intelligenza artificiale.

Chip in cambio di azioni: Meta potrebbe arrivare al 10% di AMD

Uno degli aspetti più interessanti, e per certi versi più delicati, riguarda la struttura finanziaria dell’accordo. AMD ha infatti emesso a Meta un warrant basato sulle performance per un massimo di 160 milioni di azioni ordinarie, che matureranno progressivamente al raggiungimento di specifici traguardi di spedizione delle GPU Instinct. La prima trance scatterà con il raggiungimento del primo gigawatt, mentre le successive si attiveranno fino al completamento dei 6 gigawatt.

Se tutte le condizioni (inclusi determinati target di prezzo delle azioni AMD e milestone tecniche e commerciali) verranno soddisfatte, Meta potrebbe arrivare a possedere fino al 10% di AMD. Una struttura che ricorda accordi simili siglati nel settore IA e che crea, di fatto, una forte interdipendenza di chip e hyperscaler.

Secondo il CFO di AMD, Jean Hu, questa partnership dovrebbe generare una crescita sostanziale del fatturato pluriennale e contribuire all’aumento degli utili per azione non-GAAP, rafforzando il modello finanziario di lungo periodo dell’azienda.

Diversificazione e sfida a NVIDIA

Un altro elemento chiave è la volontà di Meta di diversificare il proprio stack tecnologico, riducendo la dipendenza da NVIDIA, che negli ultimi anni ha dominato il mercato delle GPU  per l’IA.

Nel comunicato ufficiale, Meta ha parlato esplicitamente di costruzione di un’infrastruttura più resiliente e flessibile, puntando su partnership alternative e su una maggiore eterogeneità hardware.

Molti di voi avranno notato come negli ultimi mesi diversi big dell’IA stiano cercando di ampliare il ventaglio di fornitori, sia per motivi strategici sia per contenere costi e rischi legati alla supply chain; l’accordo con AMD si inserisce perfettamente in questo contesto.

Opportunità e rischi di un ecosistema interconnesso

Non mancano tuttavia le perplessità, alcuni analisti hanno paragonato questi accordi a transazioni circolari, capaci di creare un intreccio di partecipazioni incrociate tra aziende IA e produttori di semiconduttori. Se la domanda di intelligenza artificiale dovesse rallentare rispetto alle aspettative, oggi estremamente elevate, le perdite potrebbero amplificarsi.

È dunque uno scenario a doppio taglio: da un lato investimenti massicci che accelerano l’innovazione, dall’altro un sistema sempre più interdipendente, dove eventuali contraccolpi potrebbero propagarsi rapidamente.

In definitiva, l’accordo tra AMD e Meta rappresenta uno dei più importanti impegni infrastrutturali nel panorama IA attuale; parliamo di 6 gigawatt di capacità GPU, milioni di CPU distribuite e una collaborazione strettamente integrata su silicio, sistemi e software. Gli effetti concreti di questa intesa si vedranno a partire dalla seconda metà dell’anno, quando inizieranno le prime spedizioni su scala gigawatt.

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