Il percorso verso la dematerializzazione totale dei pagamenti compie un ulteriore passo decisivo, con il Decreto PNRR approvato il 29 gennaio 2026, il governo elimina l’obbligo di conservazione decennale delle ricevute cartacee generate dai terminali POS per i pagamenti elettronici. Una novità già formalmente in vigore dall’inizio dell’anno e che diventerà pienamente operativa da marzo, quando sarà disponibile l’abbinamento digitale tra POS e registratori telematici nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. In pratica, niente più montagne di ricevute termiche sbiadite nel cassetto.
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Stop alla conservazione delle ricevute POS
Il provvedimento interviene direttamente su un obbligo che imponeva agli esercenti la conservazione per dieci anni delle ricevute dei pagamenti effettuati con carta di credito, debito, prepagata o app di pagamento.
Con la nuova disciplina:
- le ricevute cartacee del POS non dovranno più essere conservate
- potranno essere utilizzati i tracciati digitali e le comunicazioni di banche e intermediari finanziari
- anche gli estratti conto digitali diventano documentazione valida ai fini fiscali
Condizione fondamentale: i documenti digitali devono contenere tutte le informazioni relative alla singola operazione ed essere conservati garantendone la piena consultabilità nel tempo, in linea con quanto previsto dall’articolo 2220 del Codice civile.
Per commercianti e professionisti significa meno carta, meno archivi fisici e meno gestione amministrativa.
Se guardate con attenzione uno scontrino recente, probabilmente potreste notare la dicitura pagamento elettronico; non è un dettaglio casuale. I documenti commerciali (ex scontrini fiscali) riportano già l’indicazione della modalità di pagamento, questo significa che per le spese che richiedono tracciabilità ai fini delle detrazioni nel modello 730, come prestazioni sanitarie o veterinarie, basterà conservare lo scontrino parlante, senza dover allegare la ricevuta del POS.
Un cambiamento importante, soprattutto per i contribuenti che spesso si ritrovano con ricevute non più leggibili dopo pochi mesi.
Il tassello tecnologico finale arriverà nei primi giorni di marzo, quando sarà attivo il sistema di abbinamento digitale tra terminali POS e registratori telematici.
Questo passaggio completa l’integrazione tra flussi di pagamento e documenti fiscali, rafforza la tracciabilità automatica e riduce ulteriormente il rischio di errori o contestazioni; si tratta di un passaggio chiave nella strategia di digitalizzazione del sistema fiscale italiano.
Il decreto interviene anche sui pagamenti effettuati tramite piattaforme elettroniche come pagoPA. Viene eliminato l’obbligo di conservare la ricevuta cartacea e, soprattutto, gli uffici pubblici non potranno più chiedere al cittadino l’esibizione della ricevuta stampata; sarà l’amministrazione stessa a verificare l’avvenuto pagamento tramite i flussi informatici. Un altro passo verso una Pubblica Amministrazione più digitale e meno burocratica.
L’eliminazione delle ricevute POS rappresenta solo il primo step, l’obbiettivo dichiarato è il superamento graduale dell’obbligo di stampa degli scontrini cartacei, secondo questo calendario: 1° gennaio 2027 grande distribuzione, 1° gennaio 2028 soggetti con volume d’affari sopra una soglia da definire, 1° gennaio 2029 tutti gli altri esercenti. Resterà comunque per il cliente la possibilità di richiedere la stampa del documento commerciale.
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