Nel competitivo panorama dei dispositivi indossabili, la somiglianza può costare caro. È ciò che sostiene Whoop, la società americana diventata punto di riferimento nel settore dei fitness tracker senza schermo, che ha appena avviato un’azione legale contro Nexxbase Technologies, l’azienda madre del marchio indiano Noise, accusata di aver copiato troppi elementi distintivi della sua celebre Whoop Band con il nuovo prodotto Noise Luna Band.

Secondo quanto emerge dai documenti depositati presso la Corte Distrettuale del Delaware, il reclamo di Whoop si basa su una presunta violazione di marchio registrato e trade dress, cioè l’identità visiva complessiva di un prodotto, che include design, materiali, proporzioni e perfino la comunicazione commerciale. In poche parole, Whoop sostiene che la Luna Band “assomigli troppo” ai propri dispositivi, al punto da poter confondere i consumatori e trarre vantaggio indebito dalla reputazione ormai consolidata dell’azienda americana.

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Il contesto della disputa: un mercato affollato ma distintivo

Chi conosce il mondo dei wearable sa che Whoop ha sempre puntato su un approccio diverso rispetto alle classiche smartband o smartwatch. Nessun display, nessuna notifica: il dispositivo raccoglie in maniera discreta dati su salute, sonno e performance, consultabili solo tramite app. Uno stile minimalista e riconoscibile, che negli anni è diventato parte del suo successo.

Non sorprende, quindi, che la comparsa della Noise Luna Band, presentata ufficialmente durante il CES 2026 di Las Vegas, abbia immediatamente attirato l’attenzione, non solo del pubblico, ma anche degli avvocati di Whoop. Il nuovo tracker indiano adotta infatti un design estremamente simile: forma compatta, fascia in tessuto intercambiabile, nessuno schermo e forte enfasi sulla discrezione.

Ma c’è di più. La Luna Band promette un “coach vocale intelligente” basato su LifeOS, un sistema che sfrutta l’intelligenza artificiale per offrire dati e suggerimenti personalizzati, il tutto senza abbonamento mensile. Un approccio che, almeno nella comunicazione, ricalca una delle filosofie chiave di Whoop: fornire analisi approfondite sul benessere dell’utente senza distrazioni visive.

Le accuse di Whoop e il concetto di “trade dress”

Il punto centrale della causa ruota attorno al trade dress, una protezione legale che riguarda il “look & feel” complessivo di un prodotto. Non serve una copia identica: basta che l’aspetto estetico e il messaggio pubblicitario inducano il pubblico a pensare che i due marchi siano collegati.

Whoop sostiene che la pubblicità e il linguaggio visivo della Luna Band siano troppo vicini ai propri, tanto da creare un rischio di confusione nel consumatore medio. D’altro canto, Noise difende la propria creazione come un prodotto originale, frutto di anni di sviluppo interno e di una visione distinta nel campo del fitness intelligente.

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Non è la prima battaglia legale per Whoop

Questo non è il primo caso di attrito per Whoop. Solo pochi mesi fa, nell’ottobre 2025, l’azienda aveva avviato un’altra causa, questa volta contro Polar, per questioni analoghe legate al design dei loro dispositivi indossabili. È chiaro, quindi, che Whoop stia cercando di difendere in modo aggressivo il proprio territorio visivo in un mercato che sta diventando rapidamente saturo.

Il verdetto di queste dispute potrebbe delineare un precedente importante: fino a che punto un brand può “possedere” un certo tipo di estetica nel settore dei prodotti tecnologici? E quanta libertà hanno i concorrenti nel reinterpretarla?

Cosa succederà ora

Per il momento, il caso è ancora in una fase preliminare. I documenti della corte confermano che Whoop ha richiesto un processo con giuria popolare, ma non sono ancora state fissate date di udienza né scadenze per la risoluzione. Sarà il tribunale a stabilire se davvero esista una somiglianza tale da giustificare le accuse di violazione del trade dress.

Nel frattempo, sia Whoop che Noise continuano a espandersi sul mercato globale con filosofie opposte: l’una con un ecosistema premium che richiede abbonamento mensile, l’altra con un modello d’accesso libero ma basato su intelligenza artificiale integrata.