La missione Artemis II della NASA, oltre a rappresentare un passaggio fondamentale nel ritorno dell’uomo attorno alla Luna, sarà anche un viaggio fortemente simbolico; in occasione dell’avvicinarsi del 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, l’agenzia spaziale americana ha infatti annunciato che il primo volo di prova con equipaggio della navicella Orion trasporterà a bordo una serie di cimeli storici, pensati per raccontare (anche fuori dall’atmosfera terrestre) il lungo percorso di esplorazione, innovazione e leadership tecnologica del Paese.
La missione, che vedrà quattro astronauti orbitare attorno alla Luna a bordo di Orion lanciata dal potente Space Launch System (SLS), non sarà dunque soltanto un test cruciale per la campagna Artemis, ma anche un ponte ideale tra passato, presente e futuro dell’esplorazione spaziale umana.
I cimeli storici a bordo della capsula Orion nella missione Artemis II
Secondo quanto comunicato dalla NASA, gli oggetti selezionati per il kit di volo ufficiale di Artemis II non sono casuali, ma seguono una tradizione consolidata che risale alle prime missioni spaziali con equipaggio. L’obbiettivo è duplice: da un lato onorare i traguardi storici dell’aviazione e del volo spaziale americano, dall’altro ispirare le nuove generazioni a rafforzare il messaggio di cooperazione internazionale che caratterizza il programma Artemis.
Come sottolineato dall’amministratore della NASA Jared Isaacman, questi manufatti riflettono il lungo arco dell’esplorazione americana e accompagneranno simbolicamente gli astronauti mentre la navicella Orion porterà l’umanità verso il suo prossimo capitolo oltre l’orbita terrestre.
Tra gli oggetti più affascinanti presenti nel kit spicca senza dubbio un campione di tessuto di mussola (2,5 cm x 2,5 cm) proveniente dal Wright Flyer originale del 1903, l’aereo con cui i fratelli Wright realizzarono il primo volo a motore della storia. Il reperto, prestato dal National Air and Space Museum dello Smithsonian, non è nuovo ai viaggi spaziali: una sua porzione aveva già volato a bordo dello Space Shuttle Discovery nel 1985, e ora compirà il suo secondo viaggio oltre l’atmosfera terrestre.
Dopo la missione Artemis II il tessuto tornerà al museo, dove verrà riunito con gli altri campioni del Wright Flyer, chiudendo idealmente un cerchio che parte dai primi voli controllati e arriva alle moderne missioni lunari.
Nel kit di volo non mancano ovviamente le bandiere, simboli ricorrenti nelle missioni spaziali statunitensi; tra queste troviamo una bandiera americana che ha già accompagnato momenti storici come STS-1, la prima missione dello Space Shuttle, e Demo-2, il primo volo con equipaggio della Crew Dragon di SpaceX.
Particolarmente significativa è anche una bandiera originariamente destinata alla mai realizzata missione Apollo 18, che volerà per la prima volta proprio con Artemis II; un chiaro omaggio al programma Apollo e, al tempo stesso, un simbolo del rinnovato impegno americano nell’esplorazione lunare.
Orion trasporterà inoltre una copia di un negativo fotografico 4×5 pollici della missione Ranger 7, la prima sonda statunitense a raggiungere la superficie lunare. Gestita dal Jet Propulsion Laboratory, la serie Ranger ebbe un ruolo fondamentale nell’individuazione dei siti di allunaggio sicuri per le missioni Apollo; la presenza di questa immagine a bordo di Artemis II crea un collegamento diretto tra le prime esplorazioni automatiche e il ritorno dell’uomo attorno alla Luna.
Dopo l’esperienza di Artemis I, che aveva visto il volo di semi poi distribuiti come nuovi Alberi Lunari, Artemis II porterà con sé campioni di terreno prelevati alla base degli Alberi Lunari piantati nei dieci centri NASA. Un gesto fortemente simbolico che rappresenta l’intero ciclo dell’esplorazione: lancio, volo, crescita e ritorno nello spazio.
Anche la Canadian Space Agency (CSA) contribuirà al kit con semi di alberi, destinati a essere distribuiti dopo la missione, rafforzando ulteriormente il carattere internazionale dell’iniziativa.
Nel kit sarà presenta anche una scheda SD contenente i milioni di nomi raccolti durante la campagna Invia il tuo nome nello spazio, un modo per portare simbolicamente il pubblico con sé attorno alla Luna. A questo si aggiungono toppe, spille e bandiere destinate a stakeholders, dipendenti e partner internazionali.
L’ESA (European Space Agency), che fornisce il Modulo di Servizio Europeo di Orion, includerà una bandiera, mentre la CSA aporrà adesivi e toppe, a testimonianza di una collaborazione che rappresenta uno dei pilastri del programma Artemis.
Portare cimeli a bordo delle navicelle spaziali è una tradizione che la NASA porta avanti dagli anni ’60 e che è stata rilanciata con Artemis I. Il kit di volo di Artemis II, con i suoi circa 4,5 kg di oggetti, non è solo un esercizio celebrativo, ma accompagna una missione che sarà cruciale anche sul piano tecnico e scientifico.
In attesa di conoscere la data definitiva del lancio e gli esiti del primo volo con equipaggio attorno alla Luna, Artemis II si prepara dunque a scrivere una nuova pagina della storia spaziale, portando con sé frammenti tangibili del passato mentre guarda, dichiaratamente, al futuro dell’esplorazione umana.
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