SpaceX continua a muoversi su più fronti contemporaneamente e, come spesso accade quando si parla della società di Elon Musk, lo fa mantenendo un ritmo di sviluppo particolarmente serrato; tra l’espansione della megacostallazione Starlink, i contratti governativi statunitensi e le missioni cargo con equipaggio dirette verso la Stazione Spaziale Internazionale, l’attenzione resta però alta sopratutto sul programma Starship, che si avvicina al suo prossimo importante appuntamento.
In queste settimane infatti, sono proseguiti i test della terza versione del razzo spaziale Starship, con l’assemblaggio di Ship 39 e del nuovo Super Heavy Booster 19, due elementi chiave in vista del prossimo volo di prova. Le tempistiche ufficiali non sono ancora stata comunicate in modo definitivo ma, stando alle indicazioni fornite da SpaceX negli ultimi mesi, il lancio potrebbe avvenire nel primo trimestre dell’anno, con febbraio che viene indicato come finestra temporale particolarmente plausibile (anche se ovviamente molto dipenderà dall’esito dei test in corso).
Qualche problema per SpaceX in vista del prossimo volo di prova di Starship
Dopo i problemi che avevano coinvolto il Booster 18, successivamente smantellato, SpaceX ha confermato a dicembre l’avanzamento dei lavori su Super Heavy Booster 19, che affiancherà Ship 39, attualmente in fase avanzata di assemblaggio; entrambi i veicoli rappresentano la terza generazione del sistema Starship e integrano una serie di migliorie progettate per compiere un salto di qualità rispetto ai voli precedenti.
Nelle intenzioni di SpaceX, queste nuove versioni dovrebbero consentire, per la prima volta, di:
- raggiungere effettivamente l’orbita terrestre (finora i voli sono stati suborbitali)
- tentare il recupero di una Ship tramite la torre di lancio Mechazilla
- eseguire un trasferimento di propellente in orbita tra due Ship, una capacità considerata fondamentale per le future missioni di lunga durata
Si tratta di obbiettivi particolarmente ambiziosi che, se raggiunti, rappresenterebbero un passo decisivo verso l’operatività completa del sistema.
Negli scorsi giorni, durante una prova presso il sito di Masseys a Starbase, in Texas, il veicolo utilizzato per i test identificato come Booster 18.3 ha mostrato un problema strutturale. Al momento non è stato chiarito se si sia trattato di un cedimento volutamente indotto per testare i limiti del sistema oppure di un inconveniente non previsto.
Come spesso accade in questa fase di sviluppo, i veicoli di test utilizzati da SpaceX sono progettati per essere più piccoli e con meno hardware rispetto alle unità complete, una scelta che permette di ridurre i costi e, allo stesso tempo, limitare i danni in caso di anomalie. Non conoscendo nel dettaglio la tipologia di test effettuata, resta quindi aperta l’interpretazione: potrebbe trattarsi di un ostacolo imprevisto oppure di una prova perfettamente riuscita dal punto di vista della raccolta dati.
Guardando ai prossimi passi, Super Heavy Booster 19 dovrebbe ricevere a breve diverse componenti fondamentali, tra cui i motori Raptor 3, che voleranno per la prima volta in una missione reale dopo gli static fire eseguiti presso il sito di McGregor; anche questo rappresenta un passaggio chiave, considerando l’importanza dei nuovi motori per migliorare efficienza e affidabilità del vettore.
Nel frattempo, Ship 39 ha già ricevuto il portello di carico utile (PEZ) presso la MegaBay 2, mentre proseguono i lavori infrastrutturali a Starbase. Anche se il Pad 1 è ancora oggetto di interventi, tutto lascia pensare che Flight 12 decollerà dal Pad 2, che presenta alcune differenze strutturali rispetto al primo, in particolare per quanto riguarda l’OLM e il deflettore di fiamma.
Come ricordato dalla stessa SpaceX, nel corso di quest’anno è prevista l’IPO della società, un evento che potrebbe segnare un cambiamento significativo nella gestione e nelle strategie finanziarie dell’azienda; l’obbiettivo principale resta quello di raccogliere fondi per sostenere lo sviluppo di Starship, un sistema che sarà centrale non solo per il lancio dei satelliti Starlink di terza generazione, ma anche per carichi utili sempre più grandi, inclusi i futuri data center spaziali per l’IA e, naturalmente, per le missioni Artemis dirette verso la Luna e Marte.
Molti di voi avranno notato come, ancora una volta, SpaceX stia procedendo per iterazioni successive, alternando test, imprevisti e rapidi avanzamenti. Il prossimo lancio di Starship, qualora avvenisse davvero a febbraio, potrebbe dunque rappresentare un momento cruciale per capire quanto il programma sia vicino alla sua piena maturità operativa.
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