Dopo anni di sviluppo, test e rinvii, il programma Artemis compie finalmente uno dei suoi passi più significativi, il razzo Space Launch System (SLS) della NASA, con la navicella Orion già integrata, ha raggiunto la rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center, segnando l’inizio della fase finale dei preparativi per Artemis II, la prima missione del nuovo programma lunare a trasportare un equipaggio umano oltre l’orbita terrestre.

Si tratta di un momento simbolicamente e tecnicamente molto rilevante, per la prima volta dal 1972, anno dell’Apollo 17, degli astronauti torneranno a volare verso la Luna, seppur senza allunaggio. Un passaggio obbligato, come vedremo, per verificare il corretto funzionamento di tutti i sistemi prima delle future missioni con sbarco.

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La missione Artemis II sempre più vicina al lancio

Il trasferimento del gigantesco complesso SLS-Orion dal Veichle Assembly Building (VAB) alla rampa di lancio non è passato inosservato, il trasporto ha richiesto quasi 12 ore per percorrere poco più di 4 miglia (circa 6,4 chilometri), con una velocità massima della piattaforma cingolata di appena 1,3 km/h.

A muovere il razzo per la missione Artemis II è stato il Crawler-Transporter 2, uno dei mezzi più iconici, e al tempo stesso più impressionanti, dell’infrastruttura NASA. Una volta uscito dal VAB, il convoglio ha effettuato anche una pausa programmata, necessaria per consentire ai tecnici di riposizionare il braccio di accesso dell’equipaggio, la struttura che permetterà agli astronauti di accedere alla capsula Orion il giorno del lancio.

Con l’arrivo sulla piattaforma di lancio, Artemis II entra ora in una fase cruciale, nei prossimi giorni ingegneri e tecnici NASA si concentreranno sulla cosiddetta Wet Dress Rehearsal, la prova generale che simula l’intera sequenza di lancio.

Entro e non oltre il 2 febbraio, il team procederà a:

  • caricare il razzo con propellenti criogenici super freddi
  • eseguire il conto alla rovescia completo
  • testare le procedure di svuotamento sicuro dei serbatoi

Si tratta di passaggi essenziali per verificare che tutti i sistemi funzionino correttamente in condizioni reali, non è escluso che possano essere necessarie ulteriori prove, e in caso di anomalie la NASA potrebbe decidere di riportare temporaneamente SLS e Orion all’interno del VAB per ulteriori interventi prima del lancio vero e proprio.

Se i test andranno come previsto, la prima finestra di lancio di Artemis II si aprirà il 6 febbraio, anche se il calendario prevede più opportunità distribuite nel corso del mese.

La missione avrà una durata complessiva di circa 10 giorni e seguirà una traiettoria di ritorno libero, una soluzione che sfrutta la gravità lunare per consentire alla navicella Orion di tornare verso la Terra anche in assenza di propulsione attiva, se non per piccole correzioni.

Durante il viaggio, l’equipaggio sorvolerà la Luna a una distanza minima di circa 7.400 km dalla superficie e si spingerà più lontano dalla Terra di quanto qualsiasi altro equipaggio umano abbia mai fatto.

A bordo della navicella Orion ci saranno quattro astronauti:

  • Reid Wiseman (NASA)
  • Victor Glover (NASA)
  • Christina Koch (NASA), che diventerà la prima donna della storia a partecipare a una missione lunare
  • Jeremy Hansen (Agenzia Spaziale Canadese)

Sono previsti anche due astronauti di backup, Andre Douglas (NASA) e Jenni Gibbons (CSA).

Da sottolineare anche il contributo europeo della missione, l’European Service Module, sviluppato sotto la guida dell’ESA, fornisce a Orion sistemi fondamentali come propulsione, supporto vitale ed energia, confermando il carattere fortemente internazionale del programma Artemis.

Artemis II non prevede un allunaggio, che avverrà invece con la missione Artemis III, ma rappresenta comunque una missione chiave per validare le tecnologie e le procedure che permetteranno alla NASA di tornare stabilmente sulla superficie lunare e, in prospettiva, di preparare le prime missioni umane verso Marte.

Con il razzo ormai sulla rampa e il conto alla rovescia dei test ufficialmente iniziato, l’appuntamento con la Luna non è mai stato così vicino; ora resta solo da vedere se tutto andrà secondo i piani, o se servirà ancora un po’ di pazienza.

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