Una notizia che pesa come un macigno nel mondo dell’esplorazione spaziale e, più in generale, nella ricerca scientifica: la missione Mars Sample Return (MSR) della NASA è stata ufficialmente cancellata, nonostante il Congresso degli Stati Uniti abbia respinto gran parte dei tagli al budget scientifico proposti dalla Casa Bianca. Una decisione che, di fatto, lascia senza un futuro definito i campioni di roccia marziana raccolti dal rover Perseverance, considerati da molti scienziati tra i più preziosi mai ottenuti dall’umanità.

Il nodo del budget: fondi sì, ma non per il ritorno dei campioni

Il congresso ha approvato un finanziamento complessivo che assegna alla NASA 24,4 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2026, respingendo quasi totalmente la drastica riduzione del 24% proposta dall’amministrazione Trump. Tuttavia, questo non è bastato a salvare il programma Mars Sample Return: alla NASA vengono garantiti 110 milioni di dollari per future missioni su Marte, ma nessuna copertura specifica per il recupero dei campioni già raccolti.

Nel testo legislativo approvato dalla Camera dei Rappresentanti si legge chiaramente che l’accordo non supporta l’attuale programma Mars Sample Return, pur riconoscendo che le tecnologie sviluppate nell’ambito di MSR restano fondamentali non solo per la scienza planetaria, ma anche per le future missioni verso la Luna e Marte.

Perché Mars Sample Return era (ed è) cruciale

Per molti ricercatori, la cancellazione della missione rappresenta una perdita scientifica enorme, Perseverance ha raccolto campioni di rocce, regolite e atmosfera nel cratere Jazero, un’area che in passato ospitava un antico delta fluviale. Tra questi spicca il campione denominato Cheyava Falls, che ha riacceso il dibattito sulla possibile presenza di tracce riconducibili a processi biologici.

Come ha spiegato Ryan Ogliore, scienziato planetario della University of Central Florida, quel singolo campione vale diversi miliardi di dollari per il suo potenziale nel rispondere a una delle domande più antiche dell’umanità: siamo soli nell’universo? Anche Ken Farley, membro del team scientifico di Perseverance, aveva sottolineato come il rover non possa andare oltre, e che solo le analisi nei laboratori terrestri, con strumenti ben più avanzati, permetterebbe di comprendere davvero cosa sia accaduto miliardi di anni fa su Marte.

Una missione ambiziosa e sempre più costosa

Mars Sample Return era pensata come una delle missioni più complesse mai realizzate, frutto di una collaborazione tra NASA ed ESA; il piano prevedeva:

  • un rover dedicato alla raccolta delle capsule lasciate da Perseverance
  • un sistema di lancio dalla superficie marziana
  • un rendez-vous in orbita con una sonda incaricata di riportare i campioni sulla Terra

Nel corso degli anni però, i costi sono lievitati fino a circa 11 miliardi di dollari, spingendo la NASA a cercare soluzioni alternative, più semplici ed economiche, anche coinvolgendo il settore privato.

La reazione della comunità scientifica

La cancellazione del programma ha scatenato una forte reazione da parte della comunità scientifica, la Planetary Society ha espresso apertamente la propria delusione, ricordando come Mars Sample Return fosse la missione di scienza planetaria con la massima priorità secondo il Planetary Sciences Decadal Survey 2023. Non solo, i tagli hanno già avuto conseguenze concrete, con la perdita di centinaia di esperti di Marte al Jet Propulsion Laboratory negli ultimi anni.

Sulla stessa linea il Mars Exploration Program Analysis Group (MEPAG), che ha parlato di una scelta profondamente preoccupante. Secondo la presidente Victoria Hamilton, i campioni conservati da Perseverance sono incredibilmente interessanti e potrebbero rivoluzionare la nostra comprensione della vita nel Sistema Solare, oltre a fornire informazioni chiave per ridurre i rischi delle future missioni umane verso Marte.

Leadership spaziale a rischio e lo spettro della concorrenza cinese

Un altro aspetto che preoccupa gli esperti riguarda la leadership degli Stati Uniti nell’esplorazione dello spazio profondo, altre nazioni, in particolare la Cina, hanno già annunciato piani per missioni di recupero di campioni marziani. Restare indietro, secondo Hamilton, sarebbe devastante non solo dal punto di vista scientifico, ma anche simbolico, mettendo in discussione la capacità degli Stati Uniti di affrontare sfide ancora più ambiziose, come il programma Luna-Marte.

Scenari alternativi e futuro incerto

Nonostante la cancellazione dell’attuale architettura Mars Sample Return, non tutto sembra definitivamente perduto. Alcune startup, come Rocket Lab, hanno proposto soluzioni alternative e a basso costo per il ritorno dei campioni; inoltre, il Congresso ha imposto alla NASA di finanziare un programma denominato Mars Future Missions, pensato per sviluppare un patrimonio tecnologico comune utile sia per missioni robotiche sia, in prospettiva, per l’esplorazione umana.

Resta però un punto critico: come preservare l’integrità dei campioni già raccolti e garantirne l’accessibilità in futuro? Su questo tema, il MEPAG ha invitato la NASA a collaborare rapidamente con la comunità scientifica, così da non vanificare anni di lavoro sul Pianeta Rosso.

In sintesi, la cancellazione di Mars Sample Return segna una battuta d’arresto pesantissima, ma non necessariamente la parola fine. Gli scienziati e i ricercatori dovranno attendere, nella speranza che nuove soluzioni, più sostenibili, permettano un giorno di riportare sulla Terra quei campioni che potrebbero cambiare per sempre la nostra visione della vita nell’universo.

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