Sembra che Garmin, azienda nota sulle nostre pagine soprattutto per tutti i propri dispositivi, indossabili e non, legati al monitoraggio dello sport, della salute e del fitness, stia preparando un’interessante aggiunta alla gamma di funzionalità per il monitoraggio della salute.

L’azienda elvetico-statunitense, potrebbe presto aggiungere il monitoraggio avanzato del russamento, sistema che andrà oltre rispetto alla semplice analisi dei suoni ma che combinerà con essi alcuni dati biometrici per stabilire se l’utente stia effettivamente russando durante il sonno e monitorare tali eventi.

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Garmin prepara una nuova funzione per migliorare il monitoraggio del sonno

Molti smartwatch (e non solo) integrano una funzionalità di monitoraggio del russamento che si basa sull’analisi del suono catturato dai microfoni presenti sul dispositivo stesso.

Il problema di tale approccio è che il russare viene così interpretato come un evento binario che c’è o non c’è: gli eventi identificati, però, potrebbero essere influenzati da fattori “esterni” come il rumore ambientale, i movimenti di un eventuale partner o di animali domestici; cose del genere finiscono con l’innescare dei falsi positivi.

Stando a quanto riportato dal portale Gadgets & Wearables, Garmin sta cercando di superare questo limite dell’attuale tecnologia di monitoraggio del russamento, accoppiando al suono catturato dai microfoni (durante il sonno), alcuni dati biometrici da sfruttare come una sorta di “validazione”.

Come funzionerà questo monitoraggio avanzato del russamento

Durante la notte, quindi, la funzione andrà a catturare l’audio dai microfoni integrati nello smartwatch (o in un dispositivo associato) e lo filtrerà per isolare i potenziali schemi di russamento.

Parallelamente, lo smartwatch sfrutterà il sensore ottico per acquisire segnali PPG (fotopletismografici) che consentono il monitoraggio della frequenza cardiaca e delle variazioni nella respirazione in tempo reale.

Gli schemi di russamento rilevati e i dati catturati dal sensore ottico verranno sovrapposti e, in caso di corrispondenza, il sistema identificherà un reale episodio di russamento, aggiungendo quanto rilevato al malloppo di metriche relative al sonno dell’utente.

Per migliorare ulteriormente la qualità dei dati acquisiti, Garmin potrebbe decidere di prevedere un aumento della frequenza di campionamento (per ottenere una forma d’onda più dettagliata) una volta rilevata attività audio potenzialmente collegata a eventi di russamento.

Inoltre, l’azienda potrebbe aggiungere ulteriori dati di cui tenere conto, come la temperatura cutanea, i dati legati al movimento e alla posizione del dispositivo di monitoraggio (smartwatch, smartband o qualunque altro dispositivo compatibile) per perfezionare ulteriormente il tutto.

Quali sono i vantaggi di tale approccio?

L’utente finale ritroverebbe questi dati inseriti all’interno del report sul sonno, insieme a tutti gli altri parametri del caso (fasi del sonno, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e così via), e probabilmente anche in una sorta di assistente per migliorare il sonno.

Dal punto di vista del funzionamento, questo monitoraggio avanzato del russamento a cui Garmin sta lavorando risulterà più robusto rispetto alle soluzioni tradizionali (perché combina più dati per un rilevamento più preciso), si assicurerà che a russare sia effettivamente l’utente (e non chi c’è intorno), filtrerà il rumore esterno (per ridurre ulteriormente i falsi positivi), gestirà in maniera intelligente la batteria (senza mantenere il sistema attivo durante tutta la notte), regolerà i modelli di rilevamento in base al contesto (per far sì che i sensori siano più sensibili nel caso in cui il microfono sia attenuato da una coperta o da un cuscino).

Non è ancora chiaro quando tale tecnologia possa essere pronta, né tantomeno se Garmin abbia realmente intenzione di implementarla sui propri dispositivi (almeno su alcuni). Ne sapremo di più con l’arrivo dell’anno nuovo.

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