La sicurezza informatica in Italia torna sotto i riflettori dopo l’ennesimo campanello d’allarme proveniente dal cosiddetto internet underground, nella tarda serata del 20 settembre 2025 sul forum DarkForums è comparso un thread dal titolo piuttosto eloquente: FRESH FTP LEAKS, pubblicato dall’utente Hackfut. Dietro questo nome si cela un archivio di credenziali FTP, username e password in chiaro, che coinvolge diverse nazioni, ma che vede l’Italia come protagonista assoluta.

Segui TuttoTech.net su Google Discover

Offerta

Offerte Amazon Prime Day, scopri quando!

Iscrivi ad Amazon Prime per poter approfittare delle offerte Prime Day, i primi 30 giorni sono gratis!

Le credenziali FTP di 196 siti italiani a disposizione di chiunque

Secondo l’analisi del campione reso pubblico, su 250 record complessivi ben 196 appartengono a domini italiani, un dato che evidenzia ancora una volta la fragilità della nostra superficie d’attacco; tra i target compaiono istituti scolastici, piccole e medie imprese, strutture turistiche, siti di eventi e portali di e-commerce, insomma un mosaico che copre buona parte del tessuto produttivo e istituzionale del Paese.

Le password non sembrano frutto di vecchie compromissioni, molte includono riferimenti temporali come “2024”, indizio che l’esfiltrazione potrebbe essere avvenuta di recente o comunque in tempi non lontani. Il materiale è stato messo a disposizione gratuitamente agli utenti del forum, mentre l’elenco completo viene offerto (come spesso accade in questi circuiti) solo a chi contatta privatamente l’autore via Telegram, lasciando intuire un dataset ben più esteso di quello mostrato in chiaro.

La disponibilità di accessi FTP attivi apre scenari tutt’altro che teorici, tra i rischi più immediati figurano:

  • defacement di siti istituzionali con sostituzione o alterazione delle pagine web
  • distribuzione di malware caricando file malevoli direttamente sui server compromessi
  • esfiltrazione di dati riservati, spesso archiviati proprio sui server FTP
  • phishing e abuso reputazionale, sfruttando domini legittimi per campagne fraudolente

Con credenziali vive, gli attaccanti potrebbero muoversi in maniera silenziosa e prolungata, compromettendo l’affidabilità di portali che gestiscono anche transazioni economiche o dati personali degli utenti.

Il leak diffuso rappresenta l’ennesima conferma di un problema strutturale: pratiche di sicurezza obsolete e scarsa attenzione alla protezione delle credenziali. Per le realtà coinvolte, spesso PMI o istituti scolastici privi di team dedicati alla cybersecurity, il danno potrebbe non limitarsi all’immagine, ma tradursi in perdite economiche significative.

Gli esperti raccomandano contromisure immediate, reset delle password, autenticazione a due fattori (2FA) ove possibile, aggiornamento dei sistemi e una revisione completa delle procedure di accesso e monitoraggio.

Gli utenti finali non possono che attendere che le aziende e le istituzioni coinvolte reagiscano con rapidità, nel frattempo, questo episodio ci ricorda ancora una volta quanto sia cruciale adottare standard di sicurezza moderni e non sottovalutare l’appeal che un semplice accesso FTP può avere nei circuiti cybercriminali.

I nostri contenuti da non perdere: