Alla fine di dicembre nel mercato tech statunitense è successo qualcosa di clamoroso. A Cupertino infatti si sono visti costretti ad interrompere le vendite di Apple Watch Series 9 e Ultra 2. La pietra – anzi, la feature – dello scandalo è la rilevazione della percentuale di ossigeno nel sangue (SpO2), funzionalità che appartiene ad entrambi i modelli. E che stando alle ultime voci alla fine potrebbe tornare, sì, anche se è possibile che l’attesa duri anche anni.

Secondo quanto emerge da documenti della U.S. Customs and Border Protection (CBP), infatti, il brevetto infranto da Apple scade nell’agosto del 2028. Questo implica che la vicenda ha una data di scadenza certa, anche se lontana. Non a caso Apple si sta muovendo per ottenere una revoca del ban in tempi brevi, anche se al momento in questa direzione non ci sono novità da segnalare.

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Scontro all’ultimo sangue

Ma ripercorriamo le tappe fondamentali di una vicenda che, visto il tema e la posta in gioco, potremmo definire una lotta all’ultimo sangue. Tutto inizia lo scorso ottobre quando emerge che la società californiana Masimo, esperta in sviluppo e produzione di tecnologie societarie, ha chiesto all’International Trade Commision (l’agenzia americana che vigila su copyright e IP) di bloccare la vendite degli ultimi smartwatch della mela morsicata, accusando Apple di aver violato un proprio brevetto relativo alla rilevazione della percentuale di ossigeno nel sangue.

L’ITC si è espressa a favore di Masimo e contro Apple, e qui sono iniziati i guai per il colosso di Cupertino. Il blocco delle vendite nel mercato a stelle e strisce di Apple Watch 9 e Ultra 2 non è comunque scattato subito, ma a fine dicembre, dal momento che dovevano trascorrere 60 giorni per la revisione della sentenza.

Questo stallo completo non è comunque durato molto. Apple infatti ha ottenuto già qualche settimana dopo, a metà gennaio, di poter riprendere la vendita dei suoi smartwatch di ultima generazione, a patto di implementare una modifica decisiva: stiamo parlando, ovviamente, della rimozione delle funzionalità dedicate alla misurazione del livello di ossigeno nel sangue.

E attenzione, perché Apple ha proceduto ad eliminare la funzione lato software, non certo hardware. Ai vertici di Masimo, come prevedibile, la cosa non è piaciuta per niente: secondo l’azienda Apple potrebbe decidere di riattivare la feature in futuro tramite un aggiornamento, e il fatto che sia possibile sbloccarla connettendo i dispositivi ad un iPhone sottoposto a jailbreak costituisce fin da oggi un problema. Per questa ragione Masimo chiede un ulteriore intervento delle autorità per costringere Apple ad accettare restrizioni hardware.