La prossima settimana, per la precisione il 28 giugno, partiranno i test del nuovo sistema di allarme nazionale IT-alert, il cui scopo è quello di informare via smartphone la popolazione in caso di gravi emergenze imminenti o in corso.

Il sistema ha già beneficiato di alcuni test, anche se limitati ad esercitazioni della Protezione Civile, nello specifico “Vulcano 2022” e “Sisma dello Stretto 2022”, ad aprile e novembre dello scorso anno; l’obbiettivo è quello di terminare il periodo di sperimentazione a febbraio 2024.

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Cos’è e come funziona IT-alert, il nuovo sistema nazionale di allarme pubblico

Abbiamo tutti ben presenti le difficoltà che si possono manifestare con di vari tipi di emergenze, anche recentemente abbiamo visto diversi esempi in occasione delle alluvioni che hanno colpito l’Emilia Romagna; lo scopo di IT-alert è proprio quello di avvisare la popolazione in caso di gravi emergenze o catastrofi imminenti, tentando di raggiungere tutte le persone che si trovano nelle zone interessate.

Il tutto verrà messo in atto sfruttando un dispositivo che tutti abbiamo e dal quale difficilmente ci separiamo, ovvero lo smartphone: il sistema infatti invierà un apposito messaggio di testo a tutti i telefoni cellulari presenti e attivi nell’area geografica a rischio, associato a un segnale sonoro diverso da quello delle classiche notifiche che riceviamo ogni giorno.

Condizione necessaria ed essenziale è che lo smartphone sia acceso e si trovi in una zona con copertura di rete, IT-alert infatti sfrutta la tecnologia cell-broadcast grazie alla quale può inviare i messaggi a un gruppo di celle telefoniche geograficamente vicine, così da delimitare quanto più possibile l’area interessata dall’emergenza. La tecnologia cell-broadcast funziona anche in casi di campo limitato o in casi di saturazione della banda telefonica.

Si tratta di uno strumento potente che consente di diffondere con tempestività le prime informazioni sulle possibili situazioni di pericolo dando l’allarme a chi si trova nella zona interessata, ma non fornisce indicazioni rispetto all’esposizione individuale al rischio: per questo rimane fondamentale la diffusione di una cultura del rischio, attraverso la consapevolezza dell’importanza della prevenzione, della conoscenza delle caratteristiche del proprio territorio, dei comportamenti da adottare e delle buone pratiche di protezione civile. Va tenuto presente che la tecnologia cell-broadcast presenta diversi limiti, è possibile che un messaggio indirizzato a un’area possa raggiungere anche utenti che si trovano al di fuori dell’area stessa (overshooting) oppure che in aree senza copertura il messaggio non venga recapitato. Inoltre, i dispositivi non ricevono i messaggi IT-alert se sono spenti o privi di campo e potrebbero non suonare se la suoneria è impostata in modalità silenziosa. In alcuni casi l’utilizzo di una vecchia versione del sistema operativo può comportare problemi nella ricezione dei messaggi IT-alert.

Una volta conclusa la fase di sperimentazione, il sistema potrà essere utilizzato per allertare la popolazione riguardo alle seguenti tipologie di eventi: maremoto generato da un sisma, collasso di una grande diga, attività vulcanica, incidenti nucleari o situazione di emergenza radiologica, incidenti rilevanti in stabilimenti soggetti alla Direttiva Seveso, precipitazioni intense.

Come anticipato in apertura il servizio IT-alert, conforme allo standard internazionale Common Alerting Protocol (CAP) in modo da garantire la completa interoperabilità con altri sistemi, nazionali e internazionali, di divulgazione di allerte, allarmi di emergenza e avvisi pubblici, verrà testato in maniera più ampia a partire dal 28 giugno secondo la seguente tabella di marcia:

  • 28 giugno Toscana
  • 30 giugno Sardegna
  • 5 luglio Sicilia
  • 7 luglio Calabria
  • 10 luglio Emilia-Romagna

Entro la fine dell’anno verranno inoltre effettuati altri test nelle altre regioni e nelle province autonome di Bolzano e Trento, così da poter testare in maniera più approfondita le capacità del servizio, individuare le eventuali problematiche da risolvere, nonché far conoscere IT-alert alla popolazione.

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