Sarà Crypto.com la prossima vittima del crypto winter in atto? Com’era facilmente prevedibile, il crollo di FTX rischia di propagare i suoi effetti a molte altre aziende impegnate nel settore delle criptovalute. Se già nel caso di Terra (LUNA) si era profilato un effetto domino disastroso, stavolta gli effetti del contagio potrebbero rivelarsi molto più ampi e deleteri. Non a caso, in queste ore, si inizia a parlare di “momento Lehman”, chiaro riferimento a cosa accaduto nel 2008, quando il crollo della banca d’affari statunitense nel pieno della crisi provocata dallo scoppio della bolla dei mutui Subprime inaugurò una crisi economica globale.

A conferma della gravità della situazione ora è il turno proprio di Crypto.com a suscitare grandi timori. Anche in questo caso i primi sinistri rumori sono arrivati da parte del token nativo della piattaforma. Cronos (CRO), questo il suo nome, è infatti crollato ai suoi minimi da 22 mesi a questa parte. Le analogie con quanto accaduto nel caso dell’azienda di Sam Bankman-Fried partono proprio da questo dato di fatto. La speranza è che almeno stavolta l’epilogo sia diverso, ma sono in pochi a crederci.

Crypto.com: cosa sta accadendo

Di fronte ad una situazione che sta rapidamente sfuggendo di mano, Crypto.com ha dato luogo ad un annuncio, ovvero alla partecipazione da parte di Kris Marszalek, amministratore delegato della societĂ , ad una diretta su YouTube. Nel corso della trasmissione risponderĂ  alle eventuali domande su una serie di transazioni che hanno visto implicata la piattaforma, le quali non hanno mancato di scatenare la discussione e la conseguente corsa agli sportelli di molti clienti.

L’evento che ha scatenato la ridda delle polemiche è avvenuto nel mese di ottobre, quando l’82% delle riserve in Ethereum detenute dall’exchange sono state inviate ad un portafogli elettronico collegato a Gate.io, per errore. Si tratta di ben 400 milioni di dollari, recuperati successivamente, senza però impedire ad alcuni operatori di mettere in rilievo la contraddizione tra quanto accaduto e le assicurazioni di Crypto.com secondo le quali l’azienda avrebbe provveduto a separare i conti aziendali da quelli dei clienti, immettendo i secondi in cold wallet.

Non si tratta, come si può facilmente intuire, di una discussione sul sesso degli angeli. Proprio la commistione tra fondi aziendali e della clientela ha dato origine nel passato ad una serie di truffe e comportamenti opachi che hanno danneggiato irrimediabilmente la reputazione di alcuni exchange e aziende, non solo del settore crypto. Un tipo di comportamenti che, peraltro, in pochi si attenderebbero da un operatore così importante. La realtà delle cose ancora una volta si è però rivelato superiore alle aspettative.

La corsa agli sportelli è già iniziata

Naturalmente, l’eco delle polemiche in corso ha immediatamente iniziato a propagarsi, spingendo un gran numero di persone a svuotare i propri conti detenuti sull’exchange. A riferire quanto sta accadendo in queste ore è stato in particolare il Wall Street Journal, affermando che nel corso del fine settimana i movimenti in questione sono stati molto rilevanti.

A quel punto Marszalek si è ritrovato nel pieno di un vero e proprio ciclone, impegnandosi a rispondere su Twitter in relazione a quanto accaduto. A quanto sembra, però, i suoi tentativi sono serviti sinora a poco. Come era logico arguire, infatti, a pesare in negativo è quanto accaduto nel caso di FTX, un evento che a livello psicologico rischia di trasformarsi in una vera e propria zavorra per tutto il settore.

La diretta su YouTube sembra ora un ultimo disperato tentativo di evitare un evento che sembra però impossibile da scongiurare. Ove la marea di richieste dovesse proseguire, è lecito arguire che si arriverebbe al crollo anche di Crypto.com, a conferma dell’effetto domino in atto.

Occorre ricordare che Crypto.com è tra i primi 10 exchange per fatturato a livello globale, avendo peraltro dato vita nel corso degli ultimi anni ad una politica di marketing sempre più aggressiva, altra similitudine con FTX, che ha toccato il suo apice nel 2021, quando è stato firmato un accordo per dare il nome dell’azienda allo Staples Center di Los Angeles, ovvero all’arena in cui giocano Lakers e Clippers, due delle maggiori franchigie della National Basket Association (NBA) e altri sodalizi sportivi molto seguiti nell’area californiana. L’accordo prevedeva la corresponsione di ben 700 milioni di dollari e resta da capire cosa accadrà ora.

Una situazione che volge rapidamente al peggio: la risposta di CZ

In considerazione di quanto sta accadendo, è ancora una volta Changpeng Zhao a cercare di prendere in mano la situazione. il CEO di Binance, accusato da più parti di essere uno dei protagonisti in negativo della vicenda che ha condotto infine al crac di FTX, ha infatti lanciato su Twitter la proposta di dare vita vita ad un fondo a sostegno delle aziende del settore crypto che dovessero entrare in difficoltà.

La proposta è seguita da un invito ben preciso: contattare Binance Labs nel caso in cui si pensi di avere i criteri per essere ammessi al piano varato. In effetti si tratta della branca aziendale che per conto del più grande exchange di criptovalute operante a livello globale si occupa di identificare imprenditori, startup e comunità blockchain in grado di far crescere più rapidamente l’ecosistema, fornendo finanziamenti a progetti ritenuti meritevoli in tal senso. Non stupisce che proprio Binance Labs sia stato indicato come braccio operativo del Recovery Fund vagheggiato da CZ.

Lo stesso Changpeng Zhao, comunque, non ha lasciato cadere l’occasione di attaccare Crypto.com, avvertendo gli investitori di restare alla larga dal rivale in crisi. Sembra abbastanza evidente il fastidio verso tutti coloro che nei mesi passati hanno pensato di attaccare le posizioni di Binance facendo leva su comportamenti sin troppo disinvolti. Il problema, a questo punto, non è però più da ravvisare in una battaglia del passato, ma nella difficoltà a costruire un futuro all’altezza di quanto si pensava sino a qualche mese fa. Una volta che la situazione dovesse ristabilirsi, sarà comunque duro convincere le persone a investire di nuovo su un settore il quale ha dimostrato di essere un gigante coi piedi di argilla, nella migliore delle ipotesi.

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