Il Metaverso è stato uno dei trend dominanti nel corso del 2021. Dopo la decisione di Facebook relativa al cambiamento del nome in Meta, in tanti hanno indicato nella realtà virtuale e aumentata il grande affare del futuro. A distanza di pochi mesi, però, la narrazione ha iniziato improvvisamente a mutare, inglobando i primi dubbi provenienti da alcuni osservatori. Dubbi i quali sembrano destinati ad essere rinvigoriti dai dati diffusi da DappRadar, uno strumento ideato nel preciso intento di fornire dati e approfondimenti sulle applicazioni decentralizzate.

Secondo gli ultimi dati riportati, infatti, il numero di utenti di Decentraland e The Sandbox si conterebbe nell’ordine di poche centinaia: 379 nel primo caso, 616 nel secondo. Numeri impietosi e, soprattutto, irrisori, alla luce del fatto che entrambe le aziende possono vantare una capitalizzazione di mercato pari a circa 1,3 miliardi di dollari o poco meno. Un gap tale da spingere molti ad indicare nel Metaverso una vera e propria bolla speculativa.

Un giudizio forse ingeneroso, considerato come invece Axie Infinity, altro gigante del settore possa vantare 21mila utenti. Dato a sua volta molto lontano dagli oltre 200mila giocatori che si sfidano per il possesso delle scarse risorse di Alien Worlds. La domanda che in molti si pongono, dopo l’emersione di questi dati, è quindi la seguente: cosa sta accadendo realmente nel Metaverso?

Perché così pochi utenti per Decentraland e The Sandbox?

Abbiamo ricordato i dati attuali di Decentraland e The Sandbox, tali da spingere magari qualcuno a pensare che si tratti di due realtà in temporanea crisi. Non è però così, anzi, non si può parlare neanche di crisi, in quanto le due applicazioni non sono mai decollate. Lo confermano ancora i dati di DappRadar, secondo i quali nel momento di massimo splendore Decentraland ha raggiunto un massimo di 675 utenti, contro i 4503 di The Sandbox.

I dati in questione sono stati confutati da Sam Hamilton, il direttore creativo di Decentraland, secondo il quale gli utenti giornalieri sarebbero in realtà 8mila circa. Ad aumentare il dato contribuirebbero anche coloro che non assumono un ruolo attivo all’interno del gioco, ma resta una realtà abbastanza sconfortante, con un calo continuo di giocatori attivi dopo il picco fatto registrare nel mese di marzo dello scorso anno.

Naturalmente la domanda che inizia a farsi largo, dopo la lettura di questi numeri, è la seguente: perché Decentraland e The sandbox attirano un numero così limitato di utenti? La risposta è stata da qualcuno individuata nel fatto che su queste piattaforme i giocatori non sono tenuti ad effettuare transazioni con frequenza. Interazione la quale, al contrario, avviene spesso su Axie Infinity o Alien Worlds.

In effetti non sembra un’interpretazione lontana dalla realtà, se si considera che DappRadar provvede a definire un utente attivo alla stregua di un numero di indirizzi di portafoglio univoci i quali interagiscono con i contratti intelligenti di una particolare Dapp. Di conseguenza, in questa categoria non verrebbero ad essere compresi gli utenti intenzionati a esplorare semplicemente il Metaverso, magari con l’intenzione di capire meglio cosa sia, senza comunque effettuare una transazione nello smart contract specifico.

La stessa Decentraland ha cercato di avallare questa interpretazione, su Twitter, venendo però respinta con gravi perdite da parte di alcuni utenti i quali non hanno avuto eccessive difficoltà a far notare in qualsiasi caso i numeri raggiunti da questo Metaverso non erano neanche lontanamente paragonabili a quelli di videogiochi come Grand Theft Auto 5 o il popolare sparatutto CSGO. Il tutto senza neanche dover scomodare i dati collezionati da Roblox Corporation, arrivata a calamitare oltre 52,2 milioni di utenti attivi giornalieri in ogni parte del globo sui propri giochi, nel corso del secondo trimestre, secondo il rapporto elaborato da Statista.

Anche le piattaforme del Metaverso sono state travolte dal crypto winter

Perché le piattaforme del Metaverso non riescono a trattenere e allargare la propria utenza? La domanda è a questo punto d’obbligo, soprattutto se si considera che, al contrario, la loro valutazione continua ad essere elevatissima. La risposta più attendibile è quella in base alla quale esse sono riuscite ad attrarre i giocatori proponendo il modello play-to-earn, ovvero prospettando guadagni nel corso del gioco.

Un modello il quale ha retto sin quando il mercato delle criptovalute è stato rialzista. Da quando però i prezzi hanno imboccato la direzione contraria, guadagnare denaro virtuale non sembra più un’opzione all’ordine del giorno, spingendo gli utenti a tornare al sano divertimento senza profitto prospettato dal Web2. Una tendenza destinata quindi a perdurare almeno sino a quando il mercato crypto non tornerà a crescere.

Decentraland e The Sandbox, però, non hanno mai goduto di questa particolare situazione e gli utenti sono sempre stati pochi. Il fatto che godano comunque di una capitalizzazione così elevata deriva dal fatto che un gran numero di investitori vedono queste piattaforme alla stregua di un buon investimento. Resta da capire se questa corrente di pensiero durerà ancora, anche in presenza del gelo calato sul mercato.

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