In seguito agli ostacoli posti in essere dalle autorità per la regolamentazione della concorrenza, fra cui anche la causa intentata dalla FTC, NVIDIA ha dovuto abbandonare i propri piani di acquisizione di ARM.

Ora si palesa all’orizzonte l’interesse di un altro colosso del settore, Qualcomm sarebbe infatti interessata ad acquisire una quota del noto chipmaker britannico, puntando contestualmente a convincere altre aziende a fare altrettanto, creando una sorta di consorzio.

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ARM potrebbe ospitare un consorzio di chipmaker

SoftBank, holding finanziaria giapponese proprietaria di ARM, sta infatti organizzando un’IPO (ovvero un’offerta pubblica iniziale) alla quale Qualcomm è intenzionata ad aderire insieme ad un alto numero di aziende, tutte clienti di ARM; il numero degli interessati sarebbe talmente elevato da permettere teoricamente la rilevazione per intero di ARM, d’altra parte un numero cospicuo di partecipanti al consorzio aiuterebbe a garantire la neutralità del tutto.

ARM in sostanza vende la sua proprietà intellettuale in licenza alle aziende produttrici di chip in tutto il mondo, e proprio la neutralità ha rappresentato un ostacolo considerevole nel tentativo di acquisizione da parte di Nvidia. Lo stesso CEO di Qualcomm, Cristiano Amon, ha sottolineato: “Arm ha conquistato il mercato globale grazie all’investimento collettivo dell’intero ecosistema, di aziende come Apple e Qualcomm e molte altre. E questo è stato possibile perché è un’architettura aperta e indipendente in cui tutti hanno potuto investire”.

Non è chiaro al momento se, a seguito dell’offerta pubblica di acquisto (prevista entro marzo 2023) SoftBank sia intenzionata a mantenere una partecipazione di maggioranza in ARM, ma l’idea di un consorzio nel settore non è del tutto nuova, ed è sicuramente vista di buon occhio anche da altri big dell’industria tech. Intel per esempio, attraverso le parole del CEO Pat Gelsinger, ha dichiarato: “Non siamo grandi utenti di Arm, ma ne utilizziamo le soluzioni, e continueremo ad aumentarne l’uso nelle attività di fonderia. Quindi se emergesse un consorzio, saremmo probabilmente molto favorevoli a parteciparvi in qualche modo”.

Infine considerando l’attuale crisi del settore, nonché le stime secondo le quali la domanda di semiconduttori sia destinata a raddoppiare nei prossimi dieci anni, alcuni politici britannici avrebbero chiesto al governo di acquistare una “golden share“, riconoscendo ARM come una risorsa strategica cruciale per la nazione. Insomma l’interesse è sicuramente alto da parte di tutti gli addetti ai lavori nel settore, staremo a vedere come evolverà la situazione, e se un consorzio gestito dai maggiori produttori mondiali vedrà mai la luce.

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