Roborock aveva già portato il rullo al posto dei due panni rotanti con il Qrevo Curv 2 FlowX, ma quel robot restava alto 11,9 cm e sotto molti mobili bassi non ci passava. Il Qrevo Edge 2 Flow nasce proprio per risolvere questa problematica: 8,98 cm di altezza, lo stesso valore del top di gamma Saros 20 Flow, grazie a un LiDAR che si ritrae nel corpo invece di sporgere. Lo abbiamo usato in casa sui pavimenti duri, versandoci sopra liquidi apposta per vedere come reagiva e spostandolo a mano per testare quanto in fretta ritrovasse la strada.

Riproduci il video: Nel RICONOSCERE lo SPORCO è una SPADA! Rullo e 35.000Pa, ecco Roborock Qrevo Edge 2 Flow

Com’è fatto: il rullo SpiraFlow 2.0 e il profilo da 8,98 cm

Il cuore del Qrevo Edge 2 Flow è il rullo antibatterico da 270 mm, alimentato da una pompa pressurizzata che spinge acqua pulita attraverso 16 punti di erogazione lungo tutta la larghezza. È il doppio rispetto agli 8 ugelli del Curv 2 Flow, e secondo i test interni di Roborock la distribuzione dell’acqua più uniforme porta al 30% in meno di macchie residue. Il rullo gira fino a 240 RPM e applica una pressione di 15 N, 2,5 volte quella del Qrevo Curv secondo l’azienda, mentre un raschietto che Roborock chiama Floating Scraper si adatta da solo alla superficie per evitare strisce, a differenza dei raschietti fissi che secondo il produttore sono tipici dei sistemi a cingolo.

L’altezza di 8,98 cm è il vero salto rispetto al Curv 2 Flow, che si fermava a 11,9 cm. Roborock la indica come adatta a mobili con almeno 9,2 cm di spazio da terra, come divani, letti e mobili TV. Il merito è del sistema RetractSense: la torretta LiDAR resta alzata negli spazi aperti per la mappatura a 360°, poi si abbassa da sola sotto i mobili bassi, affidandosi a una visione posteriore di circa 100° per orientarsi. La qualità costruttiva, sia del robot sia della base, ci è sembrata buona e coerente con il prezzo di listino.

Recensione Roborock Qrevo Edge 2 Flow: rullo, profilo basso e poche rinunce 1

Segui TuttoTech.net su Google Discover

Come si usa: app, tappeti e assistente vocale

L’app Roborock permette di intervenire su aspirazione, quantità d’acqua, ordine di pulizia delle stanze, numero di passaggi, tappeti, zone vietate e automazioni. È uno dei punti di forza del prodotto, ma ha un rovescio della medaglia: la quantità di opzioni rende l’app inizialmente dispersiva, ma è sufficiente qualche minuto di utilizzo per comprendere al meglio come districarsi tra i menu di aspirazione, lavaggio, AI e manutenzione.

Sui tappeti il robot solleva il rullo fino a 15 mm e lo copre con il Roller Shield, separando la parte bagnata dal tessuto. Roborock dichiara zero gocce sui tappeti, e anche i test indipendenti che abbiamo consultato riportano tappeti rimasti asciutti. La gestione però va impostata a mano dall’app, scegliendo tra opzioni come Evitare per i tappeti a pelo medio-lungo o Potenziamento del tappeto per una pulizia profonda su quelli a pelo corto, sotto i 13 mm: Roborock sconsiglia comunque i tappeti a pelo spesso, da togliere anche prima della prima mappatura.

Non esiste una modalità solo lavaggio per tutta la casa, scelta che Roborock giustifica con la necessità di aspirare prima lo sporco secco perché un rullo bagnato lo intrappolerebbe. Per le macchie puntuali si attiva la modalità Solo lavaggio su una zona sotto i 4 m². È presente anche l’assistente vocale Hello Rocky, che funziona offline in dieci lingue comprese italiano e inglese, e risponde a comandi come «lava il rullo» o «pulisci qui».

Come si comporta: navigazione, bordi e riconoscimento ostacoli

La navigazione è uno degli aspetti che ci hanno convinto di più. La mappa generata è precisa, le stanze vengono suddivise correttamente fin dalla prima scansione, anche se la prima mappatura ci è sembrata un filo più lenta di alcuni concorrenti: un compromesso piccolo, visto il risultato finale. Abbiamo spostato più volte il robot a mano per metterlo in difficoltà, e in tutti i casi ha ritrovato la base rapidamente, senza i lunghi minuti di «ricerca posizione» tipici di molti altri modelli.

Sui bordi la pulizia è un punto forte, ma va distinta tra aspirazione e lavaggio. L’aspirazione lungo battiscopa e gambe dei mobili è ottima, merito anche della doppia spazzola laterale: quella destra inverte la rotazione in senso orario quando riconosce un angolo, per spingere lo sporco verso l’aspirazione, per poi tornare normale. Il lavaggio invece, pur estendendosi lateralmente fino a 44 mm, nei nostri test lascia una fascia di circa 1,5 cm non raggiunta vicino al battiscopa: il risultato resta buono, ma il rullo non arriva mai davvero a contatto con la parete.

Roborock Qrevo Edge 2 Flow mentre pulisci i battiscopa

Il sistema Reactive AI, con oltre 280 tipologie di ostacoli riconoscibili secondo Roborock, funziona molto bene con oggetti medio-grandi, che vengono aggirati senza movimenti bruschi. Con gli oggetti piccoli però abbiamo riscontrato più di un’incertezza: cavi, penne e piccoli oggetti lasciati sul pavimento non sempre vengono riconosciuti, e in diverse occasioni il robot ci è passato sopra. Con i cavi questo significa un rischio concreto di incastro, quindi conviene comunque liberare il pavimento prima di avviare la pulizia.

La gestione di capelli e peli è affidata al sistema DuoDivide e alle spazzole laterali anti-groviglio: secondo i test indipendenti mantiene le spazzole abbastanza libere da grovigli, anche se la tenuta nel lungo termine resta da verificare. Gli stessi test riportano che occasionalmente le spazzole laterali spostano detriti leggeri come chicchi di riso prima di raccoglierli in un secondo momento, un comportamento comune a molti robot aspirapolvere.

Per simulare una scena tipica di casa, abbiamo comunque voluto mettere alla prova il robot anche con molte briciole di un biscotto sbriciolato apposta sul pavimento, una situazione comune nelle case con bambini o animali. Il comportamento, come si vede nella clip, è stato soddisfacente: il robot ha riconosciuto l’area sporca e ha raccolto le briciole senza disperderle ulteriormente, anche quelle più piccole finite ai bordi della zona interessata.

Roborock Qrevo Edge 2 Flow che aspira le briciole di un biscotto

Quanto dura: lavaggio con un liquido e autonomia

Il test più interessante che abbiamo fatto riguarda la reazione a un liquido versato sul pavimento. Il robot lo ha riconosciuto, ha ripulito la zona con attenzione, è tornato autonomamente alla base per lavare il rullo e poi ha ripreso il normale ciclo di pulizia: un comportamento davvero adattivo, non il semplice riconoscimento visivo di una macchia. Il ciclo di lavaggio del rullo a fine pulizia dura circa 4 minuti, con una rumorosità misurata di circa 60 dBA.

Nel normale utilizzo il lavaggio è risultato uniforme: non abbiamo mai notato aloni evidenti al termine dei cicli. La base lava il rullo a temperature fino a 75 °C e lo asciuga con aria calda a 63 °C, un valore più alto dei 55 °C del Curv 2 Flow, utile per prevenire muffe e cattivi odori. La batteria da 5.200 mAh è la stessa del Curv 2 Flow, mentre il Saros 20 Flow top di gamma sale a 6.400 mAh, un dato che per chi ha case molto grandi può pesare. L’autonomia reale nelle diverse modalità non l’abbiamo ancora misurata, così come restano da verificare l’efficacia su macchie completamente secche e incrostate e il consumo reale di acqua per ciclo.

 

Prezzo e Conclusioni

Roborock Qrevo Edge 2 Flow costa 899,99 euro di listino, ma il prezzo su Amazon è già scontato a 799,99 euro. A questa cifra si porta a casa un rullo lavante SpiraFlow 2.0 che funziona, con un’aspirazione da 35.000 Pa, un’altezza di 8,98 cm che gli fa raggiungere punti preclusi a molti concorrenti, una navigazione precisa e una gestione dei liquidi davvero convincente nei nostri test.

I compromessi ci sono e vanno messi in conto: il lavaggio non arriva fino al battiscopa, lasciando circa 1,5 cm di superficie non lavata, il riconoscimento degli ostacoli piccoli come cavi e penne non è affidabile quanto quello degli oggetti medio-grandi, e manca il dosatore automatico del detergente che il più costoso Saros 20 Flow invece ha.

Chi arriva dal Qrevo Curv 2 Flow trova un’evoluzione netta, specie su aspirazione e profilo, e per chi ha mobili bassi in casa è probabilmente l’argomento decisivo per passare al nuovo modello. Chi invece cerca il massimo della dotazione, batteria più grande, acqua calda nel lavaggio e dosatore automatico, deve guardare al Saros 20 Flow, pagando però quasi il doppio al prezzo scontato attuale.

Pro:

    • Altezza di 8,98 cm, passa sotto mobili bassi;
    • Lavaggio SpiraFlow 2.0 efficace anche sui liquidi;
    • Ottima aspirazione lungo i bordi;
    • Navigazione rapida e precisa;
    • Prezzo lancio molto competitivo.

Contro:

    • Il lavaggio lascia 1,5 cm non lavati vicino al battiscopa;
    • Fatica a riconoscere ostacoli piccoli come cavi e penne;
    • Manca il dosatore automatico del detergente.

Voto finale:

8,2