Il Logitech MX Keypad è un tastierino programmabile con nove tasti LCD a colori, pensato per portare sulla scrivania scorciatoie, macro, comandi di sistema e, soprattutto nell’ottica di Logitech, controlli rapidi per strumenti di intelligenza artificiale. È un prodotto che funziona molto bene, è costruito con la cura che ci si aspetta dalla serie MX, ma non è un acquisto immediato per tutti: per trasformarlo da gadget elegante in strumento indispensabile serve tempo, configurazione e un flusso di lavoro che ne sfrutti davvero le potenzialità.
Dopo averlo usato nella quotidianità, tra scrittura, gestione di browser, editing, comunicazione e qualche prova con strumenti di sviluppo, la nostra impressione è netta: l’MX Keypad è l’anti-Stream Deck nel senso più interessante del termine. Non cerca di copiare Elgato pedissequamente, ma punta a integrarsi nell’ecosistema Logitech e a rendere naturale il passaggio da un’applicazione all’altra. Il risultato è convincente, anche se il Marketplace e l’ecosistema di plugin hanno ancora margine per crescere rispetto alla concorrenza storica.
Indice:
- Un oggetto piccolo, ma molto curato
- L’esperienza dei tasti: buona, ma non perfetta
- Solo USB-C: una scelta logica, ma limitante
- Lo stand: più utile di quanto sembri
- Logi Options+: il vero cuore del prodotto
- Profili contestuali: la funzione che cambia tutto
- 15 pagine e 135 azioni: utile o eccessivo?
- Il Logi Marketplace: potenziale enorme, maturità ancora in costruzione
- L’uso pratico nella nostra giornata
- Prezzo e confronto con Stream Deck
- Giudizio finale
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Un oggetto piccolo, ma molto curato
Appena tolto dalla confezione, l’MX Keypad comunica subito la sua natura: non è un accessorio economico né un gadget generico. Misura circa 91,7 x 77,9 x 25,5 mm e pesa 96 grammi, quindi occupa pochissimo spazio sul piano di lavoro e può stare comodamente tra tastiera e mouse, oppure appoggiato in verticale grazie allo stand incluso.
La scocca ha una finitura texturizzata che evita l’effetto plastica lucida e patinata di tanti accessori da scrivania. Nella versione Grafite il risultato è sobrio, professionale e perfettamente in linea con mouse e tastiere MX; esiste anche la variante Grigio Chiaro, con cavo e supporto abbinati al colore. È un dettaglio piccolo, ma dice molto sull’approccio di Logitech: non hanno semplicemente lanciato un keypad, hanno pensato a come inserirlo in un setup già coerente.

Il pad ospita nove tasti LCD disposti in una griglia 3×3, più due pulsanti fisici in basso senza display, dedicati alla navigazione tra le pagine. I tasti principali sono grandi, luminosi e leggibili anche a distanza, con icone a colori che restano chiare sia di giorno sia in una stanza poco illuminata. La retroilluminazione è efficace senza doverla spingere al massimo: l’abbiamo tenuta a un livello intermedio, sufficiente a distinguere ogni comando senza trasformare la scrivania in un albero di Natale.
La base antiscivolo mantiene il dispositivo fermo anche su superfici lisce, un aspetto che sembra banale finché non vi accorgete di premere i tasti con una certa decisione durante una sessione intensa. Non è un prodotto che scivola, vibra o si sposta: resta dov’è e questo, in un accessorio pensato per essere usato centinaia di volte al giorno, è fondamentale

L’esperienza dei tasti: buona, ma non perfetta
La sensazione alla pressione è netta e riconoscibile. Ogni tasto ha un feedback abbastanza simile a quello di un pulsante meccanico, con una prima fase di attuazione e un fondo corsa ben percepibile. Il tasto centrale presenta inoltre un piccolo dentino nella parte inferiore, un dettaglio utile quando si lavora senza guardare il keypad: dopo qualche giorno diventa un punto di riferimento naturale per orientare la mano.
Quando premete un tasto, l’icona si anima leggermente, restringendosi per dare conferma visiva dell’azione. È un tocco di qualità che rende l’interazione più immediata e meno “fredda” rispetto a un semplice pannello di scorciatoie. Tuttavia, dopo un uso prolungato, abbiamo notato che la corsa non è perfettamente uniforme: è possibile abbassare una parte del tasto mentre un’altra non è ancora completamente premuta. Non è un difetto che compromette l’uso quotidiano, ma su un prodotto da 99,99 euro ci saremmo aspettati una sensazione più omogenea e precisa.

Anche il suono è discreto: non silenzioso al punto da non percepire la pressione, ma nemmeno rumoroso o fastidioso in una stanza condivisa. In videoconferenza, con microfono decente, non credo crei problemi; in una registrazione audio molto sensibile, invece, conviene tenerlo lontano dal microfono o usare tasti meno frequenti durante le take.
Solo USB-C: una scelta logica, ma limitante
L’MX Keypad si collega esclusivamente tramite cavo USB-C: niente Bluetooth, niente ricevitore Logi Bolt. La decisione è comprensibile: nove display LCD accesi consumano energia e un collegamento cablato elimina di fatto ogni problema di latenza, affidabilità e gestione della batteria.

Nell’uso reale non abbiamo riscontrato ritardi: la risposta è immediata, sia nell’esecuzione dei comandi sia nell’aggiornamento delle icone. Per un dispositivo che deve reagire all’istante quando cambiate applicazione o premete una scorciatoia, il cavo è una garanzia. Il rovescio della medaglia è evidente: aggiunge un filo alla scrivania. Se avete costruito un setup wireless con mouse, tastiera e cuffie Bluetooth, l’MX Keypad rompe un po’ quella pulizia visiva e pratica. Il cavo incluso è lungo 1,5 metri, quindi abbastanza flessibile per diverse disposizioni della postazione, ma non potrete spostare il keypad liberamente come fareste con un accessorio wireless.
Avremmo gradito almeno un’opzione wireless con ricarica, magari sacrificando qualche funzione o accettando una batteria più ingombrante. Capisco le ragioni tecniche, ma su un prodotto che si chiama MX, serie storicamente associata a libertà di movimento e qualità premium, la sola connessione cablata è una scelta che merita una critica.
Lo stand: più utile di quanto sembri
Lo stand separato è uno di quegli accessori che all’inizio sembrano superflui e che poi finiscono per diventare parte dell’esperienza. Il keypad non è completamente piatto, quindi può essere usato anche senza supporto, ma inclinato quasi in verticale guadagna molto in leggibilità: le nove icone sono più visibili a colpo d’occhio e la mano assume una posizione più naturale.

L’abbiamo posizionato alla sinistra della tastiera, leggermente rialzato. In questa configurazione il keypad sembra quasi un mini pannello di controllo dedicato: non invadente, ma sempre presente. Chi preferisce un setup minimalista può lasciarlo appoggiato al piano, ma personalmente trovo che lo stand valorizzi molto il prodotto e ne giustifichi l’inclusione.
Logi Options+: il vero cuore del prodotto
Se l’hardware è buono, il software è ciò che decide se l’MX Keypad merita un posto stabile sulla scrivania. Tutto passa attraverso Logi Options+, l’app di configurazione di Logitech già utilizzata da chi possiede mouse MX, tastiere e altri dispositivi del marchio.
Per chi è già dentro l’ecosistema Logitech, questo è un enorme vantaggio. Mouse, tastiera e keypad condividono la stessa applicazione, con profili e scorciatoie centralizzate. Non dovete imparare un nuovo software, non dovete gestire un’altra app separata e potete mantenere una logica unitaria tra i vostri dispositivi. È esattamente il tipo di integrazione che rende un accessorio meno “esterno” e più parte del computer.




























La configurazione avviene tramite un’interfaccia drag & drop: scegliete un tasto, assegnate un’azione, un comando, una macro o uno script, e personalizzate anche l’icona visualizzata. Le possibilità vanno dai comandi di sistema, come volume, luminosità, avvio applicazioni e widget, fino ad azioni specifiche per singole app.
Il punto debole è che Logi Options+ deve restare in esecuzione affinché molte funzioni del keypad si comportino come previsto. Non è un problema nuovo per chi usa già prodotti Logitech, ma l’app non è leggerissima e su macchine meno recenti può pesare nel contesto di tanti altri processi attivi. È una dipendenza che accetterei volentieri per la comodità dell’integrazione, ma che va detta chiaramente: senza il software, l’MX Keypad perde gran parte della sua ragione di esistere.
Profili contestuali: la funzione che cambia tutto
La funzione che abbiamo apprezzato di più è il cambio automatico dei profili in base all’applicazione attiva. Aprite Photoshop e i nove tasti diventano comandi di ritocco; passate a Visual Studio Code e la griglia si trasforma in un pannello di controllo per il codice; aprite Chrome e le scorciatoie cambiano di nuovo, senza dover premere nulla manualmente.
Nel browser è necessario installare anche l’estensione Logi dal Chrome Web Store, ma una volta configurata l’esperienza è fluida. Il passaggio tra profili è istantaneo e questo è fondamentale: se dovessi attendere anche solo mezzo secondo perché le icone si aggiornino, l’effetto “pannello contestuale” perderebbe gran parte del suo valore.

Questa funzione è ciò che distilla meglio la filosofia del prodotto. Non si tratta soltanto di avere nove scorciatoie fisse, ma di avere nove scorciatoie diverse a seconda di ciò che state facendo. Per chi lavora tra più applicazioni, un editor, un browser, un client di posta, un software di grafica, un IDE, è un cambio di paradigma rispetto alla solita combo da tastiera da ricordare a memoria.
15 pagine e 135 azioni: utile o eccessivo?
Ogni applicazione può avere fino a 15 pagine, navigabili con i due pulsanti fisici inferiori. Moltiplicando per i nove tasti LCD, si arriva teoricamente a 135 azioni programmabili per singolo profilo.
Sulla carta è una cifra enorme. Nella pratica, direi che è più di quanto la maggior parte delle persone utilizzerà davvero. Abbiamo configurato pagine più contenute: una per la scrittura e la gestione editoriale, una per il browser, una per la produttività generale e una per strumenti di sviluppo. Trovare il giusto equilibrio è importante: se create troppe pagine, rischiate di trasformare un strumento pensato per velocizzare in un piccolo labirinto da esplorare.

I due pulsanti di navigazione funzionano bene, ma avrei preferito una soluzione più immediata, magari con una piccola strip touch o un display secondario che mostrasse il nome della pagina attiva. Elgato Stream Deck Neo, pur avendo un tasto in meno, integra una touch strip e un piccolo display informativo; Logitech punta invece sulla semplicità e sull’integrazione software.
Il Logi Marketplace: potenziale enorme, maturità ancora in costruzione
Il Logi Marketplace è la seconda grande arma dell’MX Keypad. Qui trovate profili pronti, pacchetti di icone e plugin per applicazioni diffuse, così da non dover partire sempre da zero. Per chi non ha voglia di passare ore a configurare ogni singolo tasto, è un ottimo punto di partenza.
La direzione scelta da Logitech è chiara: il keypad non è pensato solo per streamer o creativi, ma anche per sviluppatori e per chi lavora con l’intelligenza artificiale. Il Marketplace include già plugin per GitHub Copilot, Claude Code e OpenAI Codex, con la possibilità di mostrare lo stato di un agente IA in esecuzione e inviare comandi al terminale direttamente dai tasti fisici.
Il Logi Actions SDK permette inoltre agli sviluppatori di creare plugin personalizzati in C# o Node.js, con documentazione pensata anche per essere utilizzata da coding agent. È un aspetto molto interessante: non vi limitate a ciò che Logitech offre, ma potete costruire integrazioni su misura per il vostro flusso di lavoro.news.
Detto questo, l’ecosistema non è ancora paragonabile a quello di Elgato, che ha anni di vantaggio e una community consolidata attorno a Stream Deck. Per lo streaming puro, Elgato resta probabilmente la scelta più matura; per chi è già nell’ecosistema Logitech o lavora molto con strumenti di sviluppo e IA, l’MX Keypad ha invece una proposta più coerente e moderna.
L’uso pratico nella nostra giornata
Nella nostra configurazione, l’MX Keypad è diventato utile soprattutto per tre cose: aprire rapidamente strumenti e cartelle di lavoro, eseguire azioni ripetitive nel browser e controllare comandi frequenti nelle app di produttività. In scrittura, ad esempio, avere a portata di dito comandi per salvare, duplicare, aprire ricerche o avviare applicazioni riduce davvero i micro-interruzioni. Non è che vi faccia risparmiare minuti interi ogni volta, ma sommando decine di piccole azioni al giorno la differenza si sente. È lo stesso principio delle scorciatoie da tastiera: non rivoluzionano il lavoro, ma lo rendono meno frammentato.

Nel browser, l’integrazione con l’estensione Logi è stata una delle sorprese più piacevoli. Potere assegnare azioni ricorrenti a tasti fisici, con icone chiare e contesto automatico, rende la navigazione più diretta. Per chi gestisce tanti tab, strumenti web e flussi editoriali, è una comodità concreta.
Con Photoshop e applicazioni creative, il valore dipende molto da quanto usate quei programmi. Se siete un professionista che passa ore al giorno su Adobe, il keypad può diventare un pannello di controllo molto efficace; se li aprite una volta a settimana, probabilmente non giustificherete l’acquisto solo per questo.
Prezzo e confronto con Stream Deck
L’MX Keypad costa 99,99 euro, lo stesso listino dell’Elgato Stream Deck Neo. Il confronto è inevitabile e, a nostra avviso, molto equilibrato.
| Aspetto | Logitech MX Keypad | Elgato Stream Deck Neo |
|---|---|---|
| Tasti LCD | 9 | 8 |
| Pagine | Fino a 15 | Dipendono dalla configurazione |
| Connessione | USB-C cablata | Cablata |
| Punti di forza | Integrazione Logi Options+, profili automatici, focus IA e sviluppo | Ecosistema plugin maturo, forte per streaming |
| Prezzo | 99,99 euro | Circa 99,99 euro |
Il Neo ha un tasto in meno, ma offre una touch strip per navigare e un ecosistema di plugin costruito negli anni. Se il vostro obiettivo principale è lo streaming, Elgato ha ancora un vantaggio concreto. Se invece usate già mouse e tastiere Logitech MX, l’MX Keypad si integra in modo più naturale e il cambio automatico dei profili è implementato in modo particolarmente fluido.
Per chi volesse qualcosa di più completo, Logitech propone anche la MX Creative Console a 199,99 euro, che aggiunge un dialpad per regolazioni più precise. È un prodotto per un pubblico più professionale, ma dimostra che l’MX Keypad è in realtà il punto d’ingresso più accessibile a questa nuova famiglia di controlli desktop.
Giudizio finale
Il Logitech MX Keypad è un prodotto che ci ha convinti progressivamente. All’inizio rischia di sembrare un accessorio bello ma opzionale; dopo qualche giorno di configurazione e uso reale, invece, rivela la sua natura vera: un pannello di controllo contestuale che riduce l’attrito tra voi e il computer.

Non è indispensabile per tutti. Se usate il PC principalmente per navigare, guardare video e scrivere qualche email, probabilmente non ne avete bisogno. Se invece lavorate ogni giorno tra più applicazioni, usate scorciatoie, macro, strumenti creativi o di sviluppo, allora l’MX Keypad può diventare un alleato concreto e sorprendentemente comodo.
Il suo valore maggiore sta nell’integrazione: Logi Options+, i profili automatici, il Marketplace e il Logi Actions SDK formano un ecosistema che ha tutte le carte in regola per crescere. Il suo limite maggiore è che, oggi, richiede ancora un po’ di impegno iniziale per essere sfruttato al meglio. Ma quando lo avete configurato secondo le vostre abitudini, diventa difficile farne a meno.
Pro:
- Compatto e ben rifinito
- Nove tasti LCD personalizzabili
- Profili automatici per app
- Integrazione con Logi Options+
- Marketplace e plugin per IA
Contro:
- Solo collegamento cablato
- Serve tempo per configurarlo
- Logi Options+ sempre attivo
- Corsa dei tasti non perfetta
- Ecosistema meno maturo di Elgato
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