A un giorno di distanza dalla presentazione di Race 3S, Suunto si ritrova al centro di un’altra indiscrezione che riguarda un prodotto di natura completamente diversa.
Si chiama HR264 e, sulla carta, è un semplice cardiofrequenzimetro, ma le immagini emerse dagli enti di certificazione raccontano qualcosa di più interessante. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.
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Le certificazioni di HR264 tra Singapore, Corea del Sud ed Emirati
Il dispositivo circola negli archivi degli enti regolatori già dalla fine di settembre, dato che un cardiofrequenzimetro Suunto è comparso presso l’IMDA di Singapore il 30 settembre, seguito dalla registrazione di HR264 presso l’RRA sudcoreana il 2 ottobre, dove veniva descritto genericamente come monitor della frequenza cardiaca.
Il 12 ottobre è poi arrivata l’approvazione della TDRA degli Emirati Arabi Uniti, con numero di riferimento ER66304/26, deposito che la testata ha aggiunto al proprio archivio di tracciamento delle certificazioni dei wearable.
Fino a quel momento le informazioni disponibili si fermavano lì, e la dicitura di cardiofrequenzimetro lasciava pensare a un accessorio del tutto ordinario; a cambiare le carte in tavola sono state le fotografie allegate ai documenti, che mostrano un oggetto poco compatibile con l’idea di una classica fascia toracica.



Modulo da 4 x 3 cm, ricaricabile e con cinturini in tessuto
Le immagini ritraggono un piccolo modulo rettangolare con angoli arrotondati e nessun display, le cui dimensioni, a giudicare dal righello posizionato accanto, si aggirano attorno ai 4 x 3 cm. Girandolo si nota al centro quello che ha tutta l’aria di un sensore ottico per la frequenza cardiaca, affiancato da quattro contatti metallici, mentre altro materiale della certificazione mostra un accessorio dedicato alla ricarica.
Proprio quest’ultimo dettaglio segna la differenza principale rispetto alle fasce cardio già vendute da Suunto, che funzionano con una batteria a bottone. Per inciso, anche la fascia toracica SHRM2, passata dalla FCC a luglio, monta una CR2032 sostituibile, per cui HR264 sembra appartenere a un’altra famiglia di prodotti.
I cinturini completano il quadro, con sezioni in tessuto nero e grigio di lunghezze differenti e un sistema di regolazione diverso dalla classica fibbia da orologio. La presenza di più misure avrebbe senso per un dispositivo pensato da indossare in posizioni diverse del corpo, anche precisiamo che si tratta di un’interpretazione delle foto, che tuttavia combacia piuttosto bene con quanto emerso in passato.

Fascia da braccio per l’allenamento o tracker in stile Whoop
Circa un anno fa, infatti, Suunto aveva diffuso un sondaggio in cui esplorava l’idea di una fascia cardio da braccio, da indossare sul bicipite o nella parte alta dell’arto, valutando anche la possibilità che funzionasse al polso per il monitoraggio di sonno e recupero; HR264 è il primo hardware visto finora a rendere concreta quell’ipotesi, che porta dritta al confronto con Whoop.
Nulla di tutto questo, va detto, dimostra che Suunto stia preparando un rivale del tracker americano, perché resta in piedi anche una spiegazione più semplice, quella di un sensore ottico da braccio pensato per l’allenamento, da proporre a runner e ciclisti come alternativa alla fascia toracica.
Gli ingredienti, però, sono esattamente quelli che si sceglierebbero per un dispositivo da tenere addosso a lungo, cioè un modulo ottico piccolo e ricaricabile, cinturini morbidi in tessuto e nessuno schermo.
Anche il momento scelto merita attenzione, visto che Suunto ha appena lanciato Race 3S insieme a Suunto AI Coach, il servizio AI rinnovato che elabora dati su allenamento, sonno, HRV, recupero e attività quotidiana per fornire indicazioni personalizzate e che, a detta dell’azienda, arriverà sugli altri orologi compatibili a partire dall’inizio del 2027.
La categoria dei tracker senza display, nel frattempo, come saprete, è cresciuta parecchio, con Whoop, capostipite del trend, affiancato da prodotti come Garmin CIRQA, per il quale Garmin ha da poco reso gratuita la frequenza cardiaca in tempo reale, e Fitbit Air, arrivato insieme al debutto dell’app Google Health, oltre a diverse altre proposte dello stesso tipo.
Per Suunto non si tratterebbe quindi di avventurarsi in una nicchia sconosciuta, e anzi la formula potrebbe calzarle a pennello, con l’orologio da usare per allenamenti, mappe e attività outdoor e un sensore molto più discreto per la notte, il recupero e il resto della giornata.
Resta dunque da capire quale delle due strade abbia scelto l’azienda finlandese, e con tre certificazioni già ottenute in meno di un mese la risposta potrebbe non farsi attendere troppo.
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