Tesla ha ribattezzato in Europa il suo sistema di assistenza alla guida: il Full Self Driving diventa Tesla Assisted Driving. Il cambio arriva dopo che il ministero dei trasporti tedesco aveva fatto sapere che non avrebbe approvato il sistema con il nome attuale, giudicato fuorviante, e apre la strada al via libera in Germania e nel resto dell’Unione europea.
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Da Full Self Driving a Tesla Assisted Driving
Il voto europeo, atteso tra un paio di mesi, passa anche dalla Germania, uno dei paesi decisivi. Il ministro dei trasporti Steffen Bilger si è detto pronto a spendersi per un adeguamento rapido delle regole comunitarie, a patto però che il nome cambi. In una nota pubblicata sul sito del ministero ha spiegato che la denominazione Full Self Driving inganna, perché al momento il sistema non solleva chi guida dal mantenere l’attenzione sulla strada.
“Il nome attuale ‘FSD’ è un po’ fuorviante. Non si tratta di un sistema che si assume l’intero compito di guida. In effetti, si tratta di un sistema di assistenza alla guida che può supportare determinate attività di guida come l’accelerazione, la frenata e lo sterzo. Tuttavia, l’autista deve rimanere sempre attento”.
I colloqui di settembre hanno portato Tesla ad accettare la nuova denominazione per l’Europa. Sul sito dell’azienda la dicitura compare ormai anche in Italia, con le voci Tesla Assisted Driving Basic e Tesla Assisted Driving, accompagnate da una descrizione: “una serie di funzioni di Driver Assistance avanzate, progettate per offrire una guida più dinamica e assistita, ma sempre sotto la tua supervisione attiva”.
“Su questa base, mi impegnerò ora affinché il sistema sia approvato tempestivamente in tutta Europa. Il mio obiettivo è che i conducenti di Tesla possano sfruttare al più presto i vantaggi della guida assistita in tutta l’UE”.
Stando alle informazioni raccolte, sarebbe stata la stessa Tesla a proporre il nuovo nome, per rispondere alle critiche secondo cui il precedente poteva trarre in inganno. Il cambiamento riguarda però soprattutto l’etichetta: la nuova pagina tedesca è in sostanza una traduzione di quella americana con le parole sostituite, continua a indicare che l’auto guiderà “quasi ovunque” sotto supervisione e mantiene la dichiarazione secondo cui il sistema è sette volte più sicuro, dato che a giugno ricercatori indipendenti avevano giudicato non valido.
Il nodo dei limiti di velocità e il voto europeo
Il nome non è l’unico punto sul tavolo. Le parti hanno discusso anche dei limiti di velocità: la Germania insiste che il sistema non superi di oltre il 10% il limite impostato e manterrà questa posizione nel corso del processo di approvazione. Per Tesla significa rivedere le impostazioni, dal momento che la versione attuale eccede il limite con margini molto più ampi. Nei Paesi Bassi, dove il sistema è già approvato, l’auto può viaggiare fino al 50% sopra il limite rilevato.
Il voto a livello di blocco è atteso per dicembre 2026, dopo un rinvio, e servirà una maggioranza qualificata, con almeno 15 paesi favorevoli. Finora hanno dato il via libera in otto: Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Lituania, Estonia, Slovenia, Repubblica Ceca e Croazia. Elon Musk ha accolto il sostegno tedesco con un “Danke Schön!” mentre cresceva la spinta per l’approvazione europea. La nuova sigla potrebbe arrivare anche in Cina, dove il sistema dovrebbe tornare con questa denominazione, stando agli aggiornamenti dei manuali proprietari risalenti a quest’anno.
La telefonata con il ministero spagnolo raccontata su X
Secondo un utente di X che racconta una telefonata di sedici minuti con un consulente del ministero dell’Industria spagnolo, la Spagna non si sgancerà dalla votazione comune e non ci sarà alcun riconoscimento unilaterale. Il paese resta allineato con Francia, Italia e Germania, che è quello che ha posto più impedimenti. Nella riunione del 6 ci sarebbe stato un intenso scambio di opinioni, con l’agenzia olandese RDW e altri paesi che hanno già approvato il sistema a portare punti da migliorare, la velocità in testa alle preoccupazioni. La stessa RDW, pur avendo promosso l’eccezione, ha contribuito con suggerimenti basati sull’esperienza accumulata.
Il cambio di denominazione è stato chiesto a Tesla ed è stato realizzato. Lo scoglio principale resta la gestione delle velocità: su questo Tesla deve adattare il sistema, almeno all’inizio. Le posizioni di Francia, Spagna e Italia sono molto favorevoli, quella tedesca favorevole ma con le condizioni ormai comuni; il consulente avrebbe usato più volte il termine “garantista” per descrivere l’atteggiamento europeo, e non è escluso che qualche piccolo paese proceda con un passo indipendente.
Il funzionario ha sottolineato la volontà spagnola di restare al passo sull’innovazione e di sostenere le nuove tecnologie per rendere più sicure le strade: con la DGT e 30 veicoli Tesla sono stati percorsi migliaia di chilometri di test nel paese. L’utente si è offerto di portare la propria esperienza, raccontando come un semplice EAP gli abbia evitato più di uno spavento, e ha ribadito che si tratta di un sistema che impara e va compreso come tale. Anche se mancano due mesi, aggiunge, sganciarsi adesso non avrebbe senso in un clima di collaborazione, e la volontà di Tesla di adeguarsi ai requisiti europei è confermata dal primo passo compiuto con il TAD di base. La sua impressione è che dicembre sia il mese decisivo e che, dopo un voto quasi certamente positivo, resti da capire quanto tempo servirà a ogni regione per adottare il sistema. Riferisce infine di avere il contatto personale del consulente, che lo avrebbe autorizzato a mantenere un dialogo di consultazione nel futuro immediato.
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