Il tema della connettività satellitare sta diventando sempre più centrale anche in Italia, come avevamo raccontato lo scorso luglio parlando del primo test italiano della tecnologia Direct to Cell di Starlink insieme a Fastweb, che porta la connessione satellitare direttamente sugli smartphone senza bisogno di antenne dedicate.
Il 7 agosto, però, l’Unione Europea ha fatto un passo importante su questo fronte poiché la Commissione Europea e il consorzio SpaceRISE hanno concluso i negoziati e firmato un accordo di attuazione per il lancio di IRIS², la nuova costellazione satellitare di punta dell’Unione, pensata come alternativa europea a Starlink nel campo delle telecomunicazioni.
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Da 282 a 348 satelliti, con un nuovo strato dedicato alla difesa
L’accordo, tra le altre cose, aggiunge al programma 66 satelliti in orbita terrestre bassa, portando la costellazione principale a 348 satelliti complessivi, e facendo passare il progetto dalla fase di pianificazione a quella di dispiegamento su larga scala con il supporto dell’Agenzia Spaziale Europea. L’ESA gioca un ruolo chiave nell’implementazione tecnica di IRIS², supervisionando lo sviluppo della costellazione, la qualificazione e la validazione in orbita, e traducendo le ambizioni del programma in consegne industriali concrete.
I negoziati, iniziati lo scorso gennaio, hanno confermato i parametri chiave del programma e gli aggiustamenti necessari, tra cui il design, la capacità del sistema, il calendario di dispiegamento, il prezzo target e l’investimento degli operatori privati.
Nell’ambito dell’accordo, i produttori europei si sono impegnati a consegnare i satelliti aggiuntivi, progettati con una resilienza rafforzata. Sono ora in atto passi concreti per raggiungere i primi lanci entro il 2029. Una volta operativa, la costellazione fornirà connettività sovrana, sicura e altamente affidabile ai governi europei, alle forze di difesa e sicurezza, e ai servizi di emergenza in tutta Europa.
La futura costellazione comprenderà 348 satelliti complessivi, di cui 330 in orbita terrestre bassa e 18 in orbita terrestre media, con elementi opzionali aggiuntivi per supportare missioni specifiche. Per rispondere a un contesto di sicurezza in evoluzione, la Commissione sta aumentando la capacità di IRIS² oltre il design originale: uno strato dedicato composto da 66 satelliti aggiuntivi in orbita bassa rafforzerà le capacità per difesa, sicurezza e servizi di emergenza, aumentando ulteriormente l’architettura complessiva del sistema.
Questo rafforzamento aumenterà la capacità governativa sicura del 60% all’interno dell’Unione Europea e del 54% a livello globale, ampliando in modo significativo la capacità dell’Europa di sostenere missioni critiche durante le crisi.
L’industria europea si impegna a costruire IRIS²
IRIS² sarà costruito attraverso un forte approccio Team Europe, che combina le competenze della Commissione Europea, degli Stati membri, dell’ESA, dell’Agenzia dell’Unione Europea per il Programma Spaziale e dell’industria europea. Nell’ambito della partnership pubblico-privata, il consorzio SpaceRISE, composto da SES, Eutelsat e Hispasat, e i produttori europei si sono impegnati a consegnare l’infrastruttura spaziale e di terra necessaria per rispettare la tempistica accelerata.
Il team industriale include importanti aziende spaziali europee come Airbus Defence and Space, Thales Alenia Space, OHB e Aerospacelab, insieme a numerose aziende dell’intera filiera europea. Per design, il programma genererà anche opportunità per startup, piccole e medie imprese e mid-cap che sviluppano tecnologie spaziali innovative.
IRIS² consentirà agli utenti governativi autorizzati negli Stati membri dell’UE e nei Paesi partecipanti, attualmente Norvegia e Islanda, di comunicare in modo sicuro e continuo durante le operazioni critiche. Dunque che si tratti di rispondere a emergenze, proteggere infrastrutture critiche o sostenere missioni di sicurezza, IRIS² fornirà all’Europa una capacità di connettività autonoma e resiliente.
Il dispiegamento più rapido e la maggiore capacità richiesta per le esigenze di difesa e sicurezza comportano un investimento aggiuntivo nel budget del programma, che sosterrà tecnologie satellitari avanzate e il dispiegamento della costellazione ampliata, garantendo al contempo un uso efficiente delle risorse già destinate al programma.
I finanziamenti arriveranno da una combinazione di risorse di bilancio dell’UE per il periodo 2028-2034 e investimenti aggiuntivi da parte degli Stati membri e di altri Paesi. Diversi Stati membri si stanno già muovendo autonomamente per rafforzare IRIS² attraverso investimenti nazionali dedicati a esigenze aggiuntive specifiche: Polonia e Ungheria hanno già impegnato rispettivamente 656 e 500 milioni di euro, mentre la Spagna ha annunciato investimenti compresi tra 1,6 e 2 miliardi di euro.
Andrius Kubilius, commissario europeo per l’Industria della Difesa e lo Spazio, ha dichiarato: “Oggi stiamo compiendo un passo decisivo per la sicurezza e la sovranità digitale dell’Europa. Accelerando la consegna dei primi servizi di difesa e sicurezza e rafforzando l’architettura di IRIS², non solo porteremo la rete in funzione in anticipo sui tempi, ma aumenteremo anche la capacità governativa sicura di oltre il 60% all’interno dell’Unione“.
Josef Aschbacher, il Direttore Generale dell’ESA, ha infine aggiunto:
“IRIS² è una risposta chiara alle esigenze europee di connettività sovrana e sicura. Il raggiungimento di questo traguardo dimostra la capacità dell’Europa di offrire una capacità sicura e resiliente che consente un’azione indipendente e salvaguarda i suoi interessi essenziali”.
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