Anthropic continua a spingere sull’acceleratore nel settore dell’intelligenza artificiale e, a pochi mesi dal debutto di Claude Sonnet 4.6, ha annunciato ufficialmente Claude Sonnet 5, nuovo modello destinato a diventare il punto di riferimento per la maggior parte degli utenti della piattaforma. La società definisce la novità come il modello Sonnet più attivo di sempre, sottolineando come sia stato progettato per svolgere attività sempre più complesse in maniera autonoma, avvicinandosi alle prestazioni dei modelli di fascia superiore senza rinunciare a un costo decisamente più contenuto.
Il nuovo modello è già disponibile a livello globale e diventa immediatamente predefinito sia per gli utenti del piano gratuito sia per quelli Pro di Claude. Sonnet 5 arriva inoltre su Claude Code, sulla piattaforma dedicata agli sviluppatori e tramite API, con una tariffa promozionale valida fino alla fine di agosto.
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Claude Sonnet 5 riduce il divario con i modelli più avanzati
Negli ultimi anni la famiglia Sonnet ha rappresentato il cuore dell’offerta Anthropic, diventando la scelta preferita di molti sviluppatori grazie alle ottime capacità nella programmazione, nel ragionamento e nell’utilizzo degli strumenti messi a disposizione dal sistema. Con Claude Sonnet 5 l’azienda compie un ulteriore passo avanti, portando nel proprio modello di fascia media numerose funzionalità che fino a poco tempo fa erano riservate quasi esclusivamente ai più potenti modelli Opus.
Secondo Anthropic, Sonnet 5 è stato progettato per pianificare attività articolate, utilizzare browser e terminale durante l’esecuzione dei compiti, verificare autonomamente il proprio lavoro e correggere eventuali errori senza che sia l’utente a dover intervenire continuamente; in altre parole, il modello punta a svolgere flussi di lavoro completi in maniera molto più autonoma rispetto alle generazioni precedenti.
La società spiega inoltre che le prestazioni ottenute sono ormai vicine a quelle di Claude Opus 4.8 in numerosi scenari, soprattutto quando il modello viene configurato con livelli di impegno più elevati. I miglioramenti interessano diversi ambiti, dal ragionamento alla scrittura di codice, passando per l’utilizzo degli strumenti e le attività basate sulla conoscenza, rendendo Sonnet 5 un’evoluzione importante rispetto a Claude Sonnet 4.6.
Anche dal punto di vista dell’efficienza economica il nuovo modello rappresenta un passo avanti, Anthropic sostiene infatti che Sonnet 5 offra un rapporto tra costi e prestazioni nettamente migliore rispetto al passato, arrivando in alcuni casi a eguagliare le capacità di Opus 4.8 pur mantenendo un prezzo decisamente inferiore.
I primi test mostrano un modello più autonomo
Anthropic ha condiviso anche i risultati ottenuti durante il programma di accesso anticipato, al quale hanno partecipato diversi partner prima del lancio pubblico.
Secondo il feedback raccolto dall’azienda, Claude Sonnet 5 riesce a completare attività complesse che in precedenza potevano interrompersi lungo il percorso, mostrando una maggiore capacità di prendere iniziative durante l’esecuzione dei compiti. Tra gli aspetti maggiormente apprezzati viene citata anche la tendenza del modello a controllare spontaneamente la correttezza del proprio lavoro, riducendo la necessità di continui interventi da parte dell’utente.
Per Anthropic si tratta di un passo significativo verso un’intelligenza artificiale realmente agentica, cioè capace di affrontare autonomamente problemi articolati utilizzando gli strumenti a disposizione e adattandosi alle diverse situazioni.
Migliora anche la sicurezza del modello
Il debutto di Claude Sonnet 5 è accompagnato anche da diversi miglioramenti sul fronte della sicurezza. Le valutazioni effettuate da Anthropic prima del rilascio mostrano infatti un modello generalmente più affidabile rispetto a Sonnet 4.6.
L’azienda evidenzia una migliore capacità nel rifiutare richieste potenzialmente dannose, una maggiore resistenza agli attacchi di prompt injection e una riduzione sia delle cosiddette allucinazioni sia dei comportamenti eccessivamente accondiscendenti; anche gli audit automatici utilizzati per individuare comportamenti non allineati mostrano risultati migliori rispetto alla generazione precedente, pur rimanendo leggermente inferiori a quelli ottenuti dai modelli Opus 4.8 e Mythos 5.
Anthropic sottolinea inoltre che Sonnet 5 non è stato addestrato per attività avanzate di sicurezza informatica, durante i test dedicati allo sviluppo di exploit software il modello non è infatti riuscito a produrre exploit completamente funzionanti per vulnerabilità di Firefox, mostrando capacità decisamente inferiori rispetto ai modelli di fascia alta; proprio per questo motivo il nuovo Sonnet viene distribuito con le protezioni informatiche abilitate di default, pensate per individuare e bloccare utilizzi potenzialmente pericolosi in tempo reale.
Disponibile da oggi per tutti gli utenti di Claude
Claude Sonnet 5 è disponibile già da oggi per tutti gli utenti della piattaforma Anthropic, il modello sostituisce Sonnet 4.6 come impostazione predefinita sia per gli utenti Free sia per quelli Pro, mentre gli abbonati Max, Team ed Enterprise possono utilizzarlo insieme agli altri modelli disponibili nel servizio.
Anche gli sviluppatori possono iniziare fin da subito a integrarlo tramite API e Claude Code. Per incentivarne l’adozione, Anthropic ha introdotto un prezzo promozionale valido fino al 31 agosto 2026, fissato a 2 dollari per milione di token di input e 10 dollari per milione di token di output. Al termine del periodo promozionale si passerà invece ai prezzi standard, pari a 3 dollari per milione di token in ingresso e 15 dollari per milione di token in uscita.
Contestualmente al lancio, l’azienda ha aumentato anche i limiti di utilizzo su Chat, Cowork, Claude Code e Claude Platform, così da supportare il maggiore consumo di token richiesto dai nuovi livelli di impegno disponibili per il modello.
Con Claude Sonnet 5, Anthropic continua quindi ad ampliare la propria offerta in un mercato sempre più competitivo, proponendo un modello che punta a combinare prestazioni elevate, maggiore autonomia operativa e costi contenuti. Una strategia che mira a rendere accessibili a un numero sempre maggiore di utenti capacità che fino a pochi mesi fa erano riservate esclusivamente ai modelli di intelligenza artificiale più grandi e costosi.
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