Oura ha ottenuto un nuovo brevetto per rilevare quando uno smart ring non è posizionato correttamente sul dito. Il sistema utilizza la luce che fuoriesce dall’interno dell’anello per individuare scarso contatto con la pelle, orientamento errato e condizioni che potrebbero compromettere la qualità delle misurazioni sulla salute. Il brevetto, intitolato “Wearing detection techniques for wearable devices“, è stato concesso proprio nella giornata di ieri, 9 giugno 2026.

Il problema è particolarmente interessante visto che gli anelli ruotano sul dito, le dita cambiano leggermente di dimensione durante la giornata, e una vestibilità che sembra perfetta a mezzogiorno potrebbe non essere ideale durante la notte. Fino ad ora i dispositivi si limitavano a registrare i dati dei sensori senza sapere se quei dati fossero effettivamente affidabili. Vediamo di cosa si tratta.

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Come funziona il sistema di rilevamento

Il brevetto descrive una guida ottica integrata nel dispositivo indossabile. La luce viene diretta attraverso questa guida e un rilevatore misura quanta parte di quella luce fuoriesce.

La quantità di luce che sfugge cambia a seconda di cosa tocca la superficie ottica, per esempio, il contatto con la pelle produce un tipo di segnale, mentre aria, un gap, tessuto o contatto debole ne producono un altro. L’anello può utilizzare questa differenza per determinare se viene indossato correttamente.

Il punto fondamentale è che Oura non sta solo cercando di rilevare se l’anello è su un dito, ma sta verificando se l’anello ha abbastanza contatto per raccogliere dati utili. Questo potrebbe fare una grande differenza nell’accuratezza delle metriche durante il sonno, l’esercizio fisico e l’uso quotidiano in generale.

L’app potrebbe avvisare gli utenti in tempo reale

La parte più interessante per i consumatori è il mockup dell’app incluso nel brevetto, la quale, come potete notare, mostra un avviso che dice “Contatto con la pelle insufficiente” e indica all’utente di regolare l’orientamento dell’anello per migliorare la misurazione.

Invece di ritrovarsi con lacune nei dati o letture anomale senza spiegazione, l’app potrebbe comunicare che l’anello non era posizionato adeguatamente. Il brevetto descrive anche la determinazione dell’orientamento del dispositivo e la visualizzazione di un’indicazione sul telefono, sul dispositivo stesso o su entrambi. In altre parole, il dispositivo potrebbe aiutare gli utenti a risolvere il problema prima che si accumulino dati di scarsa qualità.

Questa funzionalità sarebbe particolarmente utile per uno smart ring perché la vestibilità non è sempre evidente. Un orologio può essere stretto, un anello ha meno flessibilità e noi stessi nel corso della giornata non siamo consci del cambiamento di dimensione delle nostre dita. Una volta scelta la taglia, il software deve fare gran parte del lavoro.

L’importanza della qualità dei dati

Questo brevetto affronta un problema più ampio nella tecnologia wearable ovvero che aggiungere più sensori aiuta solo se il dispositivo sa quando quei sensori stanno ricevendo un segnale pulito.

L’anello si basa pesantemente su dati di sonno, readiness, frequenza cardiaca, HRV, trend di temperatura e saturazione di ossigeno nel sangue. Tutti questi dipendono da un contatto adeguato con il corpo.

Il brevetto indica anche che l’attivazione dei sensori potrebbe essere controllata in base alla quantità di luce fuoriuscita. Questo potrebbe aiutare con la durata della batteria riducendo l’uso non necessario dei sensori quando l’anello non viene indossato correttamente, ed evitare di registrare misurazioni deboli come se fossero affidabili.

Oura non ha ancora annunciato questa funzionalità come caratteristica di prodotto, ma potrebbe essere implementata sulla gamma attuale tramite un aggiornamento firmware. Come sempre quando vi parliamo di brevetti, vi ricordiamo che questi non garantiscono che la funzione in questione apparirà nel prossimo futuro, tuttavia il deposito è interessante perché affronta una debolezza reale degli smart ring.

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