La TCS London Marathon 2026, disputata domenica 26 aprile in condizioni fresche e asciutte, ha scritto una nuova pagina di storia dell’atletica: il keniota Sabastian Sawe è diventato il primo atleta a scendere ufficialmente sotto le due ore in una maratona omologata da World Athletics, fermandosi a 1:59:30, mentre Tigst Assefa ha abbassato il proprio record mondiale femminile women-only a 2:15:41. Ma la gara ha offerto anche uno spaccato inaspettato: cosa scelgono davvero i più forti maratoneti del mondo da mettere al polso?

La risposta, sorprendentemente, non sono i modelli flagship più costosi. Al contrario, la maggior parte dei finalisti di vertice ha scelto orologi leggeri e pratici, pensati prima di tutto per correre bene. La linea Garmin Forerunner ha dominato la scena, con COROS come secondo brand più rappresentato e persino Samsung comparso in un momento del tutto inatteso.

Il dato più significativo riguarda proprio Garmin: sia Sawe che Assefa hanno corso con un Forerunner 255, un modello di fascia media che non dispone di display AMOLED né di materiali premium come il titanio. Quello che offre, invece, è un peso ridotto, un’ottima precisione GPS, un’autonomia affidabile e tutti gli strumenti di allenamento che contano davvero durante 42,2 chilometri. C’è però ancora qualche dibattito sull’identificazione precisa dell’orologio di Sawe: in alcune fotografie le alette del cinturino appaiono solide, caratteristica del Forerunner 55, il modello più accessibile della gamma, anziché cave come quelle del 255. Se si confermasse questa lettura, il messaggio sarebbe ancora più estremo, con il vincitore assoluto che taglia il traguardo sotto le due ore indossando uno degli orologi da corsa più economici di Garmin.

In ogni caso, Joyciline Jepkosgei, terza classificata tra le donne, ha optato per un modello più avanzato della stessa famiglia, il Forerunner 955, che aggiunge strumenti di analisi più sofisticati pur mantenendo la stessa filosofia orientata alla performance. Un dettaglio tecnico accomuna questi dispositivi: tutti e tre i modelli Garmin presenti in gara, così come il COROS Pace 3, montano un display MIP, che favorisce la durata della batteria e la leggibilità alla luce diretta rispetto alla brillantezza cromatica. Garmin si è spostata verso l’AMOLED sui modelli più recenti, ma evidentemente gli atleti d’élite continuano a preferire questa tecnologia collaudata. Il Forerunner 255 è disponibile in Italia a partire da circa 194 euro.

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COROS, Samsung e il contesto storico di una gara leggendaria

Anche COROS ha vissuto una giornata importante: Yomif Kejelcha, secondo classificato tra gli uomini con un tempo di 1:59:41 (il debutto sulla maratona più veloce di sempre), indossava il Pace 3, mentre Hellen Obiri, seconda tra le donne con 2:15:53, gareggiava con il Pace 4. Entrambi i modelli incarnano la filosofia del brand: leggerezza, semplicità e strumenti di allenamento senza fronzoli. Il Pace 4 si trova in Italia intorno ai 269 euro IVA inclusa. La presenza di COROS ai piedi del podio maschile e femminile consolida ulteriormente la reputazione del marchio nell’élite del running mondiale.

La nota più inaspettata è arrivata dal polso di Jacob Kiplimo, terzo classificato tra gli uomini con un 2:00:28 che si sarebbe situato sotto il precedente record mondiale: indossava un Samsung Galaxy Watch 8. Vedere uno smartwatch generalista, normalmente associato a notifiche e funzioni quotidiane, al polso di un atleta capace di correre a quei livelli è qualcosa che in pochi avrebbero pronosticato. Che si tratti di una scelta personale, di un accordo di sponsorizzazione o semplicemente del fatto che i Galaxy Watch più recenti siano diventati strumenti sportivi molto più capaci di quanto si pensi, il risultato è comunque degno di nota.

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Per inquadrare meglio la portata storica della gara: Sawe ha tolto ben 65 secondi al record mondiale stabilito dal compianto Kelvin Kiptum a Chicago nel 2023, diventando il primo atleta a correre una maratona legale in meno di due ore, superando anche la performance non omologata di Eliud Kipchoge (1:59:41) ottenuta nel 2019 nell’ambito del progetto INEOS in condizioni non riproducibili in gara ufficiale. Kejelcha ha corso in meno di due ore come secondo classificato, e Kiplimo ha chiuso sotto il precedente primato mondiale. A completare il quadro, 59.830 corridori hanno tagliato il traguardo, stabilendo un nuovo record Guinness per la maratona con il maggior numero di finisher.

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