Il pomeriggio di oggi, 20 aprile, sta creando non pochi problemi agli utilizzatori di ChatGPT, il celebre chatbot di OpenAI che ha improvvisamente smesso di rispondere, lasciando a bocca asciutta sia gli utilizzatori gratuiti che gli abbonati premium. Un vero e proprio blackout tecnologico che ha colpito tutto il globo.

OpenAI ammette i problemi

È la stessa OpenAI, sulle pagine che riportano lo stato dei server, a confermare prestazioni degradate su tutti i componenti, dal chatbot alle API e ai vari sistemi di generazione immagini, Atlas, e ricerca. Il down al momento interessa anche Codex, mettendo in difficoltà chi utilizza la piattaforma per lo sviluppo sofgtware.

A differenza di altre situazioni, non ci sono messaggi particolari sui terminali degli utenti, se non impossibilità di caricare le chat già aperte e tempi di attesa che sembrano infiniti per ottenere le rispsote.

Un aggiornamento delle 16:35 conferma che OpenAI è a conoscenza del problema e che sta indagando sulle cause, per cercare una possibile soluzione. “We are investigating the issue for the listed services.”, “Stiamo investigando sui problemi per i servizi elencati”.

Una dichiarazione che riconosce l’emergenza ma che, per ora, lascia ancora nel vago le ragioni tecniche dietro questo ennesimo stop. Non è la prima volta che ChatGPT vacilla sotto il peso delle proprie ambizioni. L’ultimo episodio analogo risale a inizio settembre, mentre un precedente down aveva coinvolto gli utenti a giugno. Con una base che conta ormai 800 milioni di utilizzatori globali, circa il 10% della popolazione mondiale, la pressione sui sistemi di OpenAI continua a crescere esponenzialmente

Al momento i tecnici di OpenAI sono ancora al lavoro per ripristinare la piena operatività della piattaforma. Nel frattempo, agli utenti non resta che pazientare e sperare in una risoluzione rapida, tenendo d’occhio i canali ufficiali dell’azienda per gli aggiornamenti in tempo reale.

 

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