Negli ultimi mesi, come spesso accade quando si parla di intelligenza artificiale generativa, OpenAI è finita più volte sotto i riflettori per progetti ambiziosi, alcuni dei quali tuttavia non sembrano destinati a vedere la luce nel breve periodo. È proprio questo il caso del tanto discusso chatbot per adulti, una funzionalità che, annunciata con un certo interesse lo scorso ottobre, è stata ora ufficialmente accantonata, almeno per il momento.

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Niente chatbot erotico per OpenAI

Secondo quanto riportato dal Financial Times e confermato dalla stessa azienda, OpenAI avrebbe deciso di abbandonare a tempo indeterminato i piani per il lancio di un chatbot erotico, internamente noto (almeno secondo alcune indiscrezioni) come Citron mode.

Un progetto che, come molti di voi ricorderanno, avrebbe dovuto debuttare già alla fine dello scorso anno, salvo poi essere rinviato più volte fino allo stop definitivo annunciato in queste ore. Si tratta, tra l’altro, della seconda retromarcia nel giro di pochi giorni, considerando anche la recente chiusura del generatore video Sora, a conferma di una fase di revisione piuttosto profonda delle priorità interne dell’azienda.

Entrando più nel dettaglio, le motivazioni dietro questa scelta sono molteplici e, come spesso e volentieri accade in questi casi, non riguardano soltanto aspetti tecnici. Da un lato infatti OpenAI avrebbe incontrato notevoli difficoltà nell’addestramento dei modelli, soprattutto nel tentativo di ricalibrare sistemi progettati per evitare contenuti espliciti, mantenendo al tempo stesso dei limiti chiari contro comportamenti illegali (come incesto o bestialità).

Dall’altro lato, ed è probabilmente l’aspetto più rilevante, il progetto avrebbe sollevato forti preoccupazioni interne ed esterne, coinvolgendo sia dipendenti sia investitori. Alcuni membri del team infatti, avrebbero espresso dubbi sull’impatto sociale di una simile tecnologia, arrivando persino (in almeno un caso) alle dimissioni. Il timore, in sostanza, è quello di favorire forme di attaccamento poco salutari tra utenti e IA, un tema che negli ultimi tempi sta emergendo con sempre maggiore frequenza nel dibattito pubblico.

Già nell’ottobre scorso, il CEO Sam Altman avrebbe aperto alla possibilità di introdurre funzionalità per adulti, sottolineando però, come prevedibile, la necessità di procedere con estrema cautela. L’idea infatti si inseriva in un contesto più ampio fatto di controlli parentali e sistemi di verifica dell’età, strumenti che OpenAI ha iniziato a sviluppare anche in risposta a diverse cause legali legate all’uso di ChatGPT da parte dei minori.

Proprio qui emerge un ulteriore nodo critico: secondo quanto riportato, il sistema di verifica dell’età attuale avrebbe un margine di errore superiore al 10%, un dato che pur rientrando negli standard del settore lascia comunque aperti interrogativi importanti sulla reale efficacia di queste soluzioni.

A complicare ulteriormente il quadro ci sarebbero poi le dinamiche del mercato, alcuni investitori avrebbero infatti espresso preoccupazioni anche alla luce delle polemiche che hanno coinvolto xAI e il suo chatbot Grok, finito al centro di critiche per la generazione di deepfake espliciti. Un contesto dunque tutt’altro che semplice, in cui il rischio reputazionale può diventare un fattore decisivo nelle scelte strategiche delle aziende.

Alla luce di tutto ciò, OpenAI sembra aver deciso di rifocalizzarsi sui propri prodotti principali, abbandonando quelle che vengono definite missioni secondarie. Tra queste rientrano sia il chatbot erotico sia Sora, mentre l’attenzione dovrebbe ora concentrarsi soprattutto su strumenti legati alla produttività, come gli assistenti per la programmazione e le soluzioni enterprise.

Una scelta che, in un certo senso, appare coerente con l’evoluzione recente del settore: meno sperimentazione borderline e più attenzione ai casi d’uso concreti, sostenibili e soprattutto meno controversi.

In definitiva, al momento non è chiaro se il progetto verrà definitivamente cancellato o se, in futuro, OpenAI possa decidere di riprenderlo in mano (magari con un approccio completamente diverso). L’azienda ha infatti parlato di ricerca a lungo termine, sottolineando come manchino ancora prove empiriche sufficienti sugli effetti delle chat erotiche.

Quel che è certo è che la decisione segna un punto importante nella strategia di OpenAI che, almeno per ora, sembra voler evitare terreni particolarmente delicati. Non ci resta che attendere per scoprire come evolverà la situazione nei prossimi mesi.

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