Ultrahuman, la startup indiana di health-tech nota per i suoi smart ring, sta cercando di rilanciare la propria presenza negli Stati Uniti dopo aver ottenuto l’approvazione per il Ring Pro, preparando il terreno per una battaglia rinnovata con Oura che nel frattempo ha consolidato significativamente la propria posizione dominante nel mercato ed è sbarcata proprio sul suolo domestico del concorrente, in India.

L’approvazione, concessa dalla U.S. Customs and Border Protection, arriva a meno di un mese dal lancio globale del Ring Pro avvenuto a fine febbraio e fa seguito a una sentenza dell’ottobre scorso della U.S. International Trade Commission a favore di Oura, che aveva di fatto bloccato le importazioni degli smart ring Ultrahuman negli Stati Uniti.

Le restrizioni sono costate all’azienda fino a 50 milioni di dollari in mancate vendite, dato che temporaneamente non era possibile importare il modello Ring Air esistente, come ha dichiarato il CEO Mohit Kumar in un’intervista.

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Il mercato USA diventa cruciale per gli smart ring

Gli Stati Uniti rimangono il mercato più critico per gli smart ring come dimostrato dai i dati IDC (International Data Corporation) secondo cui nel 2025 sono state vendute circa 2,6 milioni di unità nel paese, pari a circa il 60% del totale globale di 4,4 milioni di unità, con una crescita del 59% anno su anno. Il mercato si è anche consolidato rapidamente, con Oura che ha espanso il proprio dominio negli ultimi trimestri mentre la quota di Ultrahuman è crollata durante il periodo delle restrizioni alle importazioni.

La quota di mercato di Ultrahuman negli USA era salita dall’11,5% nel 2024 al 24,6% entro il secondo trimestre 2025, prima di precipitare a cifre a una sola cifra percentuale entro la fine dell’anno quando le restrizioni sono entrate in vigore, ha spiegato Jitesh Ubrani, research manager di IDC. Nello stesso periodo, la quota di Oura è salita dal 63,3% all’85%, catturando la maggior parte del terreno perso da Ultrahuman.

Gli Stati Uniti rappresentavano fino al 50% dei ricavi di Ultrahuman al picco, anche se questa percentuale è diminuita man mano che l’azienda si è espansa in Europa e Asia durante il periodo delle restrizioni, ha raccontato Kumar. Il CEO ha minimizzato l’impatto competitivo, affermando che l’assenza di Ultrahuman ha dato ai rivali solo un “vantaggio di tre mesi” e che l’azienda si aspetta di recuperare rapidamente il terreno perso.

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Il rilancio con Ring Pro e i piani di distribuzione in USA

Ultrahuman prevede di accelerare immediatamente il proprio rollout negli Stati Uniti, anche se Kumar ha indicato che potrebbero volerci dai cinque ai sei mesi per raggiungere la piena operatività mentre l’azienda ricostruisce la propria catena di approvvigionamento e distribuzione.

La struttura unibody in metallo ridisegnata del Ring Pro ha aiutato l’azienda a ottenere l’approvazione statunitense e sarà centrale per il ritorno sul mercato, con miglioramenti che includono una maggiore durata della batteria e un’elaborazione on-device potenziata.

Ultrahuman ha aperto i pre-ordini negli USA per il Ring Pro, con le spedizioni previste a partire dal 15 maggio. Il dispositivo parte da 399 dollari, con un prezzo promozionale di 349 dollari per i primi 1.000 clienti che effettuano il pre-ordine.

Kumar ha spiegato che il Ring Pro era già in sviluppo come parte di un più ampio aggiornamento di prodotto, ma ha anche contribuito a risolvere la disputa sui brevetti. “Crediamo che il Ring Air sia un modello non in violazione, e stiamo combattendo questa battaglia in tribunale federale negli USA“, ha dichiarato, aggiungendo che il nuovo design era inteso a risolvere la questione in modo più definitivo.

Oura sbarca nel mercato indiano e lancia la sfida Ultrahuman

Mentre Ultrahuman pianifica di intensificare i propri sforzi negli Stati Uniti, la rivale Oura è entrata la settimana scorsa nel mercato domestico di Ultrahuman, l’India, con il lancio del suo Ring 4, preparando il terreno per una rivalità più ampia attraverso i mercati chiave e in preparazione del prossimo Oura Ring 5 (in foto), di cui proprio nella giornata di ieri sono emerse corpose indiscrezioni che ne svelano colori e prime specifiche.

Kumar si è mostrato ottimista riguardo alla competizione, affermando che Ultrahuman rimane concentrata sulla crescita a lungo termine in India anche con l’ingresso di nuovi concorrenti.

Le spedizioni di smart ring in India sono diminuite del 30,6% anno su anno nel 2025, anche se Ultrahuman ha guidato il mercato con una quota del 30,4%, seguita da Gabit al 18,3%, secondo un recente report IDC. I prezzi medi di vendita sono scesi dell’8,7% a 160 dollari, evidenziando sia la crescente competizione che la pressione sui prezzi.

IDC prevede che il mercato degli smart ring continuerà a crescere a un ritmo a doppia cifra negli USA e a livello globale, anche se la crescita in India probabilmente rimarrà più contenuta, ha dichiarato Ubrani. Il riconoscimento internazionale del brand Oura potrebbe aiutarla a guadagnare trazione nel paese, dove i primi competitor locali si sono già ritirati, lasciando spazio ai produttori globali tradizionali.

Previsioni e piani futuri di Ultrahuman

Gli Stati Uniti rappresentano circa il 45% dei circa 700.000 utenti attivi giornalieri di Ultrahuman a livello globale, ha dichiarato Kumar, sottolineando l’importanza del mercato per l’azienda. Peraltro, un dato interessante è la base di utenti statunitense che è anche più femminile, con le donne che rappresentano circa il 73-74% degli utenti nel paese, rispetto al 68% circa a livello globale, in aumento rispetto al 65% di un anno prima.

Kumar ha anche accennato a piani oltre gli smart ring, affermando che Ultrahuman sta lavorando a un nuovo dispositivo wearable focalizzato su un biomarcatore diverso, mentre l’azienda è alla ricerca continua di nuove strategie per espandere il proprio portafoglio prodotti oltre agli anelli smart.