Il dibattito sull’Intelligenza Artificiale Generativa applicata ai videogiochi continua a crescere, soprattutto dopo la presentazione del DLSS 5 e delle nuove tecniche di neural rendering introdotte da NVIDIA. Le prime dimostrazioni hanno infatti sollevato diversi dubbi non solo tra i giocatori, ma anche tra gli stessi addetti ai lavori, riaccendendo il confronto sul ruolo dell’AI nella produzione videoludica.

In questo contesto, Capcom è intervenuta per chiarire la propria posizione durante una recente call con gli investitori, chiarendo in modo molto preciso come intende utilizzare le varie tecnologie basate su AI nei propri processi di sviluppo futuri.

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Capcom: AI come supporto allo sviluppo, ma non nei contenuti finali

Nel corso dell’incontro con gli investitori, Capcom ha delineato una strategia chiara sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, distinguendo nettamente tra strumenti di supporto e contenuti destinati al prodotto finale. L’azienda ha infatti confermato che non verranno utilizzati materiali o asset generati tramite AI all’interno dei videogiochi pubblicati, mantenendo quindi un approccio tradizionale per quanto riguarda la componente artistica e creativa.

Allo stesso tempo, Capcom ha evidenziato come queste tecnologie di ultima generazione siano un’opportunità concreta per migliorare l’efficienza dello sviluppo, con applicazioni che riguardano ambiti come grafica, audio e programmazione. L’obiettivo è accelerare i processi produttivi senza andare a sostituire il contributo diretto degli sviluppatori e, in sostanza, dell’essere umano.

Questa posizione arriva in un momento particolarmente delicato per il settore, anche alla luce delle polemiche legate al DLSS 5 di NVIDIA, tecnologia che introduce un approccio basato su neural rendering e sull’utilizzo di modelli AI per intervenire direttamente sulla resa visiva delle scene. Le critiche emerse nelle ultime settimane si concentrano soprattutto sul rischio che l’Intelligenza Artificiale possa alterare l’identità visiva dei giochi, intervenendo su elementi come illuminazione, materiali e dettagli dei personaggi in modo non sempre coerente con la direzione artistica originale.

In questo scenario, la posizione di Capcom si inserisce come un punto di equilibrio, o meglio uno spartiacque; da un lato c’è l’apertura verso l’AI come strumento per migliorare produttività e workflow, dall’altro la volontà di preservare il controllo creativo e l’identità artistica dei propri titoli, evitando l’introduzione di contenuti generati direttamente dall’AI nei prodotti finali, questo a prescindere dai risultati che si possono o potranno ottenere anche in un imminente futuro.