Il gigantesco progetto Stargate, pensato per supportare l’espansione dell’intelligenza artificiale su scala industriale, sembra attraversare una fase tutt’altro che semplice; nelle ultime ore è infatti emerso che l’espansione del grande campus di data center ad Abilene, in Texas, non andrà avanti come inizialmente previsto, dopo che le trattative tra OpenAI e Oracle si sono interrotte senza raggiungere un accordo definitivo.

La notizia, riportata da Bloomberg, non significa necessariamente che l’intero progetto Stargate sia stato cancellato (come qualcuno ha ipotizzato nelle prime ore), ma rappresenta comunque un segnale interessante in un settore che, almeno sulla carta, continua a crescere a ritmi molto elevati.

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L’espansione del progetto Stargate di OpenAI si ferma (per ora)

Per comprendere la portata della vicenda è utile fare un passo indietro, il campus di Abilene, in Texas, rappresenta uno dei più grandi progetti di infrastruttura per l’intelligenza artificiale mai annunciati finora e costituisce una parte importante del progetto Stargate, iniziativa resa pubblica lo scorso anno alla Casa Bianca.

L’idea alla base era quella di costruire un enorme polo di data center dedicati all’IA, capace di supportare l’addestramento e l’esecuzione di modelli avanzati sviluppati da OpenAI.

Negli ultimi mesi tuttavia, le aziende coinvolte, tra cui Oracle e la società di infrastrutture energetiche Crusoe Energy Systems, avevano avviato discussioni per aumentare significativamente la capacità energetica del sito.

In particolare, la capacità prevista sarebbe dovuta passare da circa 1,2 GW a circa 2 GW, l’espansione richiedeva nuovi accordi di finanziamento ed erano necessarie ulteriori infrastrutture energetiche locali; proprio su questi aspetti le trattative si sarebbero complicate, fino a interrompersi definitivamente.

È importante sottolineare che il progetto non è stato completamente abbandonato, il campus di Abilene, che copre circa 1.000 acri, è infatti già parzialmente operativo e alcune strutture risultano attive.

Secondo quanto riportato, Oracle ha già installato numerosi server basati su hardware NVIDIA, utilizzati da OpenAI per l’addestramento e l’esecuzione dei suoi sistemi di intelligenza artificiale.

Tuttavia, non sono mancati alcuni problemi operativi. All’inizio dell’anno per esempio forti condizioni meteorologiche invernali hanno causato l’interruzione di alcune infrastrutture di raffreddamento a liquido, costringendo diversi edifici del campus a rimanere offline per alcuni giorni. Secondo le aziende coinvolte, comunque, la collaborazione resta solida e lo sviluppo complessivo del progetto prosegue.

Nel frattempo la situazione potrebbe evolvere in maniera piuttosto interessante, a causa delle tensioni tra i partner del progetto Crusoe Energy Systems avrebbe iniziato a cercare nuovi potenziali clienti per occupare la capacità non utilizzata.

In questo contesto sarebbe intervenuta NVIDIA, che avrebbe versato un anticipo da 150 milioni di dollari per sostenere il progetto e, soprattutto, per garantire che il sito continuasse a utilizzare hardware basato sulle sue GPU, invece di soluzioni concorrenti.

Parallelamente, sarebbe entrata in scena anche Meta Platforms, che potrebbe diventare un potenziale inquilino della capacità di calcolo aggiuntiva disponibile nel campus; al momento tuttavia, Meta non ha ancora confermato ufficialmente l’intenzione di espandersi nel sito di Abilene.

Nonostante questo stop all’espansione locale, la partnership tra OpenAI e Oracle resta attiva. Lo scorso anno infatti, Oracle ha accettato di sviluppare circa 4,5 GW di capacità di data center dedicata alle infrastrutture IA di OpenAI, un piano che comprende anche altri siti negli Stati Uniti, tra cui uno vicino a Detroit.

Insomma, più che una cancellazione definitiva, quello che stiamo osservando sembra essere un rallentamento e una ridefinizione delle priorità in uno dei progetti più ambiziosi del settore.

Resta ora da capire se l’interesse di Meta Platforms, e il coinvolgimento diretto di NVIDIA, possa trasformare il campus di Abilene in un hub condiviso tra più aziende IA, oppure se OpenAI deciderà di rivedere nuovamente i propri piani di espansione.