Amazfit ha appena presentato  T-Rex Ultra 2, il modello più estremo che il brand abbia mai prodotto. Prima ancora di averlo tra le mani per una prova sul campo, è utile capire cosa lo distingue da Amazfit T-Rex 3 Pro (qui trovate la nostra recensione completa), che abbiamo già testato e che resta un punto di riferimento solido nella gamma. Questo è un confronto sulla carta: le differenze reali in termini di utilizzo quotidiano, precisione GPS e usabilità le scopriremo solo quando potremo mettere i due dispositivi a confronto diretto durante le attività outdoor. Detto questo, i dati tecnici raccontano già una storia abbastanza chiara.

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Una bestia, più grande e ambiziosa

La prima differenza che salta all’occhio è fisica. Amazfit T-Rex Ultra 2 utilizza un case da 51 mm, contro i 48 mm del T-Rex 3 Pro (che esiste anche in versione da 44 mm). Non è una differenza banale: 3 millimetri in più sul polso si sentono, soprattutto durante la notte o per chi ha un polso non particolarmente grande. E il peso è ancora più eloquente: l’Ultra 2 arriva a 89,2 grammi, quasi il doppio dei 49 grammi del T-Rex 3 Pro nella versione da 48 mm. Chi è abituato a un orologio sportivo leggero dovrà tenere bene in mente questa cifra prima di fare un acquisto.

Sul fronte materiali, entrambi i modelli usano titanio di grado 5 per la lunetta e i pulsanti. La novità dell’Ultra 2 è il pannello posteriore anch’esso in titanio di grado 5, mentre il T-Rex 3 Pro ha un fondello in polimero. Una differenza che si traduce in maggiore solidità percepita e, probabilmente, in una migliore resistenza agli urti e alla corrosione in ambienti estremi, ma anche nel peso aggiuntivo già citato. Display e vetro sono invece sostanzialmente equivalenti: AMOLED da 1,5 pollici su entrambi i modelli nella versione 48 mm, picco di luminosità a 3000 nit, vetro zaffiro a proteggere il tutto.

Batteria e storage, un grande cambiamento

Qui la differenza è più concreta. Amazfit T-Rex Ultra 2 monta una batteria da 870 mAh contro i 700 mAh del T-Rex 3 Pro, con un’autonomia dichiarata di 30 giorni in modalità standard e oltre 50 ore di tracciamento GPS ad alta precisione. Il T-Rex 3 Pro si ferma a 25 giorni e 38 ore GPS. Il guadagno c’è, ma non è rivoluzionario, difficilmente sarà il fattore decisivo per chi già possiede il modello precedente.

Più rilevante, almeno per un certo tipo di utilizzo, è il raddoppio della memoria interna che passa da 32 GB a 64 GB. Questa capienza extra non è pensata per la musica o per le app, quanto piuttosto per ospitare mappe topografiche offline di aree molto più estese, senza dover ricorrere continuamente all’applicazione sulo smartphone per caricare e scaricare file.

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Navigazione offline, novità sostanziali

È qui che Amazfit T-Tex Ultra 2 gioca la sua carta più interessante rispetto al predecessore. La pianificazione di percorsi offline è stata estesa fino a 100 chilometri: è possibile impostare una destinazione direttamente dal polso, senza connessione telefonica, e ricevere indicazioni turn-by-turn lungo l’intero tragitto. Amazfit T-Rex 3 Pro supporta il routing di base, ma non è ottimizzato per distanze di questo tipo in modalità completamente offline.

Si aggiungono inoltre dati di elevazione più dettagliati, oltre alla segmentazione delle salite, con la possibilità di impostare checkpoint per soste idriche o riposo, e farle apparire direttamente sulla timeline del percorso. Sulla carta questi strumenti rendono l’Ultra 2 più adatto a uscite lunghe e complesse, mentre T-Rex 3 Pro rimane perfettamente valido per l’escursionismo e le attività all’aperto di tipo standard.

Un particolare che potrebbe sembrare secondario, ma che in certi contesti fa la differenza, riguarda la torcia integrata. Entrambi i modelli ne sono dotati, con luce principale bianca. Mentre T-Rex 3 Pro utilizza il rosso come colore secondario, T-Rex Ultra 2 passa al verde. La luce verde è percepita dall’occhio umano con maggiore facilità a bassa intensità, offre un miglior contrasto sul terreno e risulta compatibile con eventuali dispositivi di visione notturna. Non è un dettaglio per tutti, ma chi fa spesso attività notturne in ambiente alpino o militare, ne trarrà indubbiamentevantaggio.

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Vale la pena cambiare?

Se dobbiamo guardare al confronto solo sulla carta, la risposta è: dipende. Se utilizzate già il T-Rex 3 Pro e siete soddisfatti delle sue prestazioni, il salto all’Ultra 2 non sembra giustificarsi a meno che non abbiate specifiche esigenze di navigazione offline su lunghe distanze o non vi troviate spesso a corto di spazio per le mappe. Il prezzo di 549 euro contro i circa 399 euro del 3 Pro è un divario di 150 euro che si traduce essenzialmente in più storage, più metallo e una batteria leggermente più capiente.

Per chi invece parte da zero e cerca il massimo che Amazfit abbia da offrire in chiave outdoor, T-Rex Ultra 2 è chiaramente il modello più ambizioso del catalogo attuale. Ma lo ripetiamo: queste sono valutazioni basate sui dati dichiarati. Come si comportano realmente i due orologi su un sentiero, quanto sono precisi nella navigazione e quanto durano davvero in condizioni reali sono domande a cui risponderemo solo quando avremo T-Rex Ultra 2 al polso per un confronto sul campo diretto con il T-Rex 3 Pro.

Amazfit T-Rex Ultra 2 vs T-Rex 3 Pro — Confronto tecnico

Specifica T-Rex Ultra 2 T-Rex 3 Pro
Dimensione case 51 mm 48 mm / 44 mm
Peso 89,2 g 49 g (48 mm)
Materiale posteriore Titanio grado 5 Nuovo Polimero
Display AMOLED 1,5″ AMOLED 1,5″ / 1,32″
Luminosità picco 3.000 nit 3.000 nit
Vetro Zaffiro Zaffiro
Batteria 870 mAh 700 mAh
Autonomia dichiarata 30 giorni / 50h GPS 25 giorni / 38h GPS
Storage interno 64 GB Nuovo 32 GB
Navigazione offline Fino a 100 km Nuovo Routing base
Mappe precaricate Base map globale inclusa Via app
Sensore biometrico BioTracker 6.0 PPG BioTracker 6.0 PPG
GNSS Dual band Dual band
Torcia secondaria Verde Nuovo Rossa
Prezzo 549,90 € 399,90 €

 

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