L’Europa ha raggiunto un traguardo storico nel settore automobilistico: per la prima volta le vendite di auto elettriche hanno superato quelle diesel, raddoppiandole addirittura. Questo cambiamento epocale ridisegna la mappa del mercato continentale, anche se l’Italia continua a seguire una strada diversa dal resto d’Europa.
Il sorpasso storico dell’elettrico
I numeri del 2025 parlano chiaro: quasi 2,6 milioni di automobilisti europei hanno scelto un veicolo elettrico (BEV), mentre il diesel si è fermato a poco più di 1 milione di consegne. La differenza è impressionante: oltre 1,5 milioni di unità separano le due motorizzazioni, con l’elettrico che registra una crescita del +29,7% mentre il gasolio perde terreno con un -24%.
La quota di mercato riflette perfettamente questo cambio di paradigma. Le auto elettriche conquistano il 19,5% del mercato europeo (in crescita del +4,1% rispetto all’anno precedente), mentre il diesel scende al 7,7% (-2,7%). Questo dato comprende l’intera area europea: Unione Europea, Regno Unito ed Efta.
Il mercato automobilistico europeo nel suo complesso mostra segni di vitalità, con oltre 13,2 milioni di immatricolazioni totali e una crescita del +2,4%. Questo incremento dimostra come la transizione verso l’elettrico non stia penalizzando il volume complessivo delle vendite.
L’eccezione italiana nel panorama europeo
L’Italia racconta una storia completamente diversa. Nel nostro Paese, le auto elettriche non raggiungono le 95.000 unità vendute, nonostante una crescita significativa del +44,2% favorita anche dagli incentivi governativi. Il diesel, invece, mantiene il primato con oltre 147.000 vendite, pur registrando un calo del -31,5%.
Questa differenza si traduce in quote di mercato che ribaltano il trend europeo: in Italia l’elettrico si ferma al 6,2%, mentre il diesel mantiene il 9,7%. Un gap che evidenzia quanto il nostro Paese sia ancora legato alle motorizzazioni tradizionali.
Purtroppo per l’Italia, il mercato automobilistico nazionale segna un -2,1%, andando in controtendenza rispetto alla crescita europea. Questo dato arriva proprio mentre il ministro delle Imprese Adolfo Urso si reca a Bruxelles per incontrare la delegazione italiana e il commissario UE al Mercato interno Stephane Sejourne.
Le sfide della neutralità tecnologica
Durante questi incontri istituzionali emergono le preoccupazioni italiane sulla direzione della politica automotive europea. Urso ha sottolineato come “la recente proposta di revisione del regolamento emissioni CO2 auto e van della Commissione non garantisce ancora una reale neutralità tecnologica”.
La posizione italiana punta a un’apertura ai carburanti rinnovabili che coinvolga tutte le motorizzazioni, non solo quelle elettriche. Questa visione riflette l’approccio del nostro Paese, che cerca di mantenere vive le alternative tecnologiche nel percorso verso la decarbonizzazione del trasporto.
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