Come abbiamo avuto modo di vedere solo qualche giorno fa, la Formula 1 si prepara a una svolta epocale con il regolamento 2026 che va a cambiare profondamente le vetture non solo esternamente ma anche internamente, con power unit di nuova generazione che sono caratterizzate da una spartizione praticamente 50:50 tra componente elettrica e componente termica e, non finisce qua, i team dovranno sfruttare dovrà carburanti al 100% sostenibili e a zero emissioni.
A poche settimane dall’inizio dei test pre-stagionali (la prima sessione di shakedown “a porte chiuse” avrà luogo dal 26 al 30 gennaio 2026), la transizione si sta rivelando più complessa e (soprattutto) costosa del previsto, con un’impennata vertiginosa dei prezzi che arrivano a sfiorare i 250 euro al litro: per venire incontro ai team e scongiurare lo spreco di risorse economiche, la Federazione Internazionale ha deciso di posticipare il termine ultimo per l’omologazione definitiva dei carburanti per la stagione 2026, aprendo le porte all’uso di miscele “in via di definizione” (quindi sperimentali) durante i test pre-stagionali.
La rivoluzione 2026 della Formula 1 passa anche dai carburanti
Il regolamento 2026 della Formula 1 prevede che i motoristi utilizzino carburanti al 100% sostenibili e a zero emissioni, aspetto che ha reso fondamentale il contributo del fornitore di carburanti nella buona riuscita del progetto power unit 2026.
La realizzazione di questi carburanti ad alta tecnologia si sta rilevando più costosa e complessa del previsto: le nuove miscele sono ottenute da biomasse o processi sintetici e richiedono la necessità di creare in laboratorio molecole complesse per garantire la massima densità energetica.
Tutto ciò ho contribuito al raggiungimento di costi potenziali assurdi, circa 250 euro al litro, che mettono a nudo la fragilità di questa transizione green: i fornitori di carburanti hanno dovuto riscrivere la “chimica” dei motori che rischiano di essere messi alla frusta dai composti aggressivi.
Alcuni composti, infatti, possono corrodere le guarnizioni e danneggiare alcuni sensori, ragione per cui i motoristi stanno percorrendo strade particolari in ottica affidabilità (come Ferrari che pare aver optato per una lega di acciaio per la realizzazione della testata).
Un altro aspetto del nuovo regolamento da tenere in considerazione è il cambio di paradigma per quanto concerne le limitazioni sull’energia che possono generare i motori: il limite sarà sul flusso di energia, fissato a 3.000 MJ/h, e motoristi e fornitori di carburanti dovranno ottimizzare il tutto affinché il motore sia in grado di estrarre il massimo del proprio potenziale.
I “chimici” stanno lavorando su additivi avanzati e devono condurre milioni di simulazioni per trovare la ricetta perfetta che garantisca la combustione ideale, senza impurità. Proprio questa ricerca esasperata sulla ricetta perfetta è una delle cause principali dell’esplosione dei costi di sviluppo che, all’atto pratico, si traducono in prezzi al litro vicini ai 250 euro.
Credits: formula1.com
La FIA offre una deroga: niente omologazione per i carburanti dei test
Per permettere ai team di lavorare in maniera più serena in vista della nuova stagione, la Federazione Internazionale ha concesso l’utilizzo di carboranti non ancora omologati e in alcuni casi persino di vecchia generazione (quindi carburanti fossili) durante tutte e tre le sessioni di test (anche nelle due in Bahrain che si svolgeranno a febbraio).
Questa è un’ottima notizia per tutti, specie considerando che, altrimenti, ogni team avrebbe dovuto seguire l’iter burocratico per l’omologazione di ogni singola miscela da utilizzare anche solo durante i test.
Specie per quanto concerne i team con meno risorse, senza questa deroga sarebbe stato quasi impossibile verificare l’affidabilità meccanica delle nuove power unit in pista, soprattutto nel caso in cui in un qualsiasi momento si fosse verificato un guasto qualsiasi (non avrebbero nemmeno avuto il tempo di mettere a punto una nuova miscela e proseguire coi test).
Questa deroga ha però una scadenza precisa: i team dovranno finalizzare e omologare il carburante definitivo per la stagione entro il Gran Premio d’Australia, quello che inaugurerà la stagione 2026 di Formula 1 (weekend dal 6 all’8 marzo 2026).
Considerando che manca una settimana allo shakedown, che mancano un paio di settimane alla prima “vera” sessione di test pre-stagionali e che mancano meno di due mesi al primo weekend di gara dell’anno, molti team dovrebbero essere già in possesso di una miscela che si avvicina di molto a quella definitiva. Vedremo se questa deroga otterrà il risultato sperato dalla FIA (e dai team) o se finirà col generare caos e ulteriori tensioni logistiche a ridosso del debutto mondiale.
Tutte le sessioni in diretta del campionato mondiale 2026 di Formula 1 verranno trasmesse esclusivamente su Sky e su NOW, il servizio in abbonamento solo online della piattaforma:
- L’abbonamento a Sky (pacchetto Sky + Sky Sport) ha un costo in offerta di 24,99 euro al mese, invece di 51,90 euro al mese, garantendo una permanenza minima di 18 mesi; è previsto un costo di attivazione pari a 19 euro; clicca qui per maggiori info e per abbonarti.
- L’abbonamento al pacchetto Sport di NOW ha un costo di 19,99 euro al mese, garantendo una permanenza minima di 12 mesi; in caso contrario, il prezzo sale a 29,99 euro al mese; clicca qui per maggiori info e per abbonarti.
I nostri contenuti da non perdere:
- 🔝 Importante: Asus spiega perché la carenza di memoria non ha ancora fatto esplodere i prezzi di laptop e console
- 💰 Risparmia sulla tecnologia: segui Prezzi.Tech su Telegram, il miglior canale di offerte
- 🏡 Seguici anche sul canale Telegram Offerte.Casa per sconti su prodotti di largo consumo

