Il tema dell’aumento dei prezzi dell’hardware, e in particolare della memoria RAM e dello storage, continua a farsi sentire in modo sempre più evidente anche nel mercato dei PC da gaming preassemblati, spesso e volentieri scelti dagli utenti per evitare la complessità dell’assemblaggio manuale e, almeno sulla carta, per avere una maggiore certezza sui costi finali. Tuttavia, come dimostra un caso che sta facendo discutere in rete in queste ore e che riguarda Corsair, nemmeno i sistemi preassemblati sembrano essere al riparo dalla volatilità dei prezzi.

Secondo quanto emerso da un thread su Reddit, Corsair sarebbe stata accusata di aver annullato un ordine già pagato per poi rimettere in vendita lo stesso PC a un prezzo sensibilmente più alto, con un incremento di ben 800 dollari rispetto alla cifra iniziale.

Corsair avrebbe annullato l’ordine di un PC preassemblato aumentando il prezzo di 800 dollari

Entrando più nel dettaglio, un utente Reddit afferma di aver acquistato il 31 dicembre 2025 un PC da gaming preassemblato Corsair Vengeance a5100, una macchina di fascia alta nella configurazione scelta, dotata di 32 GB di RAM DDR5 e SSD M.2 da 2 TB, pagando 3,499,99 dollari.

A distanza di poco tempo tuttavia, l’utente si sarebbe visto recapitare una comunicazione di annullamento dell’ordine, senza spiegazioni particolarmente dettagliate; la sorpresa più grande è arrivata subito dopo: lo stesso sistema risultava nuovamente disponibile sul sito Corsair, ma a un prezzo di 4.299,99 dollari, ovvero 800 dollari in più rispetto all’acquisto originale.

Secondo l’acquirente, Corsair si sarebbe semplicemente resa conto che il prezzo iniziale era diventato improvvisamente troppo conveniente, soprattutto alla luce del continuo aumento dei prezzi delle memorie DDR5, che da settimane stanno registrando oscillazioni giornaliere.

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Dal punto di vista legale, la situazione non è così lineare come potrebbe sembrare a prima vista, in molti mercati infatti, una volta ricevuto il pagamento il venditore è teoricamente obbligato a onorare la vendita, soprattutto quando non si tratta di un errore di prezzo evidente.

Nel caso specifico, 3.500 dollari non rappresentano affatto una cifra irrealistica per un PC da gaming preassemblato di fascia alta con specifiche simili, ed è proprio questo dettaglio a rendere la vicenda particolarmente controversa. Inoltre, appare quantomeno improbabile che RAM o SSD possano aumentare di valore di diverse centinaia di dollari da un giorno all’altro.

Detto questo, va anche ricordato che alcuni store online considerano il contratto effettivamente concluso solo al momento della preparazione o spedizione dell’ordine, lasciandosi così un margine per eventuali annullamenti. Una pratica che, pur potendo rientrare nei termini di servizio, rischia seriamente di danneggiare la reputazione del venditore, soprattutto quando il caso diventa di dominio pubblico.

Un altro aspetto che ha alimentato le critiche riguarda la mancanza di comunicazioni ufficiali da parte di Corsair in merito alla carenza di memoria e all’impatto dei prezzi sui propri prodotti. Diversamente, altri produttori di PC e laptop da gaming preassemblati hanno adottato un approccio decisamente più trasparente, informando in anticipo i clienti di eventuali rincari o modifiche alle configurazioni disponibili.

In quei casi, non sono emerse segnalazioni di ordini annullati dopo il pagamento, un dettaglio che rafforza ulteriormente le perplessità attorno alla gestione della vicenda Corsair.

Va comunque sottolineato che l’aumento dei prezzi delle memorie potrebbe non essere l’unica spiegazione possibile, in alcuni casi i rivenditori online possono annullare un ordine anche a seguito di problemi legati al metodo di pagamento o all’indirizzo di spedizione, rilevati solo dopo l’elaborazione iniziale.

Rilevando però il malcontento generato online, un rappresentante di Corsair è intervenuto direttamente nel thread di Reddit, affermando che l’azienda sta indagando sull’accaduto; secondo gli ultimi aggiornamenti, l’utente potrebbe ancora ricevere il PC al prezzo originale, anche se al momento non ci sono conferme definitive.

In attesa di ulteriori sviluppi, il caso solleva interrogativi importanti su trasparenza, affidabilità e tutela del consumatore, soprattutto in un periodo storico in cui i prezzi dell’hardware sono tutt’altro che stabili. Gli utenti dunque, dovranno probabilmente prestare ancora più attenzione anche quando acquistano PC preassemblati da brand noti, nella speranza che episodi simili rimangano isolati e non diventino una prassi.