Il tema dello SPID a pagamento torna nuovamente al centro dell’attenzione e, questa volta, coinvolge il provider più utilizzato in assoluto. Dopo quanto già visto con altri gestori, anche Poste Italiane ha ufficializzato l’introduzione di un canone annuale per l’utilizzo dello SPID, segnando un passaggio importante per milioni di cittadini italiani.

La novità è entrata in vigore con l’inizio del 2026, ma non riguarda tutti indistintamente e, soprattutto, non prevede un pagamento immediato. Come spesso accade in questi casi, è dunque necessario fare un po’ di chiarezza su costi, scadenze e categorie esentate.

Quanto costa e quando va pagato lo SPID di Poste Italiane

Il prezzo fissato da Poste è pari a 6 euro all’anno (IVA inclusa), una cifra perfettamente in linea con quella già adottata da altri provider come Aruba e Infocert. Un importo relativamente contenuto, ma che assume un peso diverso se si considera che Poste gestisce circa il 72% degli SPID attivi, coinvolgendo potenzialmente decine di milioni di utenti.

Per i nuovi clienti, lo SPID rimarrà gratuito per il primo anno, mentre chi possiede già un’identità digitale PosteID dovrà effettuare il pagamento solo al momento del rinnovo, e non subito.

Fino ad oggi, l’identità SPID veniva rinnovata automaticamente ogni anno, senza alcuna azione da parte dell’utente; con il nuovo modello invece, il rinnovo sarà subordinato al pagamento del canone annuale.

Per conoscere la data di scadenza del proprio SPID è sufficiente accedere all’area personale su posteid.poste.it. In ogni caso, 30 giorni prima della scadenza Poste invierà un’email di avviso per informare l’utente dell’imminente rinnovo e della necessità di effettuare il pagamento per continuare a utilizzare il servizio.

Il pagamento potrà essere effettuato in diversi modi:

  • online, accedendo con SPID all’area personale oppure tramite una pagina dedicata, inserendo Codice Fiscale e indirizzo email
  • di persona, recandosi in qualsiasi ufficio postale e fornendo esclusivamente il Codice Fiscale dell’intestatario, che non deve necessariamente essere presente fisicamente

Dall’area personale del sito ufficiale emerge inoltre che, in futuro, potrebbe essere introdotta anche la possibilità di rinnovo automatico, anche se al momento non è ancora disponibile.

Nel caso in cui il rinnovo non venga pagato entro la scadenza, lo SPID non verrà cancellato immediatamente; l’identità digitale resterà infatti esistente per 24 mesi, ma verrà sospesa, rendendo impossibile l’accesso ai servizi fino al pagamento della quota dovuta. Come per ogni modifica contrattuale, chi non intende accettare le nuove condizioni potrà recedere entro 30 giorni senza alcun costo.

Un aspetto importante, spesso e volentieri sottovalutato, è che lo SPID di Poste non diventa a pagamento per tutti; il servizio resterà infatti gratuito per le seguenti categorie: minorenni, persone con più di 75 anni, residenti all’estero, titolari di SPID a uso professionale. Si tratta di un’esenzione che limita, almeno in parte, l’impatto del cambiamento, pur coinvolgendo comunque una platea molto ampia di cittadini.

Le motivazioni alla base di questa scelta sono sostanzialmente le stesse già adottate dagli altri provider, ovvero costi di gestione sempre più elevati e un sostegno pubblico non stabile. I fondi destinati ai gestori SPID infatti, sono stati congelati dal 2023 fino ad aprile 2025, costringendo le aziende a sostenere autonomamente l’infrastruttura. Nel caso di Poste Italiane, il problema è amplificato dall’enorme numero di identità digitali gestite, difficili da mantenere senza una fonte di finanziamento certa.

Per chi non intende rinnovare lo SPID a pagamento restano comunque alcune alternative, oltre ad altri provider che offrono ancora SPID gratuitamente, esiste anche la soluzione statale CieID, riservata a chi possiede la Carta d’Identità Elettronica.

CieID è gratuito, rapido da utilizzare ed è già supportato dalla maggior parte dei portali della Pubblica Amministrazione, oltre a un numero sempre crescente di servizi privati.

Il passaggio allo SPID a pagamento da parte di Poste rappresenta dunque un cambiamento significativo, soprattutto per la sua portata; resta da capire se e come evolverà il sistema nei prossimi anni, tra sostenibilità economica, sicurezza e alternative digitali sempre più centrali nella vita quotidiana dei cittadini.

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