Produzione elettronica in Cina

Qualche giorno fa è emersa in rete la presunta notizia che Foxconn, principale partner di Apple per l’assemblaggio di iPhone e iPad, abbia avviato un piano di emergenza per spostare parte della produzione al di fuori della Cina per paura dei possibili dazi imposti dagli USA alle importazioni cinesi. Ebbene, sembra che Apple e Foxconn non siano sole: anche HP, Dell, Microsoft, Google, Amazon, Sony, Lenovo, Acer, Asus e Nintendo hanno incominciato seriamente a spostare parte della produzione al di fuori della Cina.

Stando a un report pubblicato dal Nikkei:

I produttori globali di elettronica di consumo come HP, Dell, Microsoft e Amazon stanno cercando di spostare una notevole capacità produttiva fuori dalla Cina, unendosi a un esodo crescente che minaccia di minare la posizione del paese come la potenza mondiale della manifattura.

HP e Dell, i produttori di personal computer numero 1 e 3 al mondo che insieme gestiscono circa il 40% del mercato globale, stanno pianificando di riallocare fino al 30% della produzione di notebook fuori dalla Cina.

Microsoft, Google, Amazon, Sony e Nintendo stanno anche cercando di spostare parte della produzione delle loro console di gioco e degli smart speaker fuori dal paese.

Ricordiamo che l’idea di Donald Trump è quella di proporre dei dazi fino al 25% su tutti i prodotti tecnologici importati dalla Cina agli USA. Ciò comporterebbe un costo eccessivo che, venendo passato ai consumatori finali, farebbe schizzare in alto il costo dei vari prodotti.

È bene precisare che è molto probabile che le aziende spostino dalla Cina solo la produzione destinata agli USA, visto che l’Europa non sembra avere particolari interessi nel proporre dazi commerciali.