Ci sono prodotti che quando li tieni in mano per la prima volta pensi: aspetta, ma quanto costano questi? E poi quando scopri il prezzo, o meglio, quando realizzi cosa offrono a quel prezzo, ti prende quella sensazione mista di stupore e rispetto.
Le OPPO Enco Air5 Pro rientrano esattamente in questa categoria. Parliamo di auricolari TWS che propongono una cancellazione attiva del rumore da 55 dB, il codec LHDC 5.0, il Bluetooth 6.0 e fino a 54 ore di autonomia totale, il tutto a 89,99€ nel mercato europeo su oppostore. Sulla carta sembra quasi impossibile. Nella pratica? Quasi lo è davvero, ma con qualche asterisco che vale la pena approfondire e lo faremo in questa recensione, punto per punto, senza sconti e senza omissioni.
Indice:
- Confezione e prima impressione
- Design e build quality: minimalismo funzionale
- Indossabilità e comfort: ore di ascolto senza fatica
- Connettività e pairing: Bluetooth 6.0 è un salto generazionale
- Controlli touch: versatili ma con qualche compromesso
- Qualità audio: un driver da 12mm che sorprende
- LHDC 5.0: la differenza di sente
- Performance in chiamata: tre microfoni al lavoro
- Autonomia e ricarica: i numeri fanno la differenza
- App e funzioni software: l’ecosistema OPPO premia
- Conclusione
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Confezione e prima impressione
Aprire la scatola delle OPPO Enco Air5 Pro non è un’esperienza memorabile come potrebbe esserlo un prodotto Apple o Sony, ma OPPO ha comunque curato i dettagli quel tanto che basta per non deludere. All’interno della confezione si trovano le cuffie già posizionate nella custodia di ricarica, un cavetto USB Type-C, tre taglie di gommini intercambiabili, Small, Medium (pre-installato) e Large, oltre al manuale e alle informazioni sulla garanzia.

Niente di sconvolgente, ma tutto quello che serve c’è. Avremmo gradito l’inclusione di una quarta taglia di gommini (XS o XL), perché chi ha il canale auricolare particolarmente piccolo o grande sa bene quanto i gommini giusti possano fare la differenza sia nel comfort che nell’isolamento passivo. Piccola mancanza, ma la segnaliamo.
La prima cosa che noterete aprendo la scatola è il finish opaco di tutto il prodotto. La custodia, gli auricolari: tutto matte. E già questo dettaglio dice che OPPO ha fatto una scelta precisa e consapevole, quella di privilegiare la praticità quotidiana all’estetica patinata.
Design e build quality: minimalismo funzionale
Il design delle Enco Air5 Pro è quello di un prodotto che vuole passare inosservato, nel senso migliore del termine. La custodia di ricarica ha una forma tondeggiante, compatta, con quel finish opaco che non attira impronte e che si infila in qualsiasi tasca senza ingombrare. Pesa solo 43 grammi, il che la rende una delle custodie più leggere nella sua fascia di prezzo. Sul retro troviamo la porta USB Type-C per la ricarica e il tasto di setup per il pairing manuale. Sul frontale, un piccolo LED indicatore che si illumina in verde (batteria alta), arancione (in carica) o rosso (batteria bassa): semplice, immediato, funzionale.

Gli auricolari stessi pesano solo 4,4 grammi ciascuno, un dato che inizialmente può sembrare banale, ma che nella pratica fa tutta la differenza durante sessioni di ascolto prolungate. Niente pressione, niente stanchezza. Il design in-ear con stelo corto (tipo AirPods, per intenderci) si adatta bene alla morfologia della maggior parte delle orecchie, e i magneti interni della custodia tengono gli auricolari saldamente al loro posto, nessun rischio che scivolino fuori mentre siete in tasca o nello zaino.
La costruzione è interamente in plastica opaca, e qui bisogna essere onesti: è buona plastica, solida, ben assemblata, ma pur sempre plastica. Non ci sono rivestimenti in gomma, non c’è metallo, nessun tocco premium che giustificherebbe un prezzo superiore. Il che va bene, considerato il target di prezzo, ma se siete il tipo di persona che dà molta importanza al “tocco” di un prodotto nella mano, sappiatelo.

Quello che invece stupisce positivamente è la certificazione IP55, che garantisce resistenza alla polvere e agli schizzi d’acqua. Potete usarle mentre correte sotto una leggera pioggia, in palestra sudando, in estate sotto il sole cocente. Non potete immergerle in acqua, ma per un utilizzo quotidiano e sportivo l’IP55 è più che sufficiente e trovarlo a questo prezzo non è affatto scontato. La custodia, invece, non ha certificazione IP: tenetela al riparo dall’acqua.
Indossabilità e comfort: ore di ascolto senza fatica
Il comfort è probabilmente il fattore più soggettivo in una recensione di auricolari, ma possiamo dirvi che le Enco Air5 Pro si comportano molto bene su questo fronte. Il design in-ear con stelo si adatta con naturalezza, e il fit è abbastanza sicuro da reggere durante attività fisiche come la corsa o il ciclismo senza rischiare di cadere.
I gommini in silicone pre-installati nella taglia Medium funzionano bene per la maggior parte delle orecchie. Il consiglio è di dedicare cinque minuti al Fit Test integrato nell’app, una funzione che riproduce una traccia audio per verificare se il sigillo con il canale auricolare è ottimale. È un dettaglio che molte aziende ignorano ancora oggi, e invece qui fa una differenza concreta sulla resa dell’ANC. Se il sigillo non è perfetto, la cancellazione del rumore ne risente notevolmente, provatelo prima di giudicare la qualità dell’ANC.



Il sensore ottico di wear detection funziona bene: rimuovete un auricolare e la musica si mette automaticamente in pausa; rimettete l’auricolare e la riproduzione riprende. Sembra una banalità nel 2026, ma ci sono ancora prodotti a questo prezzo che non ce l’hanno. OPPO l’ha implementato correttamente, senza ritardi fastidiosi.
Connettività e pairing: Bluetooth 6.0 è un salto generazionale
Una delle specifiche più sorprendenti delle Enco Air5 Pro è la presenza del Bluetooth 6.0, una versione dello standard wireless che nella fascia sotto i 100€ si vede raramente, se non praticamente mai. Cosa cambia rispetto al Bluetooth 5.3 o 5.4? In termini pratici: connessione più stabile, latenza ridotta, migliore gestione della doppia connessione simultanea e un consumo energetico leggermente più efficiente.
Durante le settimane di utilizzo non abbiamo mai registrato disconnessioni improvvise, né saltelli audio nella riproduzione, nemmeno in ambienti “rumorosi” dal punto di vista delle frequenze radio come un ufficio open space o la metropolitana. La connessione dual device, che permette di essere connessi contemporaneamente a due dispositivi, ad esempio smartphone e laptop, funziona correttamente, anche se il passaggio tra un dispositivo e l’altro non è sempre istantaneo come quello di prodotti di fascia superiore. Aspettate qualche secondo e il gioco è fatto.

Il pairing con dispositivi OPPO, OnePlus e realme è facilitato dall’apertura automatica della custodia in prossimità del telefono, seguendo i prompt sullo schermo. Per tutti gli altri, Android generico, PC Windows, iPhone, si procede con il metodo tradizionale: tenere premuto il tasto sulla custodia per 2 secondi e selezionare il dispositivo dal menu Bluetooth. Funziona anche il Microsoft Swift Pair per i PC Windows.
Un piccolo neo: il pairing avviene con la custodia e non direttamente con gli auricolari. Questo significa che se dimenticate la custodia a casa e gli auricolari si disconnettono, non potrete riconnetterli manualmente. È una limitazione non banale per chi, come me, spesso porta solo gli auricolari in tasca e lascia la custodia sulla scrivania.
Controlli touch: versatili ma con qualche compromesso
I controlli touch delle Enco Air5 Pro seguono lo schema classico dei prodotti Enco: tap singolo per play/pausa, doppio tap per traccia successiva o rispondere/terminare le chiamate, triplo tap per tornare alla traccia precedente. La novità rispetto alle generazioni precedenti è lo swipe verticale per il controllo del volume e qui c’è da fare un applauso sincero a OPPO, perché è una feature che sembrava ovvia ma che mancava nei modelli precedenti della serie Air.



La pressione prolungata per 1 secondo cambia modalità ANC (alto, moderato, lieve, disattivato), mentre quella da 3 secondi permette di passare tra i dispositivi connessi o rifiutare una chiamata.
La personalizzazione dei controlli è disponibile tramite l’app Hey Melody per chi non ha un dispositivo OPPO/OnePlus/realme, oppure direttamente dalle impostazioni di sistema per chi è nell’ecosistema. Potete rimappare il doppio e il triplo tap, attivare Spotify Tap (tap su un auricolare per avviare Spotify) e scegliere quale assistant vocale lanciare. Quello che non si può cambiare è il singolo tap per play/pausa, una limitazione comprensibile ma che in certi contesti può dare fastidio. Non tutti vogliono che un singolo tocco accidentale metta in pausa la musica.














I tocchi vengono rilevati correttamente nella stragrande maggioranza dei casi, ma come per tutti i controlli touch in questa fascia di prezzo, qualche falso positivo capita, specialmente quando si mettono o tolgono gli auricolari velocemente. Niente che comprometta l’esperienza, ma da tenere presente.
Qualità audio: un driver da 12mm che sorprende
Arriviamo al cuore della questione: come suonano? Le Enco Air5 Pro montano un driver dinamico da 12mm con diaframma rivestito in titanio, con una sensibilità di 122 dB a 1kHz e una risposta in frequenza che va da 20 Hz a 40 kHz. Quest’ultimo dato, 40 kHz, è importante perché consente di sfruttare appieno l’LHDC 5.0 in tutta la sua potenziale gamma Hi-Res.
Il suono di default è calibrato su un profilo V-shaped: bassi robusti, alti presenti e chiari, medi leggermente in secondo piano. Per chi ascolta hip hop, EDM, pop commerciale o musica elettronica, questa firma sonora è una vera goduria, il basso ha corpo, peso, presenza fisica nell’orecchio senza però diventare invadente o “pantanoso”. Gli alti sono dettagliati, con una brillantezza che non affatica anche dopo ore di ascolto.

Dove le cose si fanno più interessanti, e leggermente critiche, è nella gamma media. Voci, chitarre acustiche, strumenti a fiato: tutto questo vive nella fascia dei medi, e lì le Enco Air5 Pro mostrano i loro limiti. Non è che suonino male, sia chiaro, ma rispetto alla chiarezza delle alte frequenze e alla presenza delle basse, i medi risultano leggermente arretrati, meno definiti, con una certa perdita di texture in tracce vocalmente complesse. Chi ascolta jazz strumentale, musica classica o cantautorato introspettivo potrebbe sentirne la mancanza.
Il rimedio? Il custom EQ disponibile nell’app. OPPO offre tre preset: Ultimate (default), Pure Vocals e Thundering Bass. Più la possibilità di creare un EQ personalizzato. Con Pure Vocals i medi guadagnano presenza e le voci tornano in primo piano in modo convincente. Dedicare cinque minuti alla calibrazione dell’EQ vale lo sforzo, specialmente per gli ascoltatori più esigenti.
LHDC 5.0: la differenza di sente
Il codec LHDC 5.0 supporta una trasmissione fino a 1 Mbps, il che lo pone in una classe completamente diversa rispetto all’AAC o all’SBC in termini di fedeltà del segnale audio. La differenza si sente, non solo tecnicamente, ma davvero all’ascolto. Con LHDC attivo (su dispositivi compatibili come molti smartphone Android recenti) la scena sonora si allarga, i dettagli diventano più nitidi, c’è più “aria” tra gli strumenti. Non siamo ai livelli di un DAC esterno da 500€, ma per cuffie wireless da 90€ è un risultato notevole.
Il limite è che LHDC 5.0 richiede un dispositivo compatibile. Su iPhone o su Android senza supporto al codec, si ricade su AAC o SBC, con una qualità sonora ovviamente inferiore. È un dettaglio che bisogna conoscere prima dell’acquisto.
OPPO Alive Audio e Spatial Sound
La funzione OPPO Alive Audio usa software per simulare un suono spaziale, ampliando la scena stereo in modo artificiale ma abbastanza convincente per film e serie TV. Non è la stessa cosa della spatial audio di Apple o Sony, ma è un’aggiunta utile che trasforma l’ascolto di contenuti video da esperienza ordinaria a qualcosa di più immersivo. Risultato variabile a seconda del contenuto, ma generalmente positivo.
Cancellazione attiva del rumore: 55 dB sono pochi o tanti?
La feature più pubblicizzata delle Enco Air5 Pro è la cancellazione attiva del rumore da 55 dB, certificata TÜV Rheinland per le alte prestazioni. Il numero impressiona, ma come funziona nella pratica? Molto bene. Davvero molto bene per questa fascia di prezzo.










In metropolitana, con l’ANC impostato su High, il rumore di fondo dei binari e del motore si riduce in modo significativo. Non sparisce completamente, nessun prodotto di questa fascia può vantarlo, ma si riduce a un mormorio di sottofondo che non disturba. In ufficio, le conversazioni dei colleghi diventano un ronzio ovattato. In treno o in autobus, l’esperienza di ascolto migliora enormemente.
Quello che colpisce è la gestione in tre livelli (High, Moderate, Mild) che permette di calibrare la quantità di isolamento in base al contesto. High per la metro o in volo; Moderate per una camminata in città; Mild per chi vuole sentire un minimo di quello che accade intorno a sé.
Una nota tecnica importante: l’ANC delle Enco Air5 Pro non è ibrido nel senso tradizionale del termine, non utilizza microfoni sia interni che esterni contemporaneamente come fanno i prodotti premium. La modalità High attiva l’algoritmo adattivo in tempo reale per compensare questa limitazione. Funziona sorprendentemente bene, ma nei test comparativi diretti con prodotti di fascia alta la differenza si sente. Non stona, ma la differenza c’è.
La modalità Trasparenza è implementata correttamente, permettendo di sentire l’ambiente circostante senza togliersi gli auricolari. Utile al bancone del bar per fare l’ordine, in farmacia, o semplicemente quando qualcuno ci parla in strada. OPPO ha aggiunto anche la funzione di attivazione automatica della trasparenza quando si rimuove un singolo auricolare, un dettaglio di comodità che, insieme al wear detection, rende l’esperienza d’uso quotidiana molto più fluida.

La latenza è uno degli aspetti spesso sottovalutati nelle recensioni di auricolari generalisti, ma per chi usa gli auricolari anche per il gaming mobile è cruciale. Le Enco Air5 Pro vantano una latenza di soli 47ms in modalità gaming, un valore eccellente che elimina di fatto il disallineamento percepibile tra audio e video.
OPPO ha anche aggiunto una modalità audio spaziale ottimizzata per il gaming, specifica per titoli come BGMI, Free Fire e Call of Duty Mobile. La differenza in questi giochi è percepibile: i passi dei nemici hanno una direzionalità più definita, i colpi d’arma da fuoco hanno più profondità spaziale. Non è la simulazione 3D di un headset gaming dedicato, ma è comunque un valore aggiunto concreto.
Performance in chiamata: tre microfoni al lavoro
Ognuno dei due auricolari monta tre microfoni ENC (Environmental Noise Cancellation) posizionati sul frontale, sul retro e sul fondo, per un totale di sei microfoni. L’algoritmo AI-powered per la riduzione del rumore ambientale durante le chiamate si dimostra all’altezza: il vento viene eliminato quasi completamente (OPPO dichiara fino a 25 km/h di vento bloccato), mentre il rumore del traffico viene ridotto sensibilmente ma non azzerato.
In contesti urbani, chi riceve le chiamate vi sentirà chiaramente anche se siete in mezzo alla città. Con vento forte ma sotto i 25 km/h, la voce resta pulita e intelligibile. Sopra quella soglia, qualche artefatto compare, ma l’intelligibilità rimane accettabile. Per chi fa molte chiamate in movimento, è una delle aree in cui le Enco Air5 Pro si comportano meglio delle aspettative.
Autonomia e ricarica: i numeri fanno la differenza
L’autonomia è uno dei punti di forza più concreti di queste cuffie. La batteria degli auricolari ha una capacità di 62 mAh, mentre la custodia di ricarica arriva a 530 mAh. Tradotto in ore di ascolto:
- AAC, ANC OFF: 13 ore (auricolari) + 54 ore totali (con custodia)
- AAC, ANC ON: 7 ore (auricolari) + 29 ore totali
- LHDC, ANC OFF: 10,5 ore (auricolari) + 39 ore totali
- LHDC, ANC ON: 6 ore (auricolari) + 26 ore totali
- Modalità Trasparenza, AAC: 8 ore (auricolari) + 31 ore totali
Nella pratica, con LHDC attivo, ANC in modalità High e volume al 60%, abbiamo ottenuto circa 8 ore dagli auricolari prima di doverli rimettere nella custodia, leggermente superiore alle dichiarazioni ufficiali in condizioni di LHDC+ANC ON. È un risultato ottimo.
La ricarica rapida merita una menzione speciale: 10 minuti nella custodia restituiscono 13 ore di riproduzione (custodia + auricolari, ANC OFF). Un’ora per caricare completamente l’intero sistema (auricolari + custodia). La custodia si carica via USB-C, nessun supporto wireless ma a questo prezzo non ci si aspetta la ricarica Qi.
App e funzioni software: l’ecosistema OPPO premia
Su dispositivi OPPO con ColorOS 15.0.1 o superiore è disponibile la funzione di traduzione AI in tempo reale, che supporta lingue come inglese, hindi, spagnolo e francese. Per il mercato italiano sarebbe stata utilissima l’aggiunta dell’italiano, speriamo in un aggiornamento futuro.
L’app Hey Melody (per dispositivi non OPPO) offre accesso ai preset EQ, alla personalizzazione dei controlli, alla visualizzazione del livello batteria e alle impostazioni ANC. L’interfaccia è pulita e intuitiva, senza fronzoli. Funziona bene, ma l’esperienza non è altrettanto fluida di quella nativa sui dispositivi OPPO, qualche secondo di ritardo nella sincronizzazione delle impostazioni è normale.



La funzione Sound Space merita una menzione: permette di riprodurre suoni ambientali (rumore bianco, pioggia, natura) per aiutare nella concentrazione o nel sonno. Gimmick? Forse. Ma chi lavora in ambienti rumorosi o ha problemi con il silenzio assoluto di notte apprezzerà averla.
Conclusione
Le OPPO Enco Air5 Pro sono, senza mezzi termini, uno dei prodotti più completi e competitivi che si possano acquistare sotto i 100€ nel segmento TWS. OPPO ha fatto un lavoro notevole nel portare funzionalità tipicamente riservate alla fascia alta, Bluetooth 6.0, LHDC 5.0, ANC a 55 dB certificato TÜV, latenza da gaming a 47ms, a un prezzo che difficilmente si può criticare.

Non sono perfette: i medi audio potrebbero avere più carattere, l’ANC pur essendo ottima non è ai livelli dei top di gamma, e il vincolo della custodia per il pairing è una scelta di design discutibile. Ma nel contesto del loro prezzo di listino, questi sono difetti che si accettano volentieri.
Se cercate un paio di auricolari TWS per l’uso quotidiano come metro, palestra, ufficio, viaggi, gaming mobile, chiamate che non vi facciano rimpiangere di non aver speso di più, le Enco Air5 Pro sono la risposta. Compratele. Provatele. E poi diteci se avevamo torto.
Pro:
- ANC da 55 dB certificata TÜV Rheinland
- Bluetooth 6.0 con doppia connessione
- Codec LHDC 5.0 per audio Hi-Res
- Autonomia fino a 54 ore totali
- Certificazione IP55
Contro:
- Gamma media audio poco definita
- ANC non ibrido
- Pairing vincolato alla custodia
- Nessuna certificazione IP per la custodia di ricarica
- LHDC 5.0 fruibile solo su dispositivi compatibili
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