La Cina ha compiuto un balzo in avanti nella cattura dell’energia eolica: il sistema eolico volante S4000 ha raggiunto per la prima volta al mondo i 4.000 metri di quota, generando elettricità direttamente dal cielo. Un test che dimostra come l’energia del vento possa essere sfruttata anche lì dove le turbine tradizionali non arrivano.

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Il volo record dell’S4000

Sabato scorso, la televisione di stato cinese CCTV ha raccontato il successo del prototipo S4000, sviluppato dalla startup Sawes Energy Technology in collaborazione con l’Università Tsinghua e l’Istituto di Ricerca sull’Informazione Aerospaziale dell’Accademia Cinese delle Scienze. Durante il test, il velivolo grande quanto un Boeing 747 e dal design simile a un dirigibile ha completato l’intero ciclo operativo: ascesa, stazionamento, generazione di energia e recupero a terra. Tutti gli indicatori sono risultati conformi agli standard, confermando l’affidabilità del sistema in condizioni estreme d’alta quota. Secondo quanto diffuso da CCTV e Global Times, l’annuncio segna il passaggio della tecnologia dalla fase di sviluppo iterativo a quella di dispiegamento ingegneristico, aprendo la strada alla produzione in serie del sistema.

Riempito di elio, l’S4000 sale in cielo portando con sé turbine leggere. A 4.000 metri sfrutta venti più forti e costanti, e l’elettricità prodotta viene trasmessa a terra tramite un cavo di ormeggio che funge anche da ancoraggio. Il vantaggio della quota risponde a una logica fisica precisa: la potenza disponibile nel vento cresce con il cubo della sua velocità, per cui un vento anche solo il 20% più veloce può generare quasi il 73% di energia in più rispetto a quello registrato al suolo. Rispetto al predecessore S2000 (che operava fino a 2.000 metri), questa versione aggiornata adotta una nuova configurazione con prestazioni complessive migliorate, una vita utile progettata fino a 20 anni e compatibilità con le reti elettriche principali.

Dalle precedenti innovazioni ai progetti futuri

L’S4000 non è il primo aerogeneratore volante di Sawes. L’azienda, fondata nel 2023, aveva già portato in volo l’S1500 primo della serie a raggiungere una potenza di 1 megawatt nel settembre dello scorso anno, seguito dall’S2000 a 2.000 metri lo scorso gennaio. Quest’ultimo era stato il primo sistema airborne ad essere formalmente connesso a una rete elettrica. I due modelli hanno attirato insieme ordini per circa 500 milioni di yuan (74,3 milioni di dollari) entro marzo 2026.

Ma i vantaggi non si fermano alla quota. A differenza delle turbine tradizionali su torre, questi sistemi sono rapidamente spostabili tra diversi siti, il che li rende ideali per fornire elettricità in zone remote come deserti, altopiani, isole e aree colpite da disastri, dove la rete elettrica non arriva. Inoltre, occupano meno spazio al suolo, liberando terreni per altri usi e riducendo le critiche spesso associate ai parchi eolici.

Il percorso di sviluppo non si ferma qui: Sawes ha già confermato che è in cantiere una piattaforma S6000, progettata per raggiungere altitudini superiori ai 10.000 metri, nella stratosfera vera e propria, dove i venti sono ancora più forti e costanti. L’azienda ha inoltre già firmato lettere d’intenti con diverse città costiere e regioni d’alta quota, segno di un interesse commerciale che va oltre la fase sperimentale. L’obiettivo è spingere sempre più in alto la produzione di energia rinnovabile, integrandola nel mix energetico del Paese entro il 2030.

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