La Cina ha registrato un nuovo fallimento nel proprio programma spaziale, il razzo Long March 7A è esploso durante il volo poco dopo il decollo dal centro spaziale di Wenchang, nella provincia meridionale di Hainan, causando la perdita del satellite ChinaSat-4B, destinato a essere portato in orbita alta. L’incidente è avvenuto nella giornata di ieri 10 agosto 2026 e rappresenta il primo fallimento del vettore dal suo volo inaugurale del 2020.

Il razzo è decollato alle 20:02 ora locale cinese, corrispondenti alle 14:02 in Italia, ma la missione non è riuscita a raggiungere l’orbita. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale Xinhua, il veicolo ha incontrato un’anomalia durante il volo e le autorità hanno avviato un’indagine per determinare con precisione l’origine del problema.

Le immagini diffuse nelle ore successive al lancio mostrano il razzo mentre si disintegra in volo, secondo le analisi preliminari riportate il vettore sarebbe stato completamente distrutto a un’altitudine e a una velocità relativamente basse, rendendo quasi impossibile che il satellite e i suoi eventuali detriti abbiano raggiunto l’orbita.

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L’esplosione è avvenuta poco dopo il decollo

Le riprese amatoriali pubblicate sul web mostrano la deflagrazione dopo circa 85 secondi dal lancio, in quel momento il Long March 7A si sarebbe trovato in prossimità della fase di Max Q, ovvero il momento del volo nel quale il razzo è sottoposto alla massima pressione aerodinamica.

Si tratta tuttavia di una possibile correlazione e non di una causa già accertata, al momento dell’incidente non era infatti ancora chiaro se l’esplosione fosse stata provocata da un guasto del vettore oppure dall’eventuale attivazione del sistema di autodistruzione. Le autorità cinesi non avevano inizialmente fornito dettagli tecnici sull’accaduto, mentre successivamente Xinhua ha confermato l’esistenza di un’anomalia di volo e l’avvio delle verifiche.

Il fallimento assume particolare interesse perché il Long March 7A aveva alle spalle una lunga serie di missioni completate con successo dopo il debutto problematico del 2020. Il primo lancio, effettuato nel marzo di quell’anno, era infatti terminato con un malfunzionamento in volo; il vettore era poi tornato a operare con successo nel 2021, accumulando oltre una dozzina di missioni riuscite prima dell’incidente del 10 agosto.

Perso il satellite ChinaSat-4B

A bordo del razzo si trovava il satellite identificato come Zhongxing-4B, o ChinaSat-4B, la sua presenza era stata inizialmente riportata dalla China National Radio, anche se alcune informazioni relative alla missione sono successivamente scomparse dalla pagina del motore di ricerca Baidu.

Il satellite dovrebbe appartenere alla stessa serie di ChinaSat-4A, portato in orbita nel 2024 proprio da un Long March 7A. La Cina aveva descritto il precedente satellite come un sistema destinato a fornire servizi di trasmissione per voce, dati, radio e televisione.

I satelliti di questo tipo operano in orbite elevate e possono essere utilizzati per ritrasmettere programmi televisivi e servizi di telecomunicazione su aree molto estese, comprese quelle più remote e non raggiunte dalle normali reti terrestri; non è però ancora chiaro se ChinaSat-4B avesse esattamente le stesse caratteristiche, capacità o utilizzi del suo predecessore.

Il Long March 7A è infatti progettato principalmente per missioni che richiedono l’inserimento di satelliti in orbite alte, mentre altri vettori cinesi vengono impiegati per il dispiegamento delle grandi costellazioni in orbita terrestre bassa.

Il problema potrebbe non avere conseguenze sulle prossime missioni

Uno degli aspetti più importanti dell’incidente riguarda le possibili conseguenze sulle altre attività del programma spaziale cinese, gli esperti ritengono però prematuro ipotizzare un impatto significativo sulle altre missioni.

Blaine Curcio, fondatore di Orbital Gateway Consulting, ha definito l’incidente un problema per il programma Long March 7A, ma ha sottolineato come, sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili, i danni sembrino per ora circoscritti. Sarò soprattutto l’indagine tecnica a stabilire se il guasto sia riconducibile a un componente specifico del vettore oppure se siano necessarie verifiche più ampie riguardanti componenti condivisi, processi produttivi o operazioni presso il sito di lancio.

Un eventuale problema limitato al Long March 7A avrebbe inoltre conseguenze diverse rispetto a un difetto riscontrato su elementi utilizzati da altri razzi della famiglia Long March.

Chang’e-7 resta in programma

L’incidente arriva in un momento particolarmente importante per il programma spaziale cinese, che si sta preparando alla missione lunare Chang’e-7.

La missione è prevista nella seconda metà del 2026 e dovrebbe concentrarsi sull’esplorazione del polo sud della Luna, compresi alcuni crateri permanentemente in ombra che potrebbero ospitare depositi di ghiaccio d’acqua. Secondo le informazioni disponibili, il razzo Long March 5 e la navicella destinata alla missione si trovano già presso il centro spaziale di Wenchang, con una possibile finestra di lancio individuata verso la fine di agosto.

Il Long March 5 è però un vettore differente e di dimensioni maggiori rispetto al Long March 7A. Un elemento interessante è rappresentato dai motori YF-100, utilizzati sul primo stadio del Long March 5; questo elemento rende particolarmente importante l’indagine sulle cause dell’incidente, anche se al momento non ci sono indicazioni che colleghino il fallimento del 7A alla missione lunare.

Il nuovo incidente rappresenta comunque un passo indietro per il programma di lancio cinese, secondo i dati riportati quello del Long March 7A è il quarto fallimento cinese su 56 lanci orbitali tentati nel 2026. Per comprendere le reali conseguenze dell’incidente sarà però necessario attendere i risultati dell’indagine avviata dalle autorità cinesi, che dovrà chiarire cosa sia accaduto durante i primi minuti del volo e soprattutto se il problema riguardi esclusivamente questo specifico vettore.

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