Il mercato italiano delle autovetture mantiene un andamento positivo anche a luglio, anche se con un ritmo più contenuto rispetto ai mesi precedenti.
Ne avevamo parlato proprio ieri a proposito della spinta che la crisi petrolifera legata alla guerra in Iran sta dando alle vendite di veicoli elettrici e ibridi in tutto il mondo, e i numeri diffusi oggi da UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) confermano che anche l’Italia sta beneficiando di questo momento, pur restando indietro rispetto al resto d’Europa su alcuni fronti. Scendiamo nei dettagli di questa analisi di mercato.
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Un luglio in crescita, ma più lento rispetto a prima
Con 123.184 immatricolazioni, il mese registra un incremento del 3,9% rispetto alle 118.561 unità di luglio 2025. Nel bilancio dei primi sette mesi dell’anno, i volumi complessivi raggiungono 1.060.175 unità, un progresso dell’8,9% rispetto alle 973.471 vetture registrate tra gennaio e luglio 2025. Resta comunque un divario negativo del 14,3% rispetto allo stesso periodo del 2019, segno che il mercato sta recuperando, ma non ha ancora completato il proprio percorso di normalizzazione.
Le auto elettriche pure a luglio si riposizionano su valori più contenuti, fermandosi al 5,9% del totale; il che rappresenta un dato comunque in crescita rispetto al 4,9% di luglio 2025, ma in netta flessione rispetto al picco del 10,1% toccato a giugno. L’accelerazione impressa dagli incentivi statali sembra aver esaurito i propri effetti sulle immatricolazioni di queste auto.
Le ibride plug-in confermano il trend positivo
Al contrario, le ibride plug-in confermano il trend positivo, raggiungendo una quota del 10,5% nel mese, con un incremento di 3 punti percentuali rispetto al 7,5% di luglio 2025 e sostanzialmente in linea con il 10,6% di giugno. A trainare questo risultato è soprattutto il canale del noleggio a lungo termine, che a luglio assorbe il 45% delle immatricolazioni totali di PHEV. Complessivamente, la quota dei veicoli ricaricabili nel mese si attesta al 16,4%.
“L’andamento particolarmente favorevole degli ultimi mesi, alimentato dall’onda lunga delle immatricolazioni legate agli incentivi e sostenuto da un quadro macroeconomico migliore delle previsioni della vigilia, ci induce a rivedere al rialzo le stime per l’intero 2026“, dichiara Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE.
“Prevediamo che il mercato delle autovetture possa chiudere l’anno a 1.610.000 immatricolazioni, rispetto alla stima di 1.530.000 elaborata a fine aprile, con un incremento del 5,5% rispetto al 2025 e un recupero di oltre 84.000 unità. Ciononostante, il confronto con il 2019 evidenzierà ancora un deficit di 307.000 vetture, pari a una contrazione del 16,0%. I numeri ci dicono che gli italiani vogliono cambiare automobile. Ora spetta alle Istituzioni creare condizioni stabili perché possano continuare a farlo”.
Il DPCM Automotive e i fondi esauriti in un’ora
Sul versante istituzionale, il MIMIT prosegue nell’attuazione del DPCM Automotive del 10 giugno 2026. L’attivazione della Piattaforma Invitalia per la prenotazione delle agevolazioni rivolte ai veicoli commerciali delle categorie N1 e N2 e agli impianti di retrofit a gas ha visto in meno di un’ora l’esaurimento dei fondi allocati, per un ammontare pari a 40 milioni di euro, come già avevamo raccontato parlando di come il governo avesse deciso di destinare i bonus solo a categorie selezionate.
Va ricordato però come il provvedimento, tuttavia, non preveda risorse dirette a sostenere l’acquisto di vetture elettriche pure da parte dei privati, confermando l’Italia come l’unico tra i principali mercati europei privo di tali misure, esattamente il problema che l’Ecobonus dello scorso settembre aveva provato in parte ad affrontare.
Contestualmente, il Ministero ha fornito i dettagli operativi del programma di noleggio sociale, dotato di 50 milioni di euro per i redditi ISEE sotto i 30.000 euro e dedicato ad autovetture con prezzo di listino massimo di 14.800 euro, IVA esclusa, comprensivo di optional, attraverso la pubblicazione del relativo Decreto attuativo. I tempi operativi per l’espletamento della gara europea, volta a individuare le vetture ammissibili, richiederanno comunque circa dieci mesi prima dell’apertura effettiva delle prenotazioni.
“Auspichiamo che venga formalizzato al più presto l’impegno assunto dal Governo a reintegrare i 251 milioni di euro del Fondo Automotive, temporaneamente dirottati verso le misure emergenziali contro il caro carburanti“, prosegue Pietrantonio.
“Pur accogliendo favorevolmente la proroga del taglio di 14 centesimi sulle accise del gasolio come sollievo immediato per consumatori e imprese, ribadiamo che gli interventi congiunturali non possono sostituire una pianificazione di lungo periodo, indispensabile per dare stabilità al settore e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie”.
Chi compra e cosa: privati in crescita, noleggio a lungo termine in calo
Continuiamo con i numeri dell’analisi della struttura del mercato la quale peraltro conferma anche a luglio una crescita per i privati, che guadagnano un punto di quota al 57,4% del totale e chiudono i sette mesi al 53,3% di share.
Le autoimmatricolazioni restano sostanzialmente stabili al 14,5% di share, mentre il noleggio a lungo termine cede terreno, perdendo 2,1 punti al 18,4% del totale, per una forte flessione delle Captive a fronte di un buon incremento delle società Top. Il noleggio a breve termine, invece, conferma un incremento sostenuto, salendo al 3,4% di share nel mese.
Tra le alimentazioni, il motore a benzina perde 4,1 punti scendendo al 19,0% di quota, mentre il diesel arretra al 6,4%. Le ibride tradizionali restano leader del mercato, salendo al 47,5% di quota, con un 17,1% per le full hybrid e un 30,4% per le mild hybrid.
Un altro dato positivo è la diminuzione delle emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni che cedono il 3,3% a luglio, scendendo a 109,6 g/km, mentre nei primi sette mesi dell’anno la flessione si attesta al 6,1%, a 107,4 g/km.
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