Se ci seguite su queste pagine, avrete avuto modo di leggere come il modo in cui produciamo e utilizziamo l’energia sta cambiando rapidamente, e questa trasformazione avrà effetti anche sulla mobilità elettrica.
Ne avevamo già parlato qualche tempo fa a proposito del legame stretto tra sostenibilità reale delle auto elettriche e produzione di energia da fonti rinnovabili, un tema su cui la stessa IEA aveva insistito nel proprio studio Net Zero by 2050.
Ora l’Agenzia Internazionale dell’Energia è tornata a fare delle previsioni precise affermando che nel 2026 le fonti rinnovabili supereranno il carbone, diventando la principale fonte di elettricità al mondo. Allo stesso tempo, la domanda globale di energia elettrica continuerà a crescere, passando da 28.600 a 30.700 TWh entro il 2027.
Per chi guida un’auto elettrica, però, la questione non riguarda solo la disponibilità di colonnine visto che un sistema elettrico alimentato sempre più da fotovoltaico ed eolico cambierà anche il modo in cui si produce, si distribuisce e si paga l’energia. La domanda sarà quindi capire quanto costerà ricaricare un’auto nei prossimi anni e quanto il vantaggio economico degli EV potrà aumentare rispetto alle vetture con motore tradizionale.
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Più rinnovabili nella rete: ma cosa cambia per ricarica e flotte?
Il sorpasso delle rinnovabili sul carbone è una grande evoluzione del mercato dell’energia grazie a una quota crescente di elettricità prodotta da sole e vento, i prezzi possono diventare più variabili durante la giornata: nelle ore in cui la produzione rinnovabile è elevata l’energia tende a essere più disponibile, mentre può diventare più costosa quando la domanda cresce e la produzione cala.
Per chi possiede un’auto elettrica questo significa che la possibilità di scegliere quando ricaricare può diventare un vantaggio vero e proprio. A differenza di un’auto a benzina o diesel, dove il prezzo del carburante è deciso dal mercato della pompa nel momento del rifornimento, un veicolo elettrico può sfruttare la flessibilità della ricarica programmata, spostando i consumi verso gli orari più convenienti.
Anche l’impatto ambientale della mobilità elettrica continuerà a migliorare. Secondo le previsioni dell’IEA, le rinnovabili arriveranno a coprire circa il 37% del mix elettrico globale, riducendo progressivamente la quantità di CO2 associata all’energia utilizzata per ricaricare le batterie. Questo rende sempre più importante il legame tra crescita delle auto elettriche e trasformazione del sistema energetico.
La stessa dinamica riguarda le aziende e le flotte con una domanda elettrica europea prevista in crescita del 2%, la gestione dell’energia diventerà un elemento centrale per chi utilizza molti veicoli. Dunque gli analisti affermano che il tema sarà capire come ricaricare nel modo più efficiente possibile, evitando sprechi e costi imprevedibili.
Il tema dello smart charging e dell’accumulo
L’aumento dei prezzi dell’energia registrato negli ultimi anni ha alimentato il timore che ricaricare un’auto elettrica possa diventare troppo costoso. In realtà, fa sapere l’AIE, il risultato dipenderà sempre di più dalle modalità di utilizzo perché chi ricarica in modo programmato, ad esempio a casa durante le ore più convenienti, può ridurre l’esposizione alle variazioni del mercato rispetto a chi utilizza esclusivamente ricariche rapide in situazioni di emergenza.
Per le flotte aziendali questa gestione è ancora più importante visto che le soluzioni più efficaci prevedono l’integrazione tra colonnine private, software di gestione della ricarica, contratti energetici adeguati e sistemi di accumulo. Un esempio pratico: un veicolo commerciale che rientra in deposito alle 18 non deve necessariamente iniziare subito la ricarica, ma può farlo nelle ore successive, quando la rete è meno sotto pressione o, per esempio, l’energia costa di meno.
Un fattore interessante è che in presenza di impianti fotovoltaici e batterie stazionarie, inoltre, una parte dell’energia utilizzata dai veicoli può essere prodotta e accumulata direttamente sul posto. Questo permette non solo di ridurre i costi, ma anche di diminuire ulteriormente l’impronta ambientale della mobilità elettrica.
Auto elettriche e nuove politiche europee: cambia il modello di utilizzo
La crescita delle energie rinnovabili va a inserirsi in un quadro europeo che punta sempre più sull’elettrificazione dei trasporti. In questo scenario stanno prendendo spazio anche nuovi strumenti come il social leasing elettrico ovvero, in parole povere, un modello che punta a rendere più accessibile l’utilizzo di un’auto a batteria attraverso canoni agevolati o forme di sostegno pubblico.
Questo approccio può modificare il modo in cui si valuta il costo di un’auto elettrica: non conta più soltanto il prezzo iniziale del veicolo, ma il costo complessivo nel tempo, dato dalla combinazione tra rata, energia utilizzata, manutenzione e incentivi disponibili.
Anche per le aziende il quadro sta cambiando grazie alle agevolazioni fiscali sulle auto elettriche aziendali e la possibilità di gestire in modo più efficiente la ricarica rendono gli EV sempre più interessanti per le flotte, soprattutto nel lungo periodo. Un veicolo elettrico inserito in un sistema alimentato da energie rinnovabili può offrire costi di utilizzo più prevedibili rispetto a mezzi legati ai carburanti fossili, più esposti alle oscillazioni dei mercati internazionali.
La crescita delle rinnovabili e quella delle auto elettriche, quindi, procedono nella stessa direzione e la mobilità del futuro non sarà fatta soltanto di automobili con una batteria al posto del motore termico, ma di veicoli integrati in un sistema energetico più intelligente, flessibile e sempre più alimentato da fonti pulite.
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