ChatGPT è tornato disponibile su WhatsApp in tutta l’Unione Europea, oltre che in Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Il ritorno del servizio, annunciato direttamente da OpenAI, chiude un’assenza durata sei mesi, iniziata a gennaio quando Meta aveva modificato le condizioni di utilizzo della propria piattaforma per favorire l’adozione di Meta IA a scapito degli assistenti concorrenti.

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Come funziona ChatGPT su WhatsApp

Senza bisogno dell’app ChatGPT né di un account OpenAI, è ora possibile dialogare con il chatbot direttamente da WhatsApp scrivendo al contatto verificato 1-800-CHATGPT, al numero +1-800-242-8478. Gli utenti possono caricare immagini, inviare messaggi vocali, generare immagini e utilizzare il servizio in diverse lingue. Chi desidera sfruttare limiti di utilizzo più ampi può collegare la conversazione al proprio account ChatGPT esistente, mantenendo così cronologia e contesto tra i due canali.

La disponibilità del servizio dipende dal prefisso internazionale associato al numero con cui ci si è registrati su WhatsApp, e OpenAI ha specificato che il rollout è ancora in corso, con attivazione graduale nei prossimi giorni per tutti gli utenti europei. ChatGPT resta inoltre disponibile anche tramite Viber e, dal 16 giugno, tramite KakaoTalk in Corea del Sud, a conferma di una strategia distributiva di OpenAI sempre più orientata alle app di messaggistica già installate sui dispositivi delle persone.

«L’intelligenza artificiale è più utile quando le persone possono accedervi dove vogliono e quando vogliono», ha dichiarato Emmanuel Marill, VP e Managing Director EMEA di OpenAI. «Riportare ChatGPT su WhatsApp in Europa e in Svizzera significa offrire accesso e possibilità di scelta».

La vicenda con Meta, e l’intervento della Commissione Europea

Per capire perché ChatGPT è dovuto sparire da WhatsApp per sei mesi serve ricostruire la cronologia della vicenda. Il 15 ottobre 2025, Meta aveva annunciato nuove condizioni per la WhatsApp Business API, che di fatto vietavano l’utilizzo della piattaforma da parte di assistenti IA generalisti concorrenti. La misura è diventata operativa il 15 gennaio 2026, quando ChatGPT, insieme a Microsoft Copilot e Perplexity, è stato rimosso da WhatsApp, lasciando Meta IA come unico assistente conversazionale disponibile sulla piattaforma. Meta aveva giustificato la decisione citando il carico elevato generato dal volume di messaggi gestiti dai bot di terze parti.

La mossa aveva attirato l’attenzione delle autorità antitrust in più giurisdizioni, tra cui Unione Europea, Italia e Brasile. La Commissione Europea ha aperto un’indagine formale il 4 dicembre 2025, seguita a febbraio da una comunicazione degli addebiti preliminare nei confronti di Meta. A marzo, Meta aveva provato a riammettere i concorrenti sulla piattaforma dietro pagamento di una tariffa compresa tra 0,049 e 0,13€ per messaggio, una soluzione che la Commissione ha giudicato equivalente a un divieto di fatto.

Il 9 giugno 2026 la Commissione Europea ha quindi adottato un provvedimento cautelare ai sensi dell’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, ordinando a Meta di ripristinare entro cinque giorni lavorativi l’accesso gratuito alla WhatsApp Business API per gli assistenti IA concorrenti, alle stesse condizioni in vigore prima del 15 ottobre 2025. Si tratta di uno strumento raramente utilizzato dalla Commissione, il terzo caso in 25 anni dopo i precedenti riguardanti Broadcom nel 2019 e IMS Health nel 2001. Il mancato rispetto del provvedimento espone Meta a sanzioni fino al 10% del fatturato annuo globale, con possibili multe giornaliere aggiuntive fino al 5% del fatturato medio giornaliero. Il provvedimento resterà in vigore fino alla conclusione dell’istruttoria antitrust, per la quale non è stata ancora indicata una tempistica definitiva.

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