I prodotti della suite Office di Microsoft (da Word a Excel, da Teams a Copilot) sono utilizzati ogni giorno da centinaia di migliaia di aziende e organizzazioni pubbliche che li hanno installati sui propri PC spesso senza considerare le alternative. È proprio questa posizione di forza nel mercato a preoccupare le autorità del Regno Unito. La Competition and Markets Authority (CMA), l’ente britannico per la tutela della concorrenza, ha infatti avviato oggi un’indagine formale su Microsoft per verificare se il colosso di Redmond occupi una posizione dominante nel mercato del software per le imprese.
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Cosa sta succedendo
La CMA ha aperto un procedimento per accertare se Microsoft debba essere indicata come soggetto con “posizione di rilievo strategico nel mercato” nel proprio ecosistema di software aziendale. Sostanzialmente si tratta di stabilire se l’azienda sfrutti la propria posizione per limitare la libertà di scelta dei clienti. Nel mirino ci sono pratiche come il bundling dei prodotti, la scarsa interoperabilità con software di altri fornitori e le impostazioni predefinite che indirizzano gli utenti verso i servizi Microsoft.
Non è la prima volta che Microsoft si trova a dover rispondere di pratiche simili. A settembre dello scorso anno, infatti, aveva raggiunto un accordo con la Commissione Europea proprio per separare Teams da Office, evitando così una maxi sanzione.
L’indagine comprende anche una valutazione specifica su come i concorrenti nel campo dell’intelligenza artificiale riescano a integrarsi con il software aziendale di Microsoft. Questo è un aspetto tutt’altro che secondario, considerando che la società sta spingendo Copilot all’interno di un numero crescente di abbonamenti Microsoft 365, arrivando a creare un nuovo piano tariffario, denominato E7, dedicato specificamente ai servizi basati sull’intelligenza artificiale.
L’indagine prosegue un filone iniziato già lo scorso anno quando la CMA aveva pubblicato i risultati di un’analisi sul mercato dei servizi cloud. La conclusione era che la concentrazione del settore aveva consentito sia a Microsoft sia ad Amazon di acquisire un significativo potere di mercato, con una quota stimata tra il 30% e il 40% del mercato dell’infrastruttura cloud per ciascuna delle due società.
A seguito di quell’indagine, Microsoft e Amazon avevano annunciato misure concrete per facilitare il passaggio dei clienti da un fornitore cloud all’altro, intervenendo sulle tariffe di uscita e sull’interoperabilità. La nuova indagine sposta ora l’attenzione a un livello superiore, quello del software da ufficio, dove il potere di Microsoft è ancora più capillare.
Cosa può succedere
La designazione come soggetto con “posizione di rilievo strategico nel mercato” non implica automaticamente un accertamento di illeciti, ma consentirebbe alla CMA di valutare interventi mirati e proporzionati a sostegno della concorrenza. L’indagine dovrà concludersi entro nove mesi e la decisione è attesa entro febbraio 2027.
Sarah Cardell, direttrice esecutiva della CMA, ha dichiarato che l’obiettivo è capire come si stanno evolvendo questi mercati e quale posizione occupa Microsoft al loro interno, per valutare se siano necessarie misure concrete a tutela delle imprese britanniche.
Nel frattempo Microsoft, per voce del proprio presidente Brad Smith, ha dichiarato di impegnarsi a collaborare in modo rapido e costruttivo con la CMA e ha riconosciuto che il regolatore continuerà a esaminare le proprie attività, incluso il mercato del software aziendale.
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