Meta sta testando una nuova funzionalità che porta il chatbot Meta AI direttamente su Threads, con un account ufficiale capace di rispondere ai post offrendo “contesto” aggiuntivo. Un’idea che ricorda da vicino il funzionamento di Grok su X, il chatbot di Elon Musk che risponde alle domande degli utenti sotto i post virali. Ma c’è un problema: gli utenti hanno scoperto che l’account @meta.ai non può essere bloccato, e la cosa non è stata presa particolarmente bene.

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Come funziona Meta AI su Threads

La funzionalità, che Meta descrive come una “early beta”, sta iniziando a essere distribuita agli utenti di Threads in Malesia, Arabia Saudita, Messico, Argentina e Singapore. L’idea di fondo è semplice: gli utenti possono fare domande all’account @meta.ai, che risponderà pubblicamente.

È anche possibile invocare Meta AI nelle risposte ad altri post, esattamente come accade su X dove praticamente ogni post virale ha almeno una risposta prominente di qualcuno che chiede a Grok qualche variazione di “Grok è vero questo???” O simili.

Meta inoltre suggerisce casi d’uso come “perché la gente parla dei Mondiali questo mese?”, con il chatbot che fornisce risposte basate sul contesto delle conversazioni sulla piattaforma. Il tutto è alimentato dal nuovo modello Muse Spark, il primo rilascio importante del gruppo “superintelligenza” di Meta mentre l’azienda cerca di costruire nuove fondamenta per il suo lavoro sull’AI nell’era post-Llama.

I rischi di un chatbot così visibile

Dare a un chatbot AI così tanta visibilità su una piattaforma come Threads potrebbe comportare sfide non indifferenti. Su X, ricorderete, Grok si è reso protagonista di episodi piuttosto imbarazzanti e spiacevoli come rant filo-nazisti, elogi sperticati per Elon Musk e, cosa ancora più grave, la generazione di materiale pedopornografico in quantità allarmanti.

Meta è generalmente stata più cauta con le protezioni per il suo chatbot rispetto a quanto X abbia fatto con Grok, che fin dall’inizio era stato presentato come una sorta di AI provocatoria e sopra le righe.

Tuttavia, è lecito chiedersi se la funzionalità su Threads possa essere soggetta allo stesso tipo di manipolazione da parte degli utenti che X ha indicato come causa di alcuni degli scivoloni più eclatanti di Grok.

L’impossibilità di bloccarlo scatena la protesta

Anche se la maggior parte degli utenti non può ancora interagire con il bot, dato che il test iniziale è limitato a cinque paesi, l’account pubblico @meta.ai è visibile a tutti sulla piattaforma. E qui è scoppiato il caos e il malcontento perché il primo post dell’account è stato sommerso da risposte furiose di utenti che chiedevano spiegazioni sul perché, a differenza di qualsiasi altro account Threads, non fosse possibile bloccarlo.

Alcuni utenti hanno persino segnalato l’account per spam, operazione che normalmente termina con l’opzione di “bloccare”, per poi scoprire che il blocco non era effettivamente entrato in vigore. “Gli utenti non possono bloccare Meta AI” è diventato rapidamente il trend principale sulla piattaforma, con oltre un milione di post sull’argomento.

Meta ha spiegato che gli utenti hanno opzioni per vedere “meno” post dal bot nei loro feed attraverso il silenziamento o usando il pulsante “non interessato” che informa le raccomandazioni dell’app. È anche possibile nascondere le risposte ai propri post se qualcuno coinvolge l’AI. Ma queste alternative non sembrano aver placato gli animi degli utenti che continuano a essere infastiditi a dir poco da questa mancanza.

Peraltro, una vicenda simile si è verificata di recente su Bluesky, quando l’ex CEO Jay Graber aveva annunciato che l’azienda stava lavorando a un assistente AI per aiutare gli utenti a costruire feed personalizzati. Il progetto, che non ha ancora lanciato pubblicamente nulla oltre a un’introduzione, è rapidamente diventato uno degli account più bloccati dell’intera piattaforma, secondo solo all’account del vicepresidente JD Vance.

Non è nemmeno la prima volta che una funzionalità Meta AI impossibile da bloccare viene accolta con indignazione. L’azienda aveva precedentemente lanciato una serie di profili Instagram generati dall’AI con personalità bizzarre. Meta aveva poi definito il problema del blocco un “bug” e aveva prontamente eliminato il progetto.

Altre novità per Meta AI

L’annuncio della funzionalità su Threads arriva insieme ad altre novità per Meta AI. L’azienda sta testando un nuovo modo per chattare con Meta AI riguardo agli avvenimenti nei gruppi WhatsApp e altre app. Queste “side chat”, come le chiama Meta, permettono di interrogare il bot per ottenere contesto aggiuntivo basato su ciò che sta accadendo nella conversazione di gruppo, ma a differenza di Threads, queste chat avvengono in privato e sono visibili solo a chi sta ponendo la domanda.

Il modello Spark sta inoltre alimentando una nuova versione in-app di Live AI nell’app Meta AI, che permette di fare domande su ciò che circonda l’utente ottenendo risposte in tempo reale su qualsiasi cosa la fotocamera del telefono stia inquadrando. Una funzionalità precedentemente disponibile solo tramite gli occhiali smart di Meta, che ora sta arrivando anche sui modelli Ray-Ban e Oakley negli Stati Uniti e Canada.

Badate bene però che un recente report ha rivelato che moderatori umani stavano visualizzando registrazioni di queste sessioni Live AI, che talvolta includevano momenti intimi. Un dettaglio da tenere presente prima di puntare la fotocamera ovunque.

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